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Greci in piazza per dire no all'accordo "catastrofico" con i creditori. Mercoledì sciopero del settore pubblico

Sembra che l’accordo siglato tra la Grecia e i creditori internazionali non faccia contento nessuno. A scendere in piazza, bruciando la bandiera del

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Greci in piazza per dire no all'accordo "catastrofico" con i creditori. Mercoledì sciopero del settore pubblico

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Sembra che l’accordo siglato tra la Grecia e i creditori internazionali non faccia contento nessuno. A scendere in piazza, bruciando la bandiera del partito di Tsipras, Syriza, un nutrito gruppo di contestatori del nuovo memorandum. Lamentano condizioni inaccettabili. Come una donna di Atene secondo la quale la situazione è tragica.
“E’ un accordo catastrofico, ma me lo aspettavo perchè nell’Eurozona non avremmo mai potuto andare da nessuna parte. Sono gangster, assassini finanziari, Non c‘è modo”.
Il ministro della Difesa e leader della destra di Anel, Kammenos, ha annunciato oggi che il suo partito, alleato di Syriza, non sosterrà in Parlamento l’accordo raggiunto a Bruxelles. E parla senza mezzi termini di un colpo di stato.
“Ieri il nostro primo ministro si è trovato davanti a un colpo di stato, un colpo di stato condotto dalla Germania e altri Paesi come la Finlandia e i Paesi Baltici, un colpo di stato che si è spinto fino a minacciare il premier con il collasso delle banche e la perdita dei depositi”.
Banche che restano chiuse, almeno fino a mercoledì 15, stesso giorno per cui è previsto lo sciopero del settore pubblico e delle farmacie. Per il premier Tsipras, i guai non sono per niente finiti.