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Finita la grande abbuffata, la carne rossa nuoce gravemente alla salute

-Ha generato il panico generale il rapporto pubblicato dal Centro internazionale di ricerca sul cancro, un’agenzia dell’Oms, che detta linee guida

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Finita la grande abbuffata, la carne rossa nuoce gravemente alla salute

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-Ha generato il panico generale il rapporto pubblicato dal Centro internazionale di ricerca sul cancro, un’agenzia dell’Oms, che detta linee guida sulla classificazione del rischio legato ai tumori.
La carne rossa è ritenuta con molta probabilità cangerogena e così anche le carni trasformate.
Che cosa dice esattamente il rapporto e come prendere le classifiche dell’agenzia?

L’agenzia ha sede a Lione per capire di più siamo andati a parlare con il direttore del centro Kurt Straif

-Perché la carne rossa e le carni lavorate aumentano il rischio di cancro e di quale tumore in particolare?

“La carne lavorata fa parte del gruppo 1, significa che, sulla base di diversi studi scientifici sono stati identificati legami certi tra il consumo di quei prodotti e l’insorgenza di alcuni tipi di tumore, in modo particolare il tumore al colon.
Sulle carni rosse il legame è meno evidente allo stato delle ricerche, appartengono al gruppo 2A, per questo motivo l’agenzia ha definito la carne rossa probabilmente cancerogena e con forti legami con il tumore al colon”.

Le proteine animali sono costituite dalle stesse molecole chimiche di quelle vegetali. La loro pericolosità per la salute risiede principalmente nel modo con cui interagiscono con l’organismo.

C‘è un limite massimo di consumo di carne a partire dal quale il rischio di tumore aumenta?

“C‘è un aumento del rischio di circa il 18% per una porzione di carne trasformata di 50 grammi al giorno.
Il rischio non è uguale a quello legato al fumo, legato all’insorgenza di una ventina di tumori diversi, o all’esposizione a amianto o inquinamento dell’aria”.

-Il ministro francese dell’Agricoltura ha dichiarato: non voglio che il rapporto crei il panico.
L’Oms è stata allarmista o no?

“No, non credo, abbiamo precisato quello che abbiamo potuto valutare quantificando il rischio, spetta poi al governo e agli individui decidere il da farsi. Gli altri sono allarmisti, non noi”.

Quanto inciderà il rapporto dell’Oms sul nostro consumo di carne d’ora in avanti?

Lei ci dice che continuerà a mangiare bistecche e costine.

Ha, in qualità di esperto, consigli da darci contro i tumori?

“È un discorso ampio, legato al contesto, all’ambiente, all’inquinamento dell’aria, spetta piuttosto al governo fare qualcosa.
Se si valuta la vita di tutti i giorni, penso che sia importante smettere di fumare, bere meno alcol, essere attivi, muoversi, evitare il sovrappeso e probabilmente mangiare meno carni trasformate”.