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Italia, i mercati internazionali presentano il conto della crisi politica

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Italia, i mercati internazionali presentano il conto della crisi politica

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L’improvvisa accelerata nella crisi di governo in Italia, impressa dalle dimissioni dei ministri del Pdl nel weekend, trascina ancora una volta il Bel Paese sotto i riflettori della finanza internazionale.

Questo lunedì Milano è stata la peggiore tra le piazze del Vecchio Continente, pur recuperando rispetto al rosso di oltre 2 punti visto in mattinata.

Dinamica simile per lo spread: dopo essersi avvicinato a quota 290, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale italiano e il corrispondente Bund tedesco si è assestato a 266 punti base.

A risentirne sono state soprattutto le banche, che detengono la maggior parte dei bond italiani italiani. Male anche i titoli che ruotano intorno all’ex premier Silvio Berlusconi: Mediolanum ma soprattutto Mediaset che cede 4 punti e mezzo.

I timori ora si concentrano intorno al “colpo di grazia” che potrebbe arrivare dalle agenzie di rating sotto forma di un downgrade.

Fitch ha confermato in una nota che il protrarsi dell’instabilità (con il rinvio, tra le altre cose, della stesura della legge di stabilità) potrebbe portare ad una retrocessione del giudizio di credito di Roma, oggi a BBB+.

Insomma, la crisi di governo provocata dalle dimissioni dei ministri del partito di Berlusconi rischia di gettare ancora una volta l’Italia nel caos economico.

Dopo cinque mesi di relativa stabilità ora tutto potrebbe implodere trascinando il Paese, e probabilmente tutta l’Eurozona, in una crisi devastante.

Per analizzare a fondo i possibili sviluppi della situazione a livello economico, Annibale Fracasso ha intervistato Maurizio Mazziero, analista finanziario della Mazziero Research.

Annibale Fracasso, Euronews: “Dal suo osservatorio privilegiato di analista finanziario, crede che siamo nuovamente ad un passo dal baratro?”

Maurizio Mazziero: “Potrebbe essere. Anche se, in realtà, il comparto che avrebbe più problemi è quello finanziario e bancario. C‘è da dire, comunque, che ci sono alcuni aspetti che sono quelli di una leggera ripresa economica. Lo vediamo anche da alcuni indicatori e anticipatori dell’Ocse. Ma, tutto sommato, il problema rimane ancora quello del debito pubblico. Le nostre stime ci danno come probabile, nella lettura di agosto, un leggero recupero e diminuzione di circa 10 miliardi di euro. Ma poi, comunque, entro fine anno andremo nuovamente a toccare i valori massimi di tutti i tempi sul debito”.

Annibale Fracasso, Euronews: “Le voci che circolano parlano già di una agenzia di rating che sarebbe, in queste ore, sul punto di effettuare un downgrade a causa delle riforme che mancano all’appello. Gli speculatori sono già pronti a azzannare l’Italia?”

Maurizio Mazziero: “In realtà i mercati stanno attentamente valutando e tutto sommato non è così drammatico l’andamento della borsa di oggi e anche l’incremento dello spread BTp-Bund non è di notevole entità. Paradossalmente, questa crisi politica potrebbe migliorare quelli che sono i parametri deficit/pil, che al momento sono previsti superiori al 3%, intorno al 3.1% per il governo italiano e al 3.2% per il Fondo monetario internazionale. Ma potrebbero addirittura rientrare al 3% o al 2,9% qualora davvero vi fosse l’incremento delle entrate fiscali dovuto all’aumento dell’IVA, che ormai pare confermato a partire da domani, e il ritorno della seconda tranche dell’Imu”.

Annibale Fracasso, Euronews: “Mercoledi il Presidente del Consiglio Enrico Letta va alle camere a chiedere la fiducia. Su che cosa scommettono i mercati?”

Maurizio Mazziero: “Se davvero si riuscirà a mettere insieme un governo che, seppur traballante, riesca a fare qualche riforma e perlomeno a presentare quello che è il budget per il 2014, allora i mercati potrebbero in qualche modo cercare di trovare la tranquillità. Se, invece, si andrà a elezioni, questo è tutto una grande incognita e davvero i mercati potrebbero penalizzare l’Italia con un incremento dello spread, ma, soprattutto, penalizzare le nuove emissioni del debito pubblico”.

Annibale Fracasso, Euronews: “Intanto ad essere penalizzati sono i titoli della galassia Mediaset. Inoltre il travaglio politico in casa del Pdl potrebbe creare una scissione a destra con la nascità di un nuovo soggetto di “responsabili”.
Alla fine sarà Berlusconi l’unico a pagare il conto salatissimo per il suo stesso azzardo?”

Maurizio Mazziero: “Ma, in verità, io dico che in questa situazione chi sta pagando sono tutti gli italiani. Abbiamo un problema che è veramente molto grande, che è quello del debito pubblico e di un’Italia che non cresce. Sono tutti problemi strutturali, da un punto di vista economico. Quindi, in primis, a pagare sono tutti, tutti, tutti gli italiani”.