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Leone-icona ucciso, alla sbarra i responsabili della caccia grossa

Comparirà oggi davanti a un tribunale dello Zimbabwe, insieme a un suo collaboratore, il proprietario del parco naturale dove viveva Cecil, il leone

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Leone-icona ucciso, alla sbarra i responsabili della caccia grossa

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Comparirà oggi davanti a un tribunale dello Zimbabwe, insieme a un suo collaboratore, il proprietario del parco naturale dove viveva Cecil, il leone icona del Paese, ucciso da un dentista americano. Gli inquirenti hanno infatti accertato che Honest Ndlovu e Theo Bronkhorst, i due imputati, hanno attirato il felino fuori dal parco con un’esca consentendo al cacciatore americano, James Walter Palmer, di ucciderlo con una freccia.

Il presidente dell’associazione degli organizzatori di safari, Emanuel Fundira, ha detto: “Il valore di mercato di questo leone, che è molto prezioso, è di circa 100 mila dollari americani. Le informazioni finora raccolte dimostrano che c‘è stata una transazione nell’ordine di 55 mila dollari”.

E’ quanto avrebbe pagato Palmer, dentista 55enne del Minnesota, appassionato di caccia grossa. La sua pagina Facebook è stata invasa da insulti provenienti da tutto il mondo. Lui si è detto dispiaciuto perché non sapeva che Cecil fosse il simbolo dello Zimbabwe e facesse parte di un programma scientifico di monitoraggio degli animali selvaggi.