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Astrakhan, pescare sul Volga

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Astrakhan, pescare sul Volga

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Denis Loctier, euronews: “Il delta del Volga vicino a Astrakhan: è qui che il fiume più grande d’Europa si getta nel Mar Caspio. Le caratteristiche naturali di questa regione la rendono ideale per la pesca!”.

Lontana dai grandi centri urbani, la riserva naturale di Astrakhan è rimasta pressoché incontaminata. La ricchezza della fauna selvatica è stata tutelata sin dai primi del Novecento. La riserva si estende su circa 30mila chilometri quadrati e attira pescatori provenienti sia dalla Russia che dall’estero.

Vladimir Razin, pescatore: “La pesca qui è fantastica. Ci sono tantissimi pesci di ogni tipo. Basta saperli prendere”.

Le tende dei pescatori sorgono un po’ ovunque sulle rive del Volga, ma per catturare i pesci migliori occorre avventurarsi oltre, dove le acque fluviali si mescolano con quelle del Mar Caspio. Il tragitto in barca è di circa un’ora.

Igor è originario di questa regione e viene spesso qui a pescare con suo figlio Artyom: “Quando arrivi in un posto come questo, ti senti una cosa sola con la natura. La lenza diventa un legame, ti fa sentire un tutt’uno con il fiume e con l’ambiente naturale che ti circonda”.

Igor non ama uccidere animali e per questo si dice contrario alla caccia. Ma la pesca, a suo parere, è qualcosa di diverso: un gioco di astuzia che passa attraverso la scelta dell’esca giusta, del luogo più adatto, e che richiede una tecnica precisa. Artyom Belyakov: “E’ una scarica di adrenalina quando il pesce abbocca e senti tirare la lenza. Sai che è il tuo momento, vuoi dimostrare di essere il migliore, e speri che il pesce sia bello grosso”.

Igor e Artyom pescano per passione. Puntano a catturare pesci di 4 chili o anche più grossi, ma è l’attività in sé che li spinge a venire su queste coste. Per altri residenti del luogo, la pesca rappresenta invece una fonte di reddito. Vendono tutto ciò che riescono a catturare a imprese che producono pesce in scatola. Sergey Andreyev: “Oggi abbiamo preso poco, di solito è più abbondante. Con questo tempo, non si pesca molto”.

Ma non dipende solo dal tempo. I pesci di grossa taglia diventano sempre più rari. Igor punta il dito contro la sovrapesca. Secondo lui, sommozzatori e pescatori di frodo sopprimono abbondanti quantità di pesce, solo per il gusto di farlo. Mentre sarebbe più saggio rimettere in acqua il pescato che non finirà in tavola.

Igor Belyakov: “Temo che un giorno non rimarrà molto pesce. Questo non significa che smetteremo di pescare. Anche se la pesca sarà scarsa, continueremo a provarci. Ma c‘è un proverbio che mi piace molto e dice così: quando l’ultimo albero sarà abbattuto e l’ultimo pesce catturato, scopriremo che il denaro non si mangia”.

Alla fine di una giornata trascorsa sul fiume, il guardacaccia Dmitry Tulayev esibisce il suo trofeo: una grossa carpa. Viene cotta sul fuoco con un brodo che si chiama ukha e che in questa parte della Russia è solito accompagnare i piatti di pesce. Dmitry: “L’ukha è una specialità dell’Astrakhan. Abbiamo un modo particolare di prepararlo: cuociamo il pesce con acqua, patate, foglie di alloro e prezzemolo”.

Denis Loctier, euronews: “Abbiamo esplorato la regione dell’Astrakhan. Tra due settimane, viaggeremo da Mosca a Vladivostok, percorrendo la più lunga tratta ferroviaria del mondo: la Transiberiana. Arrivederci, con Russian Life”.