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Aleppo fuori dalla tregua temporanea in vigore a Damasco e Latakia

Non c‘è pace per Aleppo, esclusa dalla fragile tregua dichiarata dall’esercito siriano per 24 ore a Damasco e nei sobborghi e per tre giorni nella

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Aleppo fuori dalla tregua temporanea in vigore a Damasco e Latakia

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Non c‘è pace per Aleppo, esclusa dalla fragile tregua dichiarata dall’esercito siriano per 24 ore a Damasco e nei sobborghi e per tre giorni nella provincia di Latakia. Almeno 25 le vittime a causa dei nuovi bombardamenti compiuti da forze lealiste e ribelli. Sale a quasi 230 il numero dei civili uccisi nei combattimenti dell’ultima settimana, almeno 50 di questi sono bambini dice l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus).

Quei bambini ai quali ha consacrato la vita il medico siriano Mohammad Wassim Maaz, portato via dalle bombe cadute sull’ospedale di Al-Quds sostenuto sia da Medici senza Frontiere sia dalla Croce rossa internazionale nel quartiere di Sukari.

Nella zona orientale della città in mano ai ribelli il 95% dei medici è stato ucciso o se n‘è andato. Ci sono solo 70-80 dottori per 250mila persone, dice Medici senza frontiere.

Roma guarda alla Siria: “sanguina” una delle sue fontane più famose, quella di Trevi, per ricordare i cristiani fuggiti dalla guerra. Simbolo dell’esodo è proprio Aleppo: dei 160mila presenti fino al 2011 ne sono rimasti appena 40mila.