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Gen Z danese ripensa alla confermazione: 'non è molto cristiana'

Bandiere danesi sono fissate alla guglia del castello di Christiansborg, sede del Parlamento, a Copenaghen, Danimarca, il 5 settembre 2021.
Le bandiere danesi sono issate sulla guglia del Castello di Christiansborg, sede del Parlamento a Copenaghen, Danimarca, il 5 settembre 2021. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Roselyne Min Agenzie: AFP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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I giovani danesi mettono sempre più in discussione il valore religioso della cresima, importante rito di passaggio, e scelgono alternative laiche che mantengono la tappa di crescita senza la Chiesa.

La Danimarca è spesso descritta come uno dei Paesi più secolarizzati d’Europa. Eppure, ogni primavera migliaia di adolescenti si mettono in ghingheri e vanno in chiesa per la confermazione, un rito cristiano diventato uno dei passaggi all’età adulta più caratteristici del Paese.

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Secondo la Chiesa di Danimarca, nel 2025 il 64,2% dei ragazzi in età da confermazione ha ricevuto il rito, in calo rispetto a circa il 70% di dieci anni fa.

Oggi però un numero crescente di giovani danesi cerca modi diversi per segnare lo stesso passaggio, senza dover dichiarare la propria fede cristiana.

Nora Pihl aveva 15 anni quando ha scelto di non fare la confermazione in chiesa. Voleva comunque partecipare a un rito che segnasse quel cambiamento nella sua vita.

«Non ho mai creduto davvero in Dio e in queste cose», racconta. «All’inizio l’ho fatto per i regali e la festa, a essere del tutto sincera. Ma quando ho iniziato la preparazione è stato davvero bello.»

Ha scelto una “confermazione umanista”, un’alternativa laica organizzata dalla Società Umanista Danese.

Secondo l’organizzazione, il percorso prevede incontri in cui i ragazzi discutono di etica, identità, relazioni e di cosa significhi diventare adulti, seguiti da una cerimonia che sancisce il passaggio.

«Si impara molto su come diventare persone migliori e su come comportarsi con gli altri», dice Pihl.

Come la tradizionale cerimonia di confermazione, che arriva dopo settimane di lezioni, anche quella laica di Pihl si è svolta nell’auditorium della Biblioteca Reale di Copenaghen.

I partecipanti hanno ricevuto un diploma che attestava la fine del percorso, alla presenza delle rispettive famiglie.

La sua esperienza rispecchia una realtà più ampia. In una società storicamente omogenea, la confermazione non riguarda solo la fede. Riguarda anche il senso di appartenenza e i rituali sociali che scandiscono l’adolescenza.

«Una delle spiegazioni del motivo per cui il tasso di confermazione resta relativamente alto è probabilmente che la confermazione ha un grande significato sociale ed è un evento che chi si conferma vive spesso insieme ai propri compagni di classe», osserva il Centro per l’istruzione e la conoscenza della Chiesa di Danimarca (fonte in inglese).

«Non pensavamo fosse indispensabile che lei facesse un rito. Però… praticamente tutti fanno qualcosa o ricevono qualcosa. Sarebbe innaturale non farlo», racconta Martin Pihl, il padre di Nora. «Vedo cosa ha significato per lei, credo davvero che sia una cosa bellissima.»

Anche se Nora ha deciso di rinunciare alla confermazione religiosa tradizionale, ha comunque indossato un abito bianco, il vestito tipico per questo passaggio all’età adulta.

Il peso sociale della confermazione si vede anche nei costi sempre più alti delle feste.

«Penso che più persone abbiano più soldi», afferma Martin Pihl, aggiungendo che alcuni hanno iniziato a includere «cose assurde», come «ragazzi che vengono accompagnati in limousine o portati in elicottero».

Nel 2025 un sondaggio della banca Nordea ha stimato che i genitori danesi hanno speso in media 39.000 corone (circa 5.164 euro) per la festa di confermazione dei figli adolescenti.

Le alternative restano limitate e la confermazione cristiana è ancora dominante. Ma oltre alla confermazione umanista, alcuni giovani danesi scelgono altri modi per segnare lo stesso passaggio, come un corso dedicato all’età adulta, all’identità, alle relazioni, al sesso e al consenso.

Anche se molti danesi descrivono la religione come un fatto culturale o privato, più che come un elemento centrale della vita quotidiana, la Chiesa evangelica luterana resta strettamente legata all’identità nazionale e ai grandi momenti dell’esistenza, dal battesimo e la confermazione ai matrimoni e ai funerali.

Nel 2026 circa sette persone su dieci in Danimarca risultano ancora membri della Chiesa nazionale.

Video editor • Roselyne Min

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