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Minacce di morte e condanna del presidente: la rabbia per l'uscita della Corea del Sud dal Mondiale

Minacce di morte e condanna del presidente: perché l’uscita dal Mondiale della Corea del Sud fa infuriare i tifosi
Minacce di morte e condanna del presidente: perché l’uscita della Corea del Sud dai Mondiali ha scatenato tanta rabbia Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di David Mouriquand
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Per la Corea del Sud il Mondiale si è concluso lo scorso weekend, ma la rabbia nel Paese continua a crescere, mettendo a rischio la credibilità del calcio e portando alla luce un caso di corruzione.

«La cosa del calcio, la cosa importante del calcio, è che non riguarda solo il calcio.»

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Lo scrittore britannico Terry Pratchett aveva ragione sul 'gioco più bello del mondo' quando ha scritto quelle righe nel romanzo del Mondo Disco 'Unseen Academicals'. E c'è chi lo sta prendendo fin troppo alla lettera.

Mentre la Germania lecca le ferite dopo il fallimento ai rigori e alcuni tifosi olandesi sono finiti sotto inchiesta per aver rivolto insulti razzisti ai giocatori che hanno sbagliato dal dischetto, le reazioni all'eliminazione della Corea del Sud rischiano di gettare ulteriore discredito sulla cultura del calcio.

Per chi non avesse seguito da vicino tutte le eliminazioni al Mondiale, la Corea del Sud è uscita già alla fase a gironi. La sua avventura era iniziata con una promettente vittoria per 2-1 contro la Repubblica Ceca, ma è poi precipitata con la sconfitta per 1-0 contro il Messico e, perdendo 1-0 con il Sudafrica, non è riuscita a qualificarsi agli ottavi.

«Mi dispiace davvero», ha dichiarato domenica l'ex calciatore e commissario tecnico Hong Myung-bo, prima di dimettersi dalla guida della Corea del Sud. «Anche se lascio la nazionale, non abbandono il calcio coreano. Farò il tifo per la nazionale con tutto il cuore e spero che la squadra torni a essere amata e a godere della fiducia del pubblico.»

La nazionale sudcoreana era già stata eliminata ai gironi ai Mondiali del 2006, 2014 e 2018, e Hong Myung-bo aveva guidato da capitano la squadra verso il suo miglior risultato nel torneo del 2002, chiuso al quarto posto.

Ma quei giorni di gloria sono finiti, e le sue scuse non sono state accettate né dai tifosi né dal presidente sudcoreano Lee Jae Myung, che sui social ha pubblicato una dichiarazione durissima, dicendo di provare «una profonda delusione».

«Quando, nella scelta di un comandante, favoritismi e clientelismo prevalgono sulla competenza, il risultato è prevedibile quanto il fuoco che brucia la carta», ha scritto. «Rivolgo le mie più profonde scuse ai cittadini per la profonda delusione causata da questo esito inaccettabile. Interverremo rapidamente per riformare la governance dello sport, così da garantire che una cosa simile non accada mai più.»

Ma non è finita qui.

Il club ufficiale dei tifosi della nazionale, i Red Devils, ha diffuso un comunicato in cui chiede a Hong di «inginocchiarsi davanti all'intera nazione e lasciare per sempre il mondo del calcio».

Al suo rientro a Seoul è stato accolto dai fischi dei tifosi infuriati, e la polizia ha dovuto creare un cordone lungo il percorso dal terminal dell'aeroporto fino all'autobus in attesa all'esterno.

«Il calcio sudcoreano è morto», si leggeva su uno striscione esposto all'aeroporto internazionale di Incheon.

Tifosi inferociti all'aeroporto internazionale di Incheon
Tifosi inferociti all'aeroporto internazionale di Incheon AP Photo

Sono arrivate anche minacce di morte. Secondo quanto riferito dal Korea JoongAng Daily, lo scorso fine settimana in una comunità online è comparso un post intitolato «Mi prenderò la responsabilità e ucciderò Hong Myung-bo». L'autore ha scritto: «Andrò all'aeroporto internazionale di Incheon e ucciderò Hong Myung-bo il giorno del suo ritorno».

La polizia, secondo i media locali, sta monitorando da vicino la situazione.

I media locali riferiscono anche che ristoranti e bar stanno vietando l'ingresso a Hong, con cartelli che recitano: «Vietato l'ingresso a Hong Myung-bo».

Per spiegare questo profondo risentimento, pur senza giustificare alcuna minaccia di violenza, va ricordato che Hong è una figura molto contestata dal 2024, anno in cui è tornato a guidare la nazionale dopo essersi dimesso nel 2014. Il suo ritorno è stato segnato dalle polemiche: molti tifosi hanno criticato la scelta e denunciato favoritismi, convinti che i membri del comitato della Korea Football Association (KFA) abbiano affidato il posto al loro amico.

A peggiorare la sua posizione quest'anno è stata la decisione di lasciare in panchina il capitano veterano ed ex giocatore del Tottenham Hotspur Son Heung-min nella partita contro il Sudafrica, in cui alla Corea del Sud sarebbe bastato un pareggio per accedere alla fase a eliminazione diretta.

«Non posso dire che ogni decisione sia stata quella giusta, ma posso assicurarvi che ho preso ogni decisione pensando al calcio coreano», ha detto Hong.

Un funzionario dell'Agenzia di polizia metropolitana di Seoul ha confermato che si stanno moltiplicando le indagini sulle accuse secondo cui il presidente della KFA avrebbe interferito nella nomina di Hong, mentre cresce l'ondata di indignazione per la mancanza di trasparenza nel processo di selezione.

Non è mai solo una questione di calcio.

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