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Caso Skripal, GRU: una versione alternativa da Mosca

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Caso Skripal, GRU: una versione alternativa da Mosca

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Vladimir Koshelev ci è stato presentato come colonnello di riserva delle forze speciali del GRU, entità di cui la Russia negava l'esistenza. Koshelev ha lavorato in Afghanistan, sapeva dell'esistenza di Skripal, lavoravano entrambi per il direttorato centrale dell'intelligence, cioè il GRU, ma non hanno mai lavorato insieme.

La differenza fondamentale tra i due è che Koshelev è in Russia e non ha mai disertato, mentre Skripal era stato arrestato, accusato di essersi venduto ai britannici, dopodiché era stato oggetto di uno scambio.

"Noi - dice Koshelev - abbiamo adempiuto ai nostri obblighi di eliminazione delle armi chimiche, quindi non dovremmo escludere la possibile partecipazione di qualche Stato in questa vicenda, ma quale Stato sia, questa è la domanda. È possibile che siano stati i servizi britannici a riutilizzare in questo modo la loro ex spia, e d'altra parte è anche ipotizzabile la partecipazione di qualche servizio 'amico' in questa vicenda. Come servizi 'amici' intendo - di nuovo, è solo un'ipotesi - perché non qualche Paese che faceva parte dell'Unione Sovietica, dove ci sono anche degli stock di queste armi: per esempio l'Ucraina".

E non escludo nemmeno la possibilità che in qualche modo il Novichok possa essere finito nelle mani di qualche organizzazione criminale.

Se davvero il signor Skripal fosse stato oggetto di una minaccia seria alla sua vita, avrebbe seguito il percorso del programma di protezione dei testimoni. Invece viveva apertamente, con il suo nome e cognome, sua figlia si muoveva liberamente tra Regno Unito e Russia, e anche suo figlio. Non c'erano minacce, e improvvisamente succede. Purtroppo i traditori ci sono e ci saranno, e dal nostro Paese sono fuggiti negli Stati Uniti, in Israele, e perché vengono avvelenati e muoiono solo nel Regno Unito? Questo solleva alcune questioni: perché nel Regno Unito?"