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Irlanda del Nord: la legge sull'aborto non si tocca

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Irlanda del Nord: la legge sull'aborto non si tocca

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Respinto dalla Corte Suprema britannica il ricorso di una ong contro le restrizioni imposte all'interruzione di gravidanza in Irlanda del Nord, unica nazione del Regno Unito dove l'aborto è consentito solo se la donna è in pericolo di vita.

Dopo che anche in Irlanda, con un referendum, l'aborto è stato legalizzato fino alla dodicesima settimana, molte donne nordirlandesi si sentono ora discriminate. Come Sarah Ewart, che fu costretta a interrompere la gravidanza in Inghilterra, dopo che i medici le avevano detto che il bambino che portava in grembo non sarebbe sopravvissuto.

La Corte ha considerato irricevibile il ricorso perché è stato presentato da un'organizzazione, la Northern Ireland Human Rights Commission, e non dalle persone colpite da questa legge che, tuttavia la maggioranza dei giudici ha ritenuto incompatibile con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Per questo afferma Grainne Teggart, di Amnesty international, è comunque una vittoria. Questa battaglia non finisce qui. Sarah Ewart in persona ricorrerà alla Corte suprema di Belfast, e a Westminster si dovrà lavorare perché la legge cambi.

Dopo il referendum in Irlanda, infatti, Theresa May è stata investita di richieste dal suo partito e dall’opposizione, in prima fila la deputata laburista Stella Creasy, per fare pressione sulle autorità nordirlandesi.

Tuttavia la premier continua a ribadire che trattandosi di una materia soggetta a devolution, spetta solo al Governo e al Parlamento ldi Belfast cambiare le cose.

Reportage di Vincent McAviney