Era fuggito prima in Finlandia e Spagna per poi finire al fronte nel Donbass. Gianni Cenni è stato fatto prigioniero dall'esercito ucraino a gennaio ed era appena rientrato all'aeroporto di Fiumicino
È finito in manette nella serata di mercoledì 25 marzo Gianni Cenni, 52enne di origini napoletane al quale è stato notificato un ordine di carcerazione per violenza sessualeai danni di una bambina di soli sette anni.
Dell'uomo si erano perse le tracce quattro anni fa, proprio a seguito di una denuncia a suo carico.
Dalla Finlandia alla Spagna, fino all'esercito di Putin
Successivamente, a gennaio del 2023, Cenni era stato condannato per violenza sessuale aggravata. Per le forze dell'ordine, però, ed in particolare per i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli, ricostruire la latitanza del ricercato non è stato semplice.
Dapprima infatti l'uomo si era nascosto in Finlandia, quindi in Spagna, non lontano da Alicante, dove aveva persino rilevato una pizzeria.
Il colpo di scena, però, è arrivato nello scorso mese di gennaio, quando si è tornati a parlare di lui a seguito di un arresto da parte dell'esercito dell'Ucraina. Si è così scoperto che Cenni si era arruolato nell'esercito russo, ed era stato spedito a combattere nella regione del Donbass, dove poi è stato fatto prigioniero.
In passato una condanna per un omicidio
I carabinieri hanno così attivato il Servizio di cooperazione internazionale di polizia, attraverso il quale è stato possibile confermare l'identità di Cenni. Quest'ultimo era riuscito nel frattempo anche a sposarsi con una cittadina russa.
Dopo l'arresto è stato ricoverato in un ospedale di Kharkiv, prima di essere trattenuto in un centro ed essere infine trasferito in Italia.
Al suo arrivo, all'aeroporto di Fiumicino, sono scattate le manette. Per l'uomo non si tratta della prima condanna: era già finito in carcere per l'omicidio di Francesco Scicchitano, guardia giurata uccisa a Milano nel 1999.
Dopo dieci anni di reclusione aveva ottenuto la semilibertà, e si era a quel punto recato a Napoli. Ora dovrò scontare una nuova pena di sette anni e due mesi di reclusione: la sentenza, infatti, è ormai passata in giudicato.