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Che cos'è la 'paracetamol challenge', la sfida social che allarma i medici?

Le autorità sanitarie in tutta Europa lanciano l’allarme sulla cosiddetta “paracetamol challenge”.
Le autorità sanitarie di tutta Europa lanciano l'allarme sulla cosiddetta 'sfida del paracetamolo'. Diritti d'autore  Cleared/Canva
Diritti d'autore Cleared/Canva
Di Marta Iraola Iribarren
Pubblicato il
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Allarme in Europa per la “paracetamol challenge”: le autorità sanitarie avvertono che spinge gli adolescenti ad assumere dosi pericolose del farmaco.

Gli esperti di salute mettono in guardia dalla "paracetamol challenge", una sfida sui social che può mettere a rischio la salute. Ma di che cosa si tratta esattamente ed è davvero un fenomeno reale?

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In tutta Europa le autorità sanitarie hanno lanciato l’allarme dopo le segnalazioni di adolescenti che si sfiderebbero online per vedere chi riesce a ingerire la quantità maggiore di paracetamolo.

I primi riferimenti a questa sfida risalgono al 2015. Eppure, cercando "paracetamol challenge" su TikTok si trovano pochissime prove di persone che vi partecipano davvero. La maggior parte dei contenuti sul tema arriva da professionisti della salute o da testate giornalistiche che mettono in guardia contro questa pratica.

Ma in Belgio il centro ospedaliero EpiCURA ha confermato a Euronews Health di aver curato tre pazienti, a febbraio, per overdose di paracetamolo dopo la partecipazione alla sfida sui social.

L’Agenzia federale belga per i medicinali e i prodotti sanitari ha diffuso un avvertimento (fonte in inglese) il 6 febbraio sui rischi di sovradosaggio. L’agenzia ha precisato che l’assunzione di paracetamolo, anche ad alte dosi, non ha alcun effetto psicotropo.

Anche altri Paesi hanno segnalato un aumento dei casi di sovradosaggio.

"Parlate con i vostri figli, guidateli nell’uso della tecnologia e restate in allerta per segnali di avvertimento come vomito, dolore addominale o sonnolenza eccessiva", ha dichiarato Silvia Oliva, infermiera pediatrica dell’Hospital Regional Universitario de Málaga, in Spagna, in un post sui social dell’ospedale (fonte in inglese).

Piia Vuorela, direttrice dell’Agenzia finlandese dei medicinali, ha sottolineato l’importanza che i giovani comprendano i rischi legati ai farmaci e ha invitato gli adulti a discutere di questi pericoli anche con i bambini più piccoli, in una comunicazione ufficiale dell’agenzia.

In Portogallo l’Ordine dei farmacisti ha avvertito che queste pratiche rappresentano un "grave rischio per la salute" e ha sottolineato che la tossicità del paracetamolo può manifestarsi ancora prima della comparsa dei sintomi clinici.

"Il sovradosaggio può causare danni gravi e irreversibili al fegato, che possono evolvere in insufficienza epatica acuta, rendere necessario un trapianto di fegato e, nei casi più estremi, portare alla morte. In casi meno frequenti si possono verificare anche danni renali, soprattutto in caso di uso prolungato e/o ingestione eccessiva", si legge nella dichiarazione (fonte in portoghese) (fonte in inglese).

Paracetamolo, dose giornaliera raccomandata

Gli adulti non devono superare la dose giornaliera di 4 grammi e possono assumere tra 500 mg e 1 g ogni 4-6 ore. Per i bambini la dose giornaliera raccomandata si calcola in base al peso: in linea di massima si consigliano 60 milligrammi per chilo. I genitori possono utilizzare simulatori online certificati per farsi un’idea più precisa della dose da somministrare ai figli.

I primi sintomi di intossicazione includono nausea, vomito, sudorazione e letargia. Di solito compaiono nelle prime 24 ore. Possono essere presenti anche dolori addominali e, con il progredire del danno epatico, altre complicazioni gravi. In caso di sospetto sovradosaggio è fondamentale rivolgersi immediatamente a un medico.

Il paracetamolo è uno dei farmaci più utilizzati per trattare dolore e febbre, grazie alla sua azione analgesica e antipiretica. È un medicinale facilmente accessibile e, se assunto secondo le raccomandazioni delle autorità sanitarie, è generalmente sicuro.

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