ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Terrorismo e media: è giusto divulgare foto e identità degli attentatori?

mondo

Terrorismo e media: è giusto divulgare foto e identità degli attentatori?

Pubblicità

Gli attentati terroristici di matrice islamica continuano così come il dibattito sulla maniera di trattare l’ informazione.

Il rischio che i media corrono è di fare il gioco dei martiri di Allah, secondo molti, glorificando le loro azioni e partecipando al macabro gioco del terrore che quest’ultimi hanno messo in moto.

Fino a qualche giorno fa nomi e volti dei terroristi dominavano schermi e pagine dei giornali europei.

In Francia e in Svizzera il dibattito, nelle ultime ore, è andato oltre: alcuni media hanno deciso di omettere nome e cognome dei terroristi e non mostrarne i volti. In Svizzera questa è la direzione presa dalla televisione pubblica.

In Francia, il dibattito divide.
Al forte bisogno di sapere si contrappone la necessità di silenzio, invocato da molti per rispettare la dignità e l’intimità di vittime e parenti delle vittime.

È così che da ieri alune televisioni d’oltralpe, così come il quotidiano Le Monde, hanno adottato la linea editoriale che prevede di non pubblicare le foto degli attentatori e i loro nomi.

Jérôme Fenoglio, direttore di Le Monde, ha spiegato la posizione del quotidiano della sera: vogliamo così evitare effetti di glorificazione postuma.

Stessa spiegazione quella della televisione BFM che aggiunge: non vogliamo mettere i terroristi allo stesso livello delle vittime.

Prosegue nel solco della tradizione invece il giornale conservatore Le Figaro, che precisa: tutto sta nella giusta misura e nel buon senso. Pubblicare una foto per noi è necessario.

Il direttore dell’informazione di France Television ha obiettato: è un modo di autocensurarsi; ma proprio France 2 si è dovuta scusare con i telespettatori per aver intervistato il marito di una donna morta nell’attacco di Nizza. Lui sedeva al fianco del cadavere della moglie.

In Italia, per il momento, solo alcuni giornalisti hanno annunciato di oscurare visi e omettere nome e generalità degli attentatori.

Rispettando la deontologia e le regole giornalistiche, euronews ha deciso di mostrare i volti e fare i nomi dei terroristi.
Il capo redattore Peter Barabas ha dichiarato: mostriamo la realtà dei nostri tempi, quanto accade in Europa o in Medio Oriente, come altrove, è rilevante e deve essere coperto totalmente per rispondere alle esigenze dei telespettatori che ci seguono in tutto il mondo.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

Prossimo Articolo