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Jean-Claude Juncker: "L'ultima chance per l'Europa è ridare fiducia ai cittadini"


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Jean-Claude Juncker: "L'ultima chance per l'Europa è ridare fiducia ai cittadini"

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“LʼEuropa attraversa una crisi esistenziale, i cittadini sono stufi di lotte interne”. Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, ospite del nostro programma “Global Conversation”, parla di come l’UE non sia abbastanza sociale, ecco perché occorre cambiare e lavorare, tutti uniti, al pilastro dei diritti sociali.

L’esistenza della UE non è in discussione

Isabelle Kumar, euronews: “Quale potrebbe essere il colpo decisivo per l’Europa? Brexit? Il populismo? La crisi dei migranti? La crisi economica? L’Unione europea si trova in uno dei momenti più critici da quando è stata istituita. I risultati delle elezioni in Austria, Italia, Francia e Germania potrebbero rappresentare un rischio anche per l’Unione stessa. Chi meglio del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ci può spiegare queste sfide? Grazie per essere qui con noi.

Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea: “Buongiorno”.

Isabelle Kumar, euronews: “All’inizio del suo mandato ha detto “la mia Commissione sarà l’ultima occasione per la Commissione”. Come potrà sopravvivere l’Unione europea?

Jean-Claude Juncker: “L’esistenza della UE non è in discussione. Lei ha detto che le elezioni tedesche, francesi e italiane minacciano la sopravvivenza dell’Europa. Non è corretto. Le elezioni francesi e tedesche non minacciano il futuro dell’UE, almeno per quanto riguarda i loro cittadini. Certo lei ha ragione, questa è l’ultima chance per la Commissione che ho l’onore di presiedere. Quello che volevo dire è che che l’Unione europea sta entrando in una fase decisiva, perché il divario tra i cittadini europei e l’azione pubblica e politica della UE sta diventando sempre più ampio e io voglio fare qualcosa.”

euronews: “Esattamente, spesso però le istituzioni europee sono accusate di essere distanti dalla gente. Stiamo chiedendo ai nostri spettatori di inviarci online delle domande, ad esempio Moussa Boureima chiede qual è la più grande debolezza, al momento, dell’Unione europea.”

Jean-Claude Juncker: “Tanto per dire tra europei non ci conosciamo molto bene tra di noi. Le persone della Lapponia che cosa conoscono della Sicilia? Gli italiani conoscono in modo approfondito la Polonia? Non credo. Dobbiamo conoscerci tutti meglio.”

Martin Schulz, rivale e alleato

euronews: “In questo momento critico per l’Unione europea, si sta per perdere un alleato potente. Mi riferisco al Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. Si tratta di un duro colpo per lei, visto che succede in uno dei momenti peggiori?”

Jean-Claude Juncker: “No, non descriverei la partenza di Schulz in questo modo.”

euronews: “No?”

Jean-Claude Juncker: “Ho lavorato bene con Martin Schulz; era il mio rivale per la presidenza della Commissione, è stato a capo della delegazione socialista mentre io ero a capo dei Cristiano-Democratici. Abbiamo instaurato forti legami di lavoro, c‘è sempre stata profonda comprensione tra noi. Le relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione non sono mai stati così strette da quando è Presidente del Parlamento europeo.”

euronews: “Non si sentirà più debole dopo la sua partenza?”

Jean-Claude Juncker: “Non credo, ma mi mancherà l’intesa che c’era con lui.”

Uniti contro populisti e scettici

euronews: “Si ha l’impressione che l’Unione europea sia alla ricerca di qualcosa come un castello di carte. L’Austria potrebbe mandare al potere tra pochi giorni un leader di estrema destra per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale. Si parla anche di un referendum per restare o meno all’interno dell’UE. Le cose stanno diventando decisamente preoccupanti?”

Jean-Claude Juncker: “Non possiamo togliere agli elettori della destra in Europa il diritto di esprimere le proprie opinioni. Per quanto riguarda il referendum sull’adesione all’UE, penso che non sia opportuno fare questo tipo di dibattito, non solo perché potrebbe essere preoccupante il risultato finale, ma perché alimenterà ancora di più le polemiche all’interno dell’UE. Non credo che il prossimo presidente austriaco, chiunque sarà, attuerà azioni del genere”.

euronews: “Anche se lo ha già detto, lo già annunciato?”

Jean-Claude Juncker: “Conosco la differenza tra promesse elettorali e politiche concrete. Le promesse in campagna sono una cosa, ma le azioni politiche concrete sono ben altro. Si tratta di una negazione della democrazia, non possiamo sempre dire tutto quello che ci piace nel corso di una campagna elettorale.”

euronews: “Pensa che il paese sia passibile di sanzioni?”

Jean-Claude Juncker: “Decidemmo sanzioni contro l’Austria, in un momento molto particolare, quando l’estrema destra aveva assunto un certo controllo del governo nel paese. Questo è stato un errore perché gli elettori non devono essere puniti o sanzionati per aver fatto una scelta sbagliata. Bisogna discutere, anche combattere con la realtà politica. Il presidente austriaco ha, principalmente, un ruolo cerimoniale.”

euronews: “Per ora. Io non sono molto preoccupata, anche se non mi piace che possa vincere un candidato dell’estrema destra. Nello stesso giorno anche l’Italia andrà alle urne per un referendum. Che potrebbe costare caro al premier Renzi in caso di vittoria del no, dando più potere agli euroscettici e potenzialmente mettendo l’euro in pericolo. Si apre un nuovo scenario?”

Jean-Claude Juncker: “Ho mantenuto relazioni tranquille con il primo ministro italiano.”

euronews: “Tensioni?”

Jean-Claude Juncker: “Dipende, diciamo che siamo d’accordo su diversi punti essenziali quando ci troviamo a parlare faccia a faccia. La Commissione ha fatto molto per l’Italia, così come l’Italia ha fatto molto per la Commissione. L’Italia ha affrontato la crisi dei migranti in modo esemplare. Ha diritto di lamentarsi per il fatto che alcuni paesi europei, certo non tutti, non stanno dando un sostegno sufficiente, mentre l’Italia sta facendo sforzi enormi nella gestione della crisi dei migranti e nella gestione delle conseguenze. Durante la campagna elettorale europea, di fronte al Parlamento, ho chiesto molte volte agli altri Stati membri dell’Unione di mostrare maggiore solidarietà verso l’Italia e anche verso la Grecia.”

euronews: “L’Italia le sta chiedendo di essere più solidale e più flessibile in termini di bilancio. Ha dimostrato una maggiore flessibilità con la Spagna e il Portogallo, perché non con l’Italia?

Jean-Claude Juncker: “Nel 2015 e 2016, l’Italia poteva spendere molto di più senza tenere conto di quanto previsto dal Patto di stabilità, ovvero 19 miliardi di euro. Se la Commissione non avesse introdotto elementi di flessibilità, avrebbe dovuto spendere 19 miliardi in meno. Non credo che saremo così severi verso l’Italia. In Germania, Austria, Paesi Bassi, sono stato criticato per essere stato troppo flessibile con Roma. Gli Stati membri dovrebbero usare le stesse misure di giudizio.”

euronews: “Passiamo alle altre elezioni di cui parlavo all’inizio. Il prossimo aprile toccherà alla Francia. Un’altra domanda che ci arriva online è di Robert Biddle. Vuole sapere, se Marine Le Pen venisse eletta, questo sarà l’inizio della fine per il progetto europeo?”

Jean-Claude Juncker: “Si tratta di una ipotesi che non credo accadrà.”

euronews: “Quale ipotesi?”

Jean-Claude Juncker: “L’ipotesi che la signora Le Pen possa essere il futuro presidente della Repubblica francese. Non lo sarà.”

euronews: “E’ davvero realistico fare affermazioni del genere, specie dopo Brexit?”

Jean-Claude Juncker: “Non dobbiamo confondere la gente o i paesi. Dietro a Brexit c’erano altre cause che non ci sono in Francia per portare all’elezione della Le Pen. Non bisogna confondere i due casi, perché è pericoloso.”

euronews: “La sua elezione deve essere tuttavia considerata una possibilità visti gli ultimi sondaggi, se consideriamo quelli di questi giorni.”

Jean-Claude Juncker: “Ancora ci basiamo sui sondaggi.”

euronews: “Ma se vincesse, l’UE riuscirà a sopravvivere ?”

Jean-Claude Juncker: “E’ una domanda che non dovremmo nemmeno porci.”

euronews: “Nel mese di settembre ci saranno le elezioni in Germania. Il cancelliere Angela Merkel potrebbe affrontare Martin Shulz. Lei chi sceglierebbe?”

Jean-Claude Juncker: “Ogni volta che mi trovo a dover presenziare a un dibattito elettorale, mi dico di farmi gli affari miei. Ogni volta che si vota in un paese mi chiedo chi sceglierei io. Sono un cristiano democratico, la mia scelta è ovvia. Non è una riflessione su Schulz che è una persona che ammiro molto e questo da un po’ fastidio ai miei alleati.”

euronews: “Il voto per la Brexit ha sparigliato le carte e potrebbe aver portato l’Unione a un punto di non ritorno. Ho un’altra domanda di uno spettatore.”

Jean-Claude Juncker: “Britannico?”

euronews: “Non lo so, dal nome sembra tedesco, Nicolas Neumann.”

Jean-Claude Juncker: “Sì, è tedesco.”

euronews: “Vorrebbe sapere se il Regno Unito potrebbe essere usato come esempio per scoraggiare altri paesi che pensano di partire…”

Jean-Claude Juncker: “Non è questo il problema. Non parlo di vendetta quando parlo del Regno Unito.

I britannici hanno detto la loro con il voto. Spero che altri non facciano lo stesso. Ma per quanto riguarda il Regno Unito non dobbiamo pensare alla vendetta. Dobbiamo risolvere i problemi che hanno portato il Regno Unito a uscire e che assillano gli europei. Dobbiamo fare in modo che i rapporti fra le isole brotanniche e il continente restino armoniosi, tenendo in conto che i britannici non possono avere gli stessi diritti e privilegi dei cittadini dell’Unione Europea.

euronews: “Cosa siete disposti a concedere e cosa non è negoziabile?”

Jean-Claude Juncker: “Lei non è il premier britannico quindi non le rivelerò una cosa del genere, ma ne ho già parlato al premier britannico. C‘è una linea rossa come dicono gli inglesi. Se il Regno Unito vuole approfittare pienamente per il suo export e i suoi servizi finanziari dei vantaggi del mercato comune , se vogliono accesso ai mercati interni, i nostri amici britannici debbono rispettare le basi e i principi che reggono il mercato interno. È inconcepibile che abbiano accesso ai benefici del mercato comune senza rispettare il principio di libertà di movimento dei lavoratori.

euronews: “Nel mezzo di queste crisi abbiamo avuto l’elezione di Donald Trump. Lei lo ha menzionato.Lei non sembra sapere cosa attendersi e nemmeno che a Lei piaccia molto…”

Jean-Claude Juncker: “Ho dei problemi a capire me stesso. Come posso pensare di capire quello che pensano gli altri ? Vedremo quello che accade. I rapporti fra Stati Uniti e Unione Europea sopravviveranno.”

UE, USA e Russia, tra sfide e relazioni diplomatiche

euronews: “E Donald Trump ? Cosa ne pensa di lui?”

Jean-Claude Juncker: “Non lo conosco. Pochi europei lo hanno incontrato a parte Farage. Le dirò cosa penso non appena avrò avuto l’opportunità di discutere con lui sulle grandi sfide del nostro tempo.”

euronews: “I rapporti con la Russia potrebbero essere una di queste grandi sfide. Il presidente Barack Obama e alcuni leader europei hanno detto che vogliono mantenere le sanzioni contro la Russia. Sarà una cosa a breve termine visto che Trump prenderà il potere fra pochi mesi?”

Jean-Claude Juncker: “Non siamo dipendenti dalla politica estera americana. Gli Stati Uniti faranno quello che credono e gli europei perseguiranno i propri interessi nelle aree che riterranno opportune.”

euronews: “Lei quindi vuole che le sanzioni siano mantenute?”

Jean-Claude Juncker: “Almeno per ora. Non vedo motivi al momento perché queste sanzioni siano tolte.Vorrei giungere ad un accordo con la Russia che vada oltre le divergenze, non esiste nessuna sicurezza strutturale senza la Russia. L’Unione Europea occupa cinque milioni e mezzo di chilometri. La Russia ne occupa quasi diciotto. La Russia dev’essere trattata con rispetto. Abbiamo tanto da imparare dalla Russia e al momento siamo ignoranti rispetto un sacco di cose. Vorrei avere una franca discussione con la Russia. La Russia non è una forza regionale come affermato dal presidente Obama. Questo è stato un grosso errore.”

Crisi migranti e ruolo della Turchia

euronews: “La Turchia è molto importante per Lei. Lei sta cercando di risolvere la crisi dei migranti. Il tono del presidente Erdogan è minaccioso. È possibile per Lei continuare a negoziare con lui. Può essere ancora un partner?”

Jean-Claude Juncker: “La Turchia non è solo un partner importante a causa della crisi migranti. È importante anche perché il Paese ospita oltre tre milioni di migranti sul suo territorio. Una cosa che l’Europa non sta facendo. Vorrei dire all’Europa di non fare le pulci alla Turchia. La Turchia sta facendo tanto, come Giordania e Libano, piû dell’Europa, quindi dobbiamo essere umili quando ne parliamo. La Turchia è anche un partner essenziale dell’Unione Europea e dei suoi stati membri a causa della sua posizione. Negli ultimi dieci anni la Turchia ha fatto molti progressi riguardo la democrazia, ma negli ultimi due anni, soprattutto negli ultimi mesi dopo il falito colpo di Stato, ha un po’ voltato le spalle all’Europa.”

euronews: “E viceversa?”

Jean-Claude Juncker: “No, no. Non siamo guidati da sentimenti anti-turchi. La domanda a cui la Turchia deve rispondere è : la Turchia vuole onorare le richieste dell’Unione Europea al fine di diventare un paese-membro ? Credo che la Turchia non si sia ancora posta questa domanda e non abbia quindi ancora una risposta.”

euronews: “Può continuare un negoziato con un presidente che è diventato sempre più autoritario?”

Jean-Claude Juncker: “Devo negoziare con molte persone, anche con alcuni che non sono molto gentili. L’Unione ha rapporti con molti regimi, alcuni ripugnanti. Eppure nessuno pone domande. Parliamo della Turchia, ma non mai dell’Arabia Saudita. Abbiamo relazioni con i dittatori perché dobbiamo organizzare il mondo. Ho incontri regolari con i turchi e col loro presidente ogni tanto. Lo conosco da 17, 18 anni.”

euronews: “Ci sono conflitti all’interno della Commissione ? Parlo del commissario Gunther Oettinger che è sospettato di conflitto di interessi. È accusato di aver fatto commenti razzisti, xenofobi e sessisti. Ma Lei continua a sostenerlo e lo ha anche promosso. Capisce l’indignazione che questo ha provocato?”

Jean-Claude Juncker: “Certo, ma non tutta l’indignazione è giustificata. Non l’ho promosso, l’ho rimpiazzato…”

euronews: “..A un ruolo budgetario…”

Jean-Claude Juncker: “Commissario al bilancio che sta lasciando la Commissione per prendere un posto alla Banca Mondiale con qualcuno che è stato membro della Commissione europea per sette anni. Qualcuno che è familiare con i segreti del sistema budgetario e persone con le competenze del signor Oettinger sono rare. Ha fatto un discorso ad Amburgo credo, in cui le parole e i termini usati erano malposti e su mia richiesta ha chiesto scusa a tutti coloro che si sono ritenuti offesi dalle sue parole. È stato un momento sfortunato, non un dramma.”

euronews: “Le regole per i commissari dicono che viaggiare con lobbisti e regali oltre i 150 euro debbono essere dichiarati.”

Jean-Claude Juncker: “È vero che i regali oltre un certo valore debbono essere dichiarati. È vero che tutti i contatti con i lobbisti debbono essere resi pubblici, ed è quello che i commissari fanno. Il fatto che il signor Oettinger, su richiesta del governo ungherese abbia usato l’aereo che era stato messo a disposizione da parte di qualcuno che fa il lobbista…”

euronews: “Quindi Lei continua a difenderlo..”

Jean-Claude Juncker: “No, continuo a sostenere che la stampa dovrebbe essere meno maliziosa. Il signor Oettinger ha risposto a un’interrogazione parlamentare il 19 maggio 2016 su questo viaggio che ha suscitato tanto interesse. Perché adesso, mesi dopo, la stampa internazionale se ne occupa ? Quando è accaduto non vi è interessato…”

euronews: “Perché ci sono voluti mesi per saperlo..”

Jean-Claude Juncker: “È grottesco. Senta non faccia l’innocente con me. C‘è stata un’interrogazione a cui il signor Oettinger ha risposto il 19 maggio e adesso, il 19 novembre, la cosa esplode. È ridicolo. No, non è ridicolo è grottesco. Io la rispetto, ma è grottesco. Tutto è stato reso pubblico in maggio e i dettagli escono adesso…”

euronews: “Credo che se ne sia tornato a parlare in riferimento ai suoi commenti razzisti e xenofobi. Ecco perché torniamo sulle gaffes del signor Oettinger.”

Jean-Claude Juncker: “Ecco vede, stiamo mettendo tutto nello stesso sacco. Abbiamo cambiato il codice della commissione su mia proposta. Mi sono assicurato che passasse una richiesta per rendere più stringenti i termini del codice di condotta. Li abbiamo estesi. Dopo quanto accaduto con l’ex presidente Barroso ho proposto di estendere a tre anni questi termini.”

euronews: “Sarà abbastanza? Tre anni?”

Jean-Claude Juncker: “Tre anni e 36 mesi”

Il futuro della UE

euronews: “Lei è in carica da due anni, gliene mancano tre. Che cosa pensa di fare in modo diverso?”

Jean-Claude Juncker: “Stiamo già facendo cose in modo diverso. La Commissione ha presentato una decina di priorità. Ci concentriamo sulle grandi sfide del nostro tempo. Non ci preoccupiamo più dei problemi minori che sono demandati all’autorità degli Stati-membri o trattati a livello regionale. Non vogliamo interferire in modo quasi osceno nella vita dei cittadini europei. Siamo concentrati sulle grandi sfide: un’Europa digitale, la politica energetica, l’unione dei mercati, la difesa europea e tutto quello che coinvolge le competenze della Commissione. Ci concentriamo sui dettaglie e siamo molto presenti sulle grandi sfide.”


Biografia: Jean-Claude Juncker
  • Aderisce al Partito Popolare Cristiano Sociale in Lussemburgo nel 1974
  • Primo ministro del Lussemburgo dal 1995 al 2013
  • Presidente della Commissione europea dal 2014
  • Ha fama di mediatore e ora deve gestire una Ue sempre più divisa e senza un vero progetto comune

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