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Macron - Le Pen: in cosa divergono i programmi dei due candidati

Ex banchiere presso Rothschild e ministro dell’economia nel governo socialista Valls II, Emmanuel Macron al secondo turno delle presidenziali francesi dovrà affrontare Marine Le Pen, leader del Front

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Macron - Le Pen: in cosa divergono i programmi dei due candidati

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Ex banchiere presso Rothschild e ministro dell’economia nel governo socialista Valls II, Emmanuel Macron al secondo turno delle presidenziali francesi dovrà affrontare Marine Le Pen, leader del Front National, il partito dell’estrema destra francese.

Soltanto il prossimo 7 maggio si conoscerà il nuovo inquilino dell’Eliseo. I programmi dei due candidati al ballottaggio non potrebbero essere più diversi: i due non sembrano davvero avere niente in comune.

Europa e ‘Frexit’

Marine Le Pen

Le Pen minaccia di seguire il percorso compiuto da Nigel Farage nel Regno Unito: il suo obiettivo è che in Francia si tenga un referendum su un’eventuale uscita del Paese dall’Unione europea. Quella che i media hanno già ribattezzato ‘Frexit’. Contro questa prospettiva 25 premi Nobel per l’Economia hanno firmato una lettera in cui l’ipotesi di una Frexit viene considerata decisamente pericolosa.

Come altri politici di estrema destra, Le Pen accusa Bruxelles di aver sottratto ai governi nazionali troppi poteri. Nonostante sieda all’europarlamento dal 2004 (percependo il lauto stipendio da eurodeputato), la Le Pen vuole che Parigi torni
a decidere per la Francia e mira a introdurre politiche protezionistiche.

Emmanuel Macron

Durante la campagna elettorale Macron si è proposto come il candidato più favorevole all’Unione europea. Ha proposto che, dopo le elezioni tedesche (in programma il 24 settembre), vengano organizzate in tutta l’Unione europea ‘convention democratiche’ con lo scopo di portare avanti riforme proposte dalla base. Chiede che l’Eurozona abbia il proprio budget, il proprio parlamento e un ministro dell’economia. L’ex banchiere difende l’accordo commerciale CETA tra Unione europea e Canada.

La crisi dei migranti

Marine Le Pen

Su questo tema tutta la politica della Le Pen ruota sul concetto di ‘preferenza nazionale’. Il che significa che la Francia dovrà lasciare l’area Schengen, consolidare le proprie frontiere e ridurre l’immigrazione a 10.000 persone all’anno (rispetto alle attuali 200.000). Verranno inoltre notevolmente limitate le condizioni per le domande di asilo. Le Pen promette che nessun immigrato clandestino, quelli che lei definisce ‘criminali e delinquenti stranieri’, potrà cercare di uscire dall’illegalità. Propone inoltre di ritardare di due anni l’accesso alle cure mediche pubbliche per i cittadini stranieri.

Emmanuel Macron

Una Francia ‘aperta e fedele ai suoi valori’ è quella che promuove invece Macron.
Nei fatti, il candidato di ‘En Marche!’ chiede ai francesi maggiori responsabilità nell’accoglienza ai rifugiati e una più ampia cooperazione con gli altri Stati membri dell’Unione europea. L’ex ministro dell’Economia ha descritto i ragazzi stranieri che studiano in Francia come qualcosa di cui andare fieri. Nonostante non abbia allo studio modifiche legislative, Macron ha parlato della necessità di ‘miglioramenti nell’integrazione’.

Lavoro ed economia

Il programma di Macron dipende da un risparmio pari a 60 miliardi di euro. Le economie deriverebbero dalla soppressione di 120.000 posizioni all’interno del servizio civile. Le Pen finora non ha fornito dati precisi sulle sue proposte di bilancio, ma sostiene di voler ridurre il disavanzo con tagli al Sistema Sanitario Nazionale, eliminando i contributi all’Unione europea e prendendo iniziative concrete per combattere ‘frodi fiscali e sociali’.

Entrambi i candidati sono favorevoli all’assunzione di nuovi poliziotti ma per Macron dovrebbero essere 10.000 in più, per Le Pen 21.000.

Il Front National vorrebbe tassare al 35% le imprese con fabbriche delocalizzate e imporre sanzioni a chi assume lavoratori stranieri. Le Pen promette anche di eliminare la controversa riforma del diritto del lavoro realizzata dal governo socialista (riforma che ha scatenato proteste di massa in tutto il Paese), mentre Macron che era ministro al momento dell’entrata in vigore della legge, garantisce che non ci sarà alcun ritorno al passato.

Russia

Macron è stato uno dei pochi, tra gli undici candidati del primo turno, a dire esplicitamente di essere contrario a un rafforzamento dei rapporti con Mosca. Per Le Pen un legame con il Cremlino è strategico e cruciale per la lotta contro l’ISIL. Di recente si è recata in Russia per incontrare Putin, da cui ha ottenuto sostegno politico ma anche economico.

Durante la campagna elettorale, lo staff di Macron ha più volte accusato il Cremlino di cyber-attacchi a spese del candidato centrista.