Quasi metà degli agricoltori nel mondo si intossica con i pesticidi ogni anno, mentre il loro uso globale continua ad aumentare, secondo uno studio.
Tra 402 e 433 milioni di casi di intossicazione acuta da pesticidi si verificano ogni anno tra agricoltori e lavoratori agricoli in tutto il mondo, secondo un nuovo studio.
L'avvelenamento da pesticidi per l'uomo è da tempo considerato un grave problema di salute pubblica. Nonostante gli sforzi globali per ridurre l'uso di pesticidi, la salute di milioni di persone continua a risentirne, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Public Health. (fonte in inglese)
Con una popolazione agricola mondiale di circa 934 milioni di persone, i ricercatori stimano che ogni anno circa il 46% degli agricoltori sia colpito.
Avvertono inoltre che, nonostante due decenni di sforzi internazionali per affrontare i danni derivanti dall'uso di pesticidi, il consumo annuo mondiale è raddoppiato dal 1990, raggiungendo 3,8 milioni di tonnellate nel 2023.
"Non possiamo più accettare che chi lavora nei campi e coltiva il nostro cibo sia esposto a pesticidi nocivi e si ammali", ha dichiarato Susan Haffmans di Pesticide Action Network (PAN) Germany, l'organizzazione che ha commissionato il rapporto.
I Paesi più colpiti si trovano in Asia meridionale, seguiti dal Sud-est asiatico e dall'Africa orientale, con il Burkina Faso che registra il tasso nazionale più alto, pari a quasi l'84% degli agricoltori intossicati ogni anno.
L'Europa è l'unica grande regione che ha visto diminuire il consumo di pesticidi dal 1990, un risultato che gli autori attribuiscono a rigorosi interventi normativi.
Queste misure hanno mantenuto molto basso il numero di decessi annui, che vanno da appena 2 in Europa occidentale a 60 in Europa orientale, ma tra agricoltori e lavoratori agricoli persiste ancora un notevole carico di intossicazioni non fatali.
L'Europa meridionale è la sotto-regione più colpita, con un tasso di intossicazione del 32% e oltre 1,5 milioni di casi stimati ogni anno. In Europa occidentale e orientale i tassi sono molto più bassi, intorno al 6%.
I ricercatori osservano però che i dati per l'Europa orientale sono particolarmente scarsi, poiché al momento sono rappresentati solo dall'Ungheria, il che suggerisce che la reale entità del fenomeno nella regione possa essere ancora sottovalutata.
Colmare le lacune nei dati
Gli autori invocano azioni urgenti a livello internazionale, nazionale e della ricerca, tra cui sistemi di monitoraggio più efficaci, una migliore formazione per i professionisti che lavorano con queste sostanze e l'attuazione dell'obiettivo delle Nazioni Unite di eliminare gradualmente i pesticidi altamente pericolosi entro il 2035.
Avvertono tuttavia che tali azioni sono ostacolate dalla mancanza di dati disponibili, che rende difficile confrontare le stime tra i Paesi e i diversi modelli di uso dei pesticidi.
"La sottodenuncia resta molto diffusa, a causa del limitato accesso all'assistenza sanitaria e della mancanza di formazione clinica o di sistemi per riconoscere o registrare le intossicazioni da pesticidi", ha dichiarato Sheila Willis di PAN nel Regno Unito.
Ha aggiunto che, alla luce dei nuovi dati, gli agricoltori devono essere sostenuti nell'accesso ad alternative più sicure, per proteggere la loro salute e quella delle loro famiglie.