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Lega-Cinquestelle, un governo pro o contro l'Europa?

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Lega-Cinquestelle, un governo pro o contro l'Europa?

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Ma i barbari hanno davvero conquistato il potere in Italia? Davvero il neoesecutivo che sta per formarsi odierà l'Europa ricambiato? Per cercare di capirlo abbiamo parlato con Alberto Alemanno, analista politico e professore a Parigi. Cosa attendersi dall'esecutivo che verrà. Davvero ci aspettiamo un'Italia fuori dall'Europa o invece una prospettiva più mitigata?

Alberto Alemanno: "La natura del governo è inedita`. È successo pochissime volte nella storia della Repubblica di avere governo che anziché basarsi su di una maggioranza politica, si appoggiano su di un accordo che poi in seconda battuta porta ad una maggioranza parlamentare. Quindi è un esecutivo che nasce istituzionalmente e politicamente debole. Al contempo questo accordo sui temi, su cui si fonderà, potrebbe addirittura rivelarsi un vantaggio nel senso che le forze politiche dovranno confrontarsi e costruire da un punto di vista programmatico e dunque di riforma i passi a venire. Al momento sembra ambizioso pensare che questo possa essere un governo di legislatura che dura 5 anni, ma non è del tutto escluso che le tensioni che oggi appaiono fra queste due forze politiche e la necessità di una forza politica esterna come Forza Italia possano addirittura consolidare e rafforzare un programma di governo che appunto nasce in condizioni del tutto inedite per dar luogo a quella che Di Maio ha chiamato la terza repubblica.

Alberto Alemanno, da dove potrebbero arrivare le pressioni di questo esecutivo?

Le pressioni proverranno dal basso, dall'elettorato che chiederà tutta una serie di promesse mantenute, ma anche dall'Europa intesa come il Consiglio deo Ministri che in questo momento deve discutere di questioni che vanno dal futuro della zona euro dove Salvini e Di Maio non hanno proprio delle idee chiarissime alla fine perché non si sono espressi più di tanto, a questioni che toccano l'Italia da vicino come quella che riguarda le migrazioni. I temi centrali che si dibatteranno in Europa potrebbero addirittura acuire delle tensioni, ma potrebbero anche portare l'Italia ad avere una visione che è terza rispetto a quella di Merkel-Macron da una parte e quella di Visegrad e di Orban dall'altra.

Alberto Alemanno, quali potrebbero essere, se ci saranno, le novità che questo esecutivo potrebbe portare in Europa?

Diversi segnali indicano come questo governo, seppur ibrido, perché si reggerà su di un contratto piuttosto che su di una coalizione, avrà sicuramente al centro l'Europa e tutta una serie di garanzie affinché l'Italia non si discosti dalle priorità e dalle scadenze europee come ha detto lo stesso Di Maio.