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Droghe, l’allarme dell’Ue: “Mercato in evoluzione, più violenza e boom di cocaina”

 Alexis Goosdeel parla ai media della Relazione sui mercati della droga dell'UE presso la sede della Commissione europea a Bruxelles.
Alexis Goosdeel parla ai media della Relazione sui mercati della droga dell'UE presso la sede della Commissione europea a Bruxelles. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gregoire Lory
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il direttore uscente dell’Agenzia europea per le droghe, Alexis Goosdeel, avverte: nuove sostanze, consumi in aumento e violenza crescente. L’Europa è in ritardo nella risposta alla cocaina e deve rafforzare prevenzione, ricerca e protezione dei cittadini

Alla fine del mese Alexis Goosdeel lascerà la direzione dell’Agenzia dell’Unione europea per le droghe (Euda), chiudendo dieci anni di mandato con un avvertimento netto: «Oggi le droghe sono ovunque. Chiunque può trovarsi a fare i conti, direttamente o indirettamente, con un problema di dipendenza».

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Nel corso dell’ultimo decennio Goosdeel ha osservato la trasformazione profonda del mercato europeo: nuove sostanze, nuovi consumatori e una violenza legata al traffico che, dice, "sei o sette anni fa era associata all’America centrale, mentre ora è diffusa in gran parte dell’Ue".

Cocaina: un’epidemia che l’Europa rincorre

Se l’Europa ha risposto con efficacia alle sfide dell’eroina, sul fronte della cocaina è in forte ritardo. "Negli ultimi anni abbiamo assistito a un enorme aumento della disponibilità e del consumo, e non siamo affatto pronti", avverte Goosdeel.

Nel 2023 la capacità di sequestro ha raggiunto nuovi record: 419 tonnellate intercettate nell’Ue, con operazioni senza precedenti come le 13 tonnellate scoperte in Spagna in un carico di banane dall’Ecuador o le 43 tonnellate fermate in Germania. Ma i sequestri, avverte il direttore uscente, sono solo la faccia visibile di un fenomeno molto più ampio.

Serve inoltre prepararsi all’ondata futura: in media, chi inizia a consumare cocaina impiega 10-12 anni prima di chiedere aiuto, e oggi "mancano protocolli di trattamento standard efficaci" come quelli esistenti per altre dipendenze.

Balle di cocaina esposte ai media in una base della Marina portoghese ad Almada, 18 ottobre 2021
Balle di cocaina esposte ai media in una base della Marina portoghese ad Almada, 18 ottobre 2021 Belgian Finance Ministry/AP

Nuove sostanze, nuovi consumi: una risposta più complessa

La proliferazione di centinaia di nuove sostanze psicoattive impone politiche più articolate. "Non parliamo solo di droghe illegali - spiega Goosdeel - ma anche di sostanze usate per far fronte ad ansia, pressione sociale o richieste di performance".

Per questo, secondo il direttore dell’Euda, la risposta non può limitarsi alla repressione del traffico: occorre proteggere i cittadini, investire nella ricerca e potenziare le équipe mediche e sociali che si troveranno a gestire un panorama delle dipendenze sempre più complesso.

Un esperto di criminalità mostra barattoli di vetro con eroina presso la sede della polizia federale di Wiesbaden, 9 ottobre 2014.
Un esperto di criminalità mostra barattoli di vetro con eroina presso la sede della polizia federale di Wiesbaden, 9 ottobre 2014 AP Photo

La sfida dei prossimi anni

Goosdeel chiede ai governi europei un doppio sforzo: colpire le reti criminali, ma anche "reinventare il modello sociale" per ridurre vulnerabilità, disuguaglianze e pressioni che alimentano il ricorso a sostanze di ogni tipo.

"Alla fine - conclude - non si tratta solo di combattere la droga, ma di proteggere le nostre comunità e garantire migliori opportunità per il futuro".

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