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Il prosciutto è cancerogeno, ma molto meno del fumo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara cancerogeni i salumi e gli insaccati e probabilmente cancerogene le carni rosse. Le conclusioni

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Il prosciutto è cancerogeno, ma molto meno del fumo

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara cancerogeni i salumi e gli insaccati e probabilmente cancerogene le carni rosse. Le conclusioni dell’IARC (l’agenzia dell’OMS che si occupa dei tumori) si basano su più di 800 studi e rivelano che le carni lavorate favoriscono i tumori del colon-retto e, in misura minore, quelli della prostata e del pancreas.

“Dall’analisi combinata di vari studi – spiega Kurt Straif, uno dei responsabili dell’IARC – si è visto che c‘è circa il 17 per cento di incremento del cancro del colon-retto per chi mangia 50 grammi al giorno di carne lavorata. L’aumento del rischio c‘è anche per la carne rossa ed è di 1.17 per 100 grammi, ma in questo caso la prova che ci sia un nesso di causa-effetto non è altrettanto forte.”

Secondo alcune ricerche, 34 mila decessi l’anno nel mondo sarebbero dovuti a un’alimentazione ricca di salumi, contro un milione di morti per il fumo, 600 mila per l’alcool e oltre 200 mila per l’inquinamento dell’aria.

“Le carni lavorate sono state classificate come cancerogene – precisa la ricercatrice dell’IARC Dana Loomis – come altre sostanze ben note, incluse il fumo di sigaretta, l’amianto, l’inquinamento atmosferico, ma è importante riconoscere che queste classificazioni dipendono dalla solidità della prova scientifica della cancerogenità e non dal livello di rischio. Quindi anche se sono tutti nella stessa categoria, il livello di rischio per il fumo di tabacco è molto maggiore di quello legato al mangiare carne. Dieci volte maggiore, ad esempio, del rischio delle carni lavorate.”