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Il fattore religioso nelle elezioni USA

God save the queen… Ma non solo. Negli Stati Uniti, dove con le primarie dell’Iowa si è dato il via ufficiale alla campagna elettorale, quanto conta

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Il fattore religioso nelle elezioni USA

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God save the queen…

Ma non solo. Negli Stati Uniti, dove con le primarie dell’Iowa si è dato il via ufficiale alla campagna elettorale, quanto conta la religione nell’elezione del presidente?

Oltre Atlantico, la religione è un valore che pesa e che conta.

La campagna del 2008 era stata dominata dall’‘accusa’ a Obama di essere il primo candidato alla presidenza ‘musulmano’, anche se in modo celato,(cf. Massimo Rosati, docente sociologia Tor Vergata) ma anche dalla capacità di Obama stesso di mobilitare la risorsa religiosa in senso progressista.

http://www.reset.it/blog/presidenziali-usa-e-religioni

(cfr. B. Obama, La mia fede, Reset-Marsilio 2008; cfr. anche Reset Marzo-Aprile 2009)

Nel 2012, il peso della variabile religiosa non è stato nullo, ma forse non così importante come nel 2008.

Dobbiamo attendere il prossimo novembre e i prossimi sondaggi per vedere come la religione ha influenzato il voto del 2016.

Quello che si può dire, in base a un sodaggio fatto a inizio gennaio su questa tematica, è che i candidati di spicco di entrambe le parti non sono percepiti come estremamente religiosi.
Solo il 30% degli intervistati trova che il repubblicano Donald Trump sia credente.

Sul fronte democratico, invece, il 48% degli americani pensa questo di Hilary Clinton, mentre il 40% ritiene che Bernie Sanders sia piuttosto religioso.

È vero anche che il 43% degli americani pensa che la signora Clinton non abbia un suo credo religioso, percentuale più alta rispetto al 2007.

http://it.zenit.org/articles/il-fattore-religioso-nelle-elezioni-usa/

Sempre stando al sondaggio fatto tra il 7 e il 14 gennaio, su un campione di 2009 adulti, i Repubblicani sono percepiti più vicini alla religione dei democratici.

Ben Carson è una persona credente per il 68% degli americani, Ted Cruz per il 65% e Marco Rubio per il 61%.

Non credere, essere atei è un handicap per chi aspira alla Casa Bianca, gli americani sono poco disposti a votara per chi si professa lost in religion.

Per gli statunitensi è importante inoltre che il presidente condivida con loro il proprio credo religioso: è molto importante per il 27% , piuttosto importante per il 24%.

Per i repubblicani, come abbiamo già accennato, la religione è importante e il 56% degli elettori repubblicani ritiene che Donald Trump sarebbe un ottimo o un buon presidente.
E il 64% degli elettori repubblicani ritiene in un certo modo importante che il presidente condivida il proprio credo religioso.

Sempre la maggiorparte dei Repubblicani ritiene che Trump sarebbe un ottimo presidente anche se poco religioso.

A seconda della propria religione, gli elettori danno poi fiducia a un particolare candidato: il 52% dei protestanti dice che Trump sarebbe un ottimo presidente;
gli evangelici credono in Carson (52%) e in Cruz (49%)

Tra gli evangelici, il 16% e il 15% ritiene che Sanders e Clinton sarebbero due buoni presidenti.

Il 68% degli intervistati ritiene comunque che la religione abbia sempre meno importanza nell’elezioni presidenziali e che questo aspetto, per il 51% di loro, non sia positivo.

http://www.euronews.com/2016/01/28/god-s-own-country-prefers-candidates-seen-as-least-religious-study-finds/