Lo 0,1% più ricco in Europa riceve circa il 4,5% del reddito complessivo, ma la sua quota varia sensibilmente da Paese a Paese.
La quota di reddito che va allo 0,1% più ricco varia molto in Europa. In alcuni Paesi supera il 6%, mentre la media europea è del 4,5%. Secondo gli esperti, i sistemi fiscali e le disuguaglianze salariali sono fattori chiave alla base di queste differenze.
Quali sono dunque i Paesi che destinano la quota più alta di reddito a questo gruppo, pari a circa una persona ogni mille?
I dati del World Inequality Database mostrano che la quota di reddito di questo gruppo ultra-ricco varia dall'1,6% nei Paesi Bassi al 10,2% in Georgia, su 35 Paesi che comprendono membri dell'UE, candidati, membri EFTA e il Regno Unito.
I dati si riferiscono al 2024 o all'ultimo anno disponibile dopo il 2020, tranne che per l'Italia, per cui l'ultima rilevazione è del 2015. Il reddito è misurato al lordo di imposte e prestazioni sociali.
Tra i Paesi dell'UE, l'Estonia registra la quota più alta con l'8,3%, seguita da Bulgaria (7,5%) e Polonia (7%).
Due Paesi candidati all'UE superano inoltre il 6%: Serbia (6,9%) e Turchia (6,1%).
Danimarca (5,8%) e Romania (5,1%) superano anch'esse il 5%.
Perché queste differenze?
Per Pawel Bukowski, docente dell'University College London, politiche e istituzioni svolgono un ruolo decisivo.
«I Paesi possono differire per il grado di redistribuzione, cioè per quanto si cerca di incidere sui redditi attraverso il fisco e le politiche sociali», ha spiegato a Euronews Business.
«Sotto questo profilo, l'Europa centrale e orientale presenta un livello di redistribuzione piuttosto basso. Per esempio, il sistema fiscale in Polonia è regressivo, il che significa che i ricchi pagano relativamente meno dei poveri».
Ha aggiunto che molte politiche sociali sono concepite in modo da non portare necessariamente a una reale riduzione delle disparità di reddito.
Escludendo l'Italia, le quattro maggiori economie si collocano tutte su livelli molto simili, con i gruppi ultra-ricchiche detengono quote quasi identiche: Spagna (5%), Germania (4,9%), Regno Unito (4,9%) e Francia (4,9%).
L'Irlanda (4,8%) segue a breve distanza, leggermente sopra la media europea del 4,5%.
Nella parte bassa della classifica, diversi Paesi si collocano su valori molto vicini. I Paesi Bassi registrano la quota più bassa con l'1,6%, seguiti da Cipro (2,2%), Montenegro (2,3%), Slovenia (2,3%), Belgio (2,3%), Albania (2,4%) e Lettonia (2,4%), tutti al di sotto del 2,5%.
L'ultima stima disponibile per l'Italia nel WID è del 2,0%, ma risale al 2015 e potrebbe non essere pienamente comparabile. Uno studio pubblicato dal WID e firmato da Guzzardi e Morelli indica per il 2021 una quota del 3,3%.
La quota di reddito dello 0,1% più ricco oscilla tra il 3,5% e il 4,5% in Grecia (4,5%), Svizzera (4,3%), Cechia (4,2%), Svezia (3,7%), Finlandia (3,5%) e Norvegia (3,5%).
Salvatore Morelli, docente all'Università Roma Tre, osserva che quote più elevate ai vertici del reddito in alcuni Paesi possono riflettere in parte una concentrazione realmente maggiore di salari, redditi d'impresa e ricchezza (che a sua volta genera redditi da capitale), soprattutto dopo le transizioni economiche degli anni Novanta.
Tuttavia, queste differenze possono anche dipendere dai diversi sistemi pensionistici, dalle regole di dichiarazione fiscale, dal grado di informalità delle economie e dal modo in cui i redditi da capitale vengono rilevati nelle banche dati amministrative.
Compressione salariale e contrattazione collettiva più forte
«Le ricerche indicano che i Paesi con una maggiore compressione salariale, istituzioni di contrattazione collettiva più solide, minore disoccupazione e sistemi di assicurazione sociale più estesi tendono a ridurre, prima delle imposte, il divario di reddito tra i percettori di redditi più elevati e il resto della popolazione», spiega Morelli a Euronews Business.
«Ciò può contribuire a spiegare perché i Paesi scandinavi e diversi Paesi dell'Europa occidentale registrano spesso quote di reddito al vertice inferiori rispetto a molte economie post-transizione».
La quota di reddito dei più ricchi è in aumento?
In Europa, lo 0,1% più ricco deteneva il 6,43% del reddito nel 1940. Questa quota è diminuita costantemente, fino a scendere a circa il 2,7% all'inizio degli anni Ottanta.
In seguito è tornata a crescere, avvicinandosi al 5% nel 2007, prima che la crisi finanziaria la riportasse verso il basso. Dal 2010 circa è rimasta relativamente stabile, attestandosi al 4,54% nel 2024.