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Russia: il "putch di agosto", una rivoluzione dimenticata 25 anni dopo

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Russia: il "putch di agosto", una rivoluzione dimenticata 25 anni dopo

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25 anni fa, il tentato colpo di Stato che fece crollare l’Unione sovietica. Un evento storico già dimenticato, secondo un recente sondaggio, che mostra che la metà dei cittadini russi non sa o non ricorda che cosa accadde quel 19 agosto 1991.

Ma chi ricorda non ha dubbi: il sequestro del presidente Mikhail Gorbaciov era destinato a fallire, dice un residente: “In generale, un ritorno al passato era già impossibile, e la gente lo capì. È per questo che salirono sulle barricate. E alla fine vinsero”.

Un altro però conferma i sondaggi: “Francamente, un quarto di secolo è parecchio tempo, me n’ero dimenticato. Se non me l’avesse detto lei, non mi sarei ricordato che 25 anni fa è successo qualcosa”.

Secondo l’analista Maria Lipman, la metà che non ricorda in realtà non avrebbe voglia di parlare di quei momenti, e rimane aggrappata al ricordo della vecchia Unione Sovietica. “E anche per il presidente Putin – continua Lipman -, l’idea che il popolo possa sollevarsi per conto suo e fare la storia, cambiare il corso degli eventi politici nel proprio paese, è qualcosa che non lo rende affatto felice. L’ha fatto capire chiaramente più volte da quando è al potere”.

Il 19 agosto 1991 otto leader comunisti presero il potere, trattenendo contro il suo volere il presidente Mikhail Gorbaciov, paladino della Glasnost e della Perestroika, nella dacia presidenziale in Crimea. Il golpe fallì nel giro di tre giorni. A guidare la resistenza fu quel Boris Eltsin che divenne poi il primo presidente della neonata Federazione russa.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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