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Birmania: arriva nave d'aiuti per i Rohingya, proteste


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Birmania: arriva nave d'aiuti per i Rohingya, proteste

Una nave d’aiuti umanitari per i Rohingya birmani è arrivata a Yangon, dopo una serie di attriti con il governo accusato di violenze e abusi contro la minoranza musulmana.
La Malaysia, paese a maggioranza musulmana, ha inviato 2.300 tonnellate di aiuti per i Rohingya, musulmani di lingua europea che vivono in gran parte nella regione di Rakhine.

“Gli aiuti vengono consegnati al governo birmano, che si è impegnato a distribuirli”, ha precisato il vice-ministro degli esteri malese. “Non possiamo essere sempre malfidenti, dobbiamo costruire un rapporto di fiducia tra i Paesi. Nello stesso tempo abbiamo già espresso la nostra grave preoccupazione per quello che è successo nella regione di Rakhine”.

L’arrivo degli aiuti per la minoranza musulmana ha scatenato la protesta di alcune decine di persone, e tra queste anche dei monaci buddisti. Molti considerano i Rohingya, che parlano una lingua vicina al bengalese, immigrati clandestini dal Bangladesh:

“Nulla in contrario se vogliono aiutare della gente che soffre. Ma non vogliamo che si sfrutti politicamente questo tema chiamandoli ‘Rohingya’, perché quel nome non esiste”.

Il nome, che letteralmente significa “abitandi di Rohang”, fa riferimento all’antico nome della regione di Rakhine. Ma molti in Bangladesh contestano che quel popolo sia autoctono. Nell’ottobre scorso, dopo l’uccisione di nove soldati a un posto di frontiera, l’esercito ha lanciato un’imponente offensiva, denunciata da un rapporto delle Nazioni Unite che parla di crimini di guerra e menziona stupri di massa, uccisioni di neonati e la fuga di almeno 70.000 persone.

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