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La Spagna a caccia di un governo: incarico al socialista Sanchez


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La Spagna a caccia di un governo: incarico al socialista Sanchez

Pedro Sanchez ha ricevuto dal re Felipe di Spagna l’incarico di formare il nuovo governo. Dopo il rifiuto del premier uscente Mariano Rajoy, il difficile compito di mettere insieme una maggioranza spetta ora al leader socialista, che ha chiesto un mese di tempo. Potrebbe riuscirci con Podemos, l’estrema sinistra e gli autonomisti baschi e catalani.

“La democrazia spagnola” afferma Sanchez “deve trovare una soluzione per la scelta del capo del governo in presenza di un parlamento plurale e complesso. Noi tutti, forze del cambiamento, dobbiamo accordarci perché questo cambiamento diventi realtà. Il Partito Socialista è disposto a portare la Spagna fuori dallo stallo cui l’ha sottoposta Rajoy.”

Il 22 gennaio il premier uscente ha rinunciato all’incarico di formare il nuovo governo, ma non ha escluso di poter tentare successivamente.

“Vogliamo un governo appoggiato dal Partito Popolare, da quello Socialista e da Ciudadanos” ha ribadito Rajoy “perché questi tre partiti sono d’accordo sui temi fondamentali: l’unità della Spagna, la sovranità nazionale, l’uguaglianza degli spagnoli, la nostra posizione in Europa e nell’Euro e nella lotta al terrorismo.”

Ma a Rajoy hanno già detto no sia i socialisti sia Ciudadanos. Quest’ultima formazione è disposta ad un’alleanza con Sanchez, che però non avrebbe la maggioranza senza l’appoggio di Podemos. E il movimento di Pablo Iglesias, per sostenere il governo, ha chiesto 6 ministeri chiave e la vice-presidenza.

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