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Crisi jet fuel, in allerta alcuni scali italiani per il mancato arrivo di una nave cisterna Air BP

Reporters' shadows are cast on the tarmac as they wait for the plane to depart that is transporting Pope Leo XIV Fiumicino airport in Rome, Thursday, Nov. 27, 2025
Reporters' shadows are cast on the tarmac as they wait for the plane to depart that is transporting Pope Leo XIV Fiumicino airport in Rome, Thursday, Nov. 27, 2025 Diritti d'autore  AP Photo/Alessandra Tarantino
Diritti d'autore AP Photo/Alessandra Tarantino
Di Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Stavolta nessun bollettino aeronautico pubblico per non generare panico ma secondo quanto riporta il principale quotidiano italiano Bologna e altri scali sono stati avvisati dal fornitore Air BP di limitare i rifornimenti di cherosene per il mancato arrivo di una nave cisterna

Aeroporti italiani in allerta sul carburante per gli aerei per il mancato arrivo di una nave cisterna carica di jet fuel. La comunicazione interna di uno dei principali fornitori, Air Bp, segnala che alle compagnie clienti verrà chiesto di limitare la quantità di jet fuel che si può caricare.

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Il tutto riporta le fibrillazioni in alcuni aeroporti del Nord Italia sulle forniture. Ma, a quanto apprende il Corriere della Sera "da fonti a conoscenza della questione", a differenza di quanto successo alcune settimane fa, stavolta gli scali non sembrano intenzionati ad emettere i notam.

Un notam (acronimo di NOtice To Air Missions o NOtice To AirMen) è un avviso ufficiale contenente informazioni essenziali e temporanee relative alla sicurezza dei voli. All'inizio di aprile con questi bollettini aeronautici si era informato l'opinione pubblica che l'aeroporto di Brindisi sarebbe rimasto senza carburante e che quote limitate erano segnalate negli scali di Milano Linate, Venezia, Treviso, Bologna, Reggio Calabria e Pescara.

Secondo quanto ricostruisce il principale quotidiano generalista italiano, Air Bp, uno dei principali erogatori nel Paese, non ha ricevuto le quantità previste a causa del ritardo del nave che avrebbe dovuto consegnare il jet fuel.

E per questo ha comunicato allo scalo di Bologna — ma anche alle società di gestione di altri impianti — di segnalare la situazione e comunicare il quantitativo massimo che si può caricare. Fonti di altri scali hanno confermato al Corriere le comunicazioni con il fornitore e le criticità nei quantitativi a disposizione.

Nelle intenzioni iniziali la società di gestione dello scalo bolognese avrebbe dovuto emettere il Notam — con scadenza il 23 luglio — nel quale i clienti di Air Bp non avrebbero potuto caricare più di 2 mila litri di cherosene (circa 2 ore di autonomia) per i voli non più lunghi di tre ore. Lo stesso avrebbero fatto anche altri scali.

Lo scalo bolognese intanto prova a rassicurare i viaggiatori e rende noto che il rifornimento degli aerei sarà dirottato su un altro fornitore fino a quando persisterà il problema. "Ma questo non provocherà alcun problema né tantomeno cancellazioni per i voli in partenza e attesi a Bologna"

L'altra azienda che procura il carburante per aerei al Marconi (la Carboil) infatti non registrerebbe al momento alcun problema e quindi "il rifornimento degli aerei sarà dirottato su quest'altro fornitore finché dovessero persistere i problemi della Air Bp".

Ma in seguito si è deciso di far gestire la crisi direttamente al fornitore, anche per evitare ricadute mediatiche negative com’è accaduto nell’occasione precedente, spiegano tre fonti aeroportuali. Bp (capogruppo di Air Bp), contattata dal Corriere, non ha ancora risposto.

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