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Ocse boccia la Brexit, una "tassa" per i cittadini senza vantaggi nè per Londra nè per Bruxelles

L’Ocse cala la scure di un realismo pessimista sulle prospettive della “Brexit”. Se il Regno Unito lasciasse l’Europa, sostiene l’Organizzazione per

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Ocse boccia la Brexit, una "tassa" per i cittadini senza vantaggi nè per Londra nè per Bruxelles

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L’Ocse cala la scure di un realismo pessimista sulle prospettive della “Brexit”.

Se il Regno Unito lasciasse l’Europa, sostiene l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ogni cittadino britannico pagherebbe questa scelta con l’equivalente di 2.200 sterline all’anno (2.800 euro circa). Una vera e propria tassa, come ha detto il Segretario Generale dell’Ocse Angel Gurria:

“Proprio come una nuova tassa, la cosiddetta Brexit andrà a colpire il benessere e le tasche dei cittadini britannici. Ma a differenza di ogni altro tipo di imposta questa non andrà affatto a finanziare i servizi pubblici o a colmare il deficit. La Brexit sarà una tassa puramente a perdere”.

In caso di Brexit inoltre l’onda d’urto si farebbe sentire attraverso un’incertezza economica, finanziaria e commerciale sul medio-lungo termine.

“Le nostre conclusioni sono inequivocabili” ha spiegato Gurria. “Il Regno Unito è molto più forte in seno all’Europa e l’Europa è molto più forte con il Regno Unito come Paese guida. Non c‘è nessun vantaggio in una possibile Brexit”.

Uno dei punti più critici secondo lo studio presentato dall’Ocse sarebbe ovviamente la perdita dell’accesso al mercato unico e ad una serie di accordi di libero scambio.

Le conseguenze verrebbero pagate dal Paese con un calo del Pil fino a 3,3 punti percentuali all’orizzonte 2020 e oltre i 5 punti entro il 2030. I sostenitori della Brexit hanno immediatamente bollato come poco realistica l’analisi dell’Ocse.