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Farmaci dimagranti riducono il rischio di fratture nei pazienti con diabete, secondo studio

La riduzione del rischio di fratture è risultata indipendente da variazioni di peso corporeo e glicemia, indicando che i farmaci potrebbero agire direttamente sull’osso.
La riduzione del rischio di fratture era indipendente dalle variazioni di peso corporeo e glicemia, il che indica che i farmaci potrebbero agire direttamente sull'osso. Diritti d'autore  Canva
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Di Giedre Peseckyte
Pubblicato il
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Uno studio recente ha rilevato che i farmaci dimagranti riducono del 21% il rischio di fratture nei pazienti con diabete di tipo 2, mettendo in dubbio che il rapido dimagrimento aumenti sempre tale rischio.

I farmaci a base di GLP-1, come Ozempic, potrebbero ridurre il rischio di fratture ossee gravi nelle persone con diabete di tipo 2, secondo un ampio studio (fonte in inglese) che mette in discussione i timori che questi farmaci di punta possano danneggiare la salute delle ossa.

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I ricercatori hanno rilevato che, nei tre anni successivi all'avvio della terapia, i pazienti che iniziavano a prendere farmaci GLP-1 avevano un rischio di fratture da fragilità inferiore del 21% rispetto a pazienti simili trattati con farmaci DPP-4, un'altra classe di medicinali contro il diabete.

Le persone con diabete di tipo 2 presentano un rischio più elevato di fratture in seguito a traumi a bassa energia, come una caduta dalla propria altezza o da un livello inferiore, pur avendo spesso una densità ossea normale o aumentata. Ciò "potrebbe essere dovuto a una minore resistenza dell'osso, a una microarchitettura ossea compromessa e a una perdita ossea accelerata", hanno spiegato i ricercatori.

Dopo aver analizzato le cartelle cliniche di oltre 133.000 adulti tra i 50 e i 90 anni con diabete di tipo 2 negli Stati Uniti, nel periodo 2015-2022, i ricercatori hanno osservato che chi assumeva farmaci GLP-1 registrava le maggiori riduzioni nelle fratture vertebrali, diminuite del 32%, e nelle fratture dell'anca o del femore, in calo del 30%.

Un dato importante è che la riduzione del rischio di frattura era indipendente dalle variazioni di peso corporeo e di glicemia, il che suggerisce che i farmaci possano agire direttamente sull'osso.

Questi risultati si pongono in contrasto con i timori, radicati da tempo, che un rapido calo di peso possa aumentare il rischio di fratture riducendo la densità ossea. I ricercatori hanno però precisato che lo studio non dimostra che i farmaci proteggano le ossa. Poiché si basa su dati osservazionali delle cartelle cliniche e non su uno studio clinico randomizzato, altri fattori, tra cui l'attività fisica, la forza muscolare e lo stato iniziale di salute delle ossa, potrebbero aver influenzato i risultati.

Lo studio non ha rilevato alcun effetto protettivo nelle persone che assumevano farmaci GLP-1 senza essere affette da diabete di tipo 2, il che suggerisce che i risultati potrebbero non essere applicabili a chi usa questi medicinali solo per il controllo del peso.

Gli autori hanno affermato che ora sono necessari studi clinici prospettici per stabilire se la riduzione apparente del rischio di fratture rifletta un vero effetto biologico e se si mantenga con trattamenti più prolungati.

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