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Ucraina, si inasprisce il "controembargo"

Bandita l'importazione di 70 prodotti russi, tra i quali verdure e pesce.

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Ucraina, si inasprisce il "controembargo"

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Frontiere chiuse per verdura, pesce e caramelle che provengono dalla Russia. È la reazione uguale e contraria dell’Ucraina al bando alle merci provenienti dallo Stato che fu parte dell’Unione Sovietica, dopo la decisione di quest’ultimo di firmare un accordo di libero commercio con l’Unione Europea.

La Russia ha imposto il blocco ai beni alimentari provenienti dall’Ucraina a partire dal primo gennaio. Un grosso problema per la già debole economia del Paese, che nel 2013 vedeva la Russia nettamente in testa come destinazione delle proprie esportazioni (con 15,1 miliardi di dollari), prima della crisi che si è scatenata nel 2014, con il referendum in Crimea.

Settanta i prodotti bloccati da Kiev in tutto, che si aggiungo alle carni di manzo e maiale, già proibite dal 10 febbraio.

“Queste – ha spiegato il primo ministro Arseniy Yatsenyuk – sono misure per fronteggiare l’aggressione russa. Continueremo a proteggere il nostro mercato domestico. Mentre i soldati ucraini difendono i confini del nostro Stato indipendente, il governo protegge il nostro ‘territorio economico’ e i nostri interessi economici”.

Gli esportatori ucraini sono preoccupati di non poter nemmeno passare, con camion o treni, attraverso il territorio russo, per raggiungere il Kazakhstan e, da lì, altri Paesi come Turkmenistan e Kyrgyzstan.

Maria Korenyuk, corrispondente di euronews afferma che “l’Ucraina ha già presentato una denuncia al Wto per l’embargo commerciale russo. Kiev spera che la questione del bando sul trasporto di beni ucraini venga esaminata all’assemblea generale dell’organizzazione mondiale del commercio a metà febbraio”.