La polizia ha concluso le lunghe operazioni nella proprietà di Lutoryż, dove durante gli scavi sono stati trovati feti umani e altri rifiuti medici. All’intervento, iniziato mercoledì, hanno partecipato complessivamente centinaia di agenti
La segnalazione è arrivata mercoledì pomeriggio: l’operatore di turno ha ricevuto informazioni su un ritrovamento insolito durante lavori di scavo in una delle proprietà Lutoryż, vicino Rzeszów, in Polonia. Gli agenti inviati sul posto da Boguchwała in Polonia hanno confermato la segnalazione, facendo scattare intense attività procedurali per mettere in sicurezza tracce e prove.
Come già riportato, il terreno apparteneva in passato a una dottoressa patomorfologa di 57 anni, Magdalena H., che è stata fermata dalle forze dell’ordine.
Le prime notizie parlavano del ritrovamento di una dozzina di feti. In seguito i media hanno riferito di circa 30 resti messi in sicurezza dagli inquirenti. Nelle pubblicazioni successive si è parlato di circa 50 e poi persino di 100 feti. Questi ultimi dati non sono stati confermati.
Ogni giorno sul posto lavoravano diverse decine di poliziotti del comando di polizia municipale di Rzeszów, del comando regionale e del reparto di prevenzione, il tutto sotto la supervisione di un procuratore della Procura distrettuale di Rzeszów.
L’area della proprietà è stata ispezionata con estrema attenzione e ogni strato di terreno è stato controllato e setacciato per non tralasciare alcuna traccia. Gli agenti hanno lavorato ininterrottamente, garantendo al tempo stesso che la scena restasse inaccessibile a persone non autorizzate.
Foto delle attività di indagine a Lutoryż
Sabato sono intervenute anche le unità cinofile della sezione di Rzeszów dell’Unione cinologica. Il loro lavoro, come riferisce la polizia, è stato particolarmente difficile.
"Il terreno che i cani annusavano era impregnato dell’odore di tessuti ed era mescolato a piccoli frammenti di vetro da laboratorio", si legge nel comunicato della polizia.
Su decisione del procuratore, l’area è stata inoltre controllata con il georadar. Proprio la lettura dell’apparecchio è diventata la base per la decisione di concludere le operazioni.
Sabato sera è stata presa la decisione definitiva di interrompere le attività e la proprietà è stata restituita ai proprietari.
La polizia ha sottolineato il ruolo della comunità locale nel sostenere questa difficile operazione.
"Nel lavoro non facile dei poliziotti hanno dato il loro contributo i proprietari del terreno su cui è avvenuta la scoperta, i vicini e gli abitanti della zona", si legge nel comunicato. Gli agenti hanno ringraziato gli abitanti per aver messo a disposizione posti auto, vialetti e ogni altra forma di aiuto che ha facilitato le operazioni.