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Egitto, l'impatto economico dello stop ai voli dopo la tragedia Metrojet

Dove sono i vacanzieri? Lo sguardo dei tassisti di Sharm el-Sheikh la dice lunga sull’impatto economico dello stop ai voli deciso da vari Paesi dopo

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Egitto, l'impatto economico dello stop ai voli dopo la tragedia Metrojet

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Dove sono i vacanzieri? Lo sguardo dei tassisti di Sharm el-Sheikh la dice lunga sull’impatto economico dello stop ai voli deciso da vari Paesi dopo che un aereo Metrojet si è schiantato (forse a causa di una bomba) nella Penisola del Sinai.

Point of view

Dopo il disastro aereo del volo Metrojet la maggioranza dei russi ha lasciato Sharm el-Sheikh, soffocando i nostri affari

Una prima quantificazione è arrivata mercoledì dal ministro del Turismo egiziano proprio nel giorno in cui il presidente al-Sisi si recava in visita nella nota località del Mar Rosso: si ipotizzano perdite per 260 milioni di euro al mese.

“La situazione per noi è molto dura”, dice uno dei tassisti al microfono dell’inviato di Euronews Mohammed Shaikhibrahim. “Un collega oggi si lamentava con me, dicendo che ha guadagnato solo 25 sterline egiziane (meno di 3 euro, ndr). Come riusciremo a sfamarci? Dove troveremo i soldi per le nostre famiglie?”

Le conseguenze più preoccupanti derivano dalla decisione dei governi di Mosca e Londra: russi e britannici insieme rappresentano infatti il 70% del totale dei visitatori stranieri in Egitto.

“Quando i russi se ne sono andati la situazione è peggiorata molto”, afferma un negoziante. “L’impatto è stato più forte rispetto ai britannici, che erano meno dei russi in questo periodo dell’anno. Dopo il disastro aereo la maggioranza dei russi ha lasciato Sharm, soffocando i nostri affari”.

Nemmeno i tour operator russi se la passano bene: si parla di danni per oltre 186 milioni di euro. Nessuna sorpresa: secondo l’agenzia del turismo di Mosca l’Egitto è la meta più gettonata: nel primo semestre il Paese aveva accolto oltre un milione di turisti russi.

“Il contraccolpo economico è arrivato all’improvviso”, spiega il gestore di un hotel di Sharm el-Sheikh. “Stavamo ultimando le preparazioni per questo mese di alta stagione, ci aspettavamo un gran numero di turisti, in particolare dalla Russia. Le cifre stavano migliorando, almeno fino al disastro aereo di ottobre. Dopodiché, il tasso di prenotazioni del nostro albergo è crollato”.

Un colpo per l’economia egiziana nel suo complesso. Il comparto turistico rappresenta l’11% del Prodotto interno lordo e, soprattutto, una preziosissima fonte di valuta straniera.