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Kiev: la fragilità in mostra

Kiev: la fragilità in mostra
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Una città imperdibile sul fronte dell’arte contemporanea.

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A Kiev è in scena una grande mostra internazionale presso il PinchukArtCenter.

Il titolo, “Stato Fragile”, reca un doppio significato, particolarmente rilevante in Ucraina.

Bjorn Geldhof, direttore artistico:

“La mostra tenta di affrontare argomenti rilevanti nel mondo di oggi, ma è strettamente connessa anche a quanto accade in Ucraina; inoltre, cerchiamo di far percepire il senso della fragilità oltre la politica, trattandosi di una debolezza riferibile alla persona, sia a livello fisico che mentale”.

In esposizione dieci artisti principali, tra i quali Marina Abramovic, Carlos Motta e Barthelemy Toguo.

Con quest’ultimo parliamo della sua installazione, “Overcome the Virus!”.

Bathélémy Toguo, artista:

“Ho deciso di lavorare su due flagelli che colpiscono particolarmente l’Africa e il mondo intero, l’AIDS e l’Ebola: volevo rappresentarli e ho scelto di operare su porcellana, su questi vasi ho ripristinato una ricerca, raffigurante delle immagini che i ricercatori dell’Istituto Pasteur di Parigi mi avevano dato”.

Capitolo finale della mostra, a Kiev sino al 7 gennaio prossimo, è la proposta di Marina Abramovic, che invita il pubblico a sperimentare corpo, mente e spazio che li circonda privi dei sensi di udito e vista.

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