Spinte dall'esigenza di gestire il rischio oltre i normali orari di borsa e di usare il capitale in modo più efficiente, le grandi banche e gli hedge fund puntano su infrastrutture digitali sempre attive.
Il mondo della finanza sta vivendo una trasformazione profonda. Le istituzioni di Wall Street adottano sempre più i contratti future perpetui e gli asset del mondo reale tokenizzati per muoversi in un’economia globale attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Secondo gli esperti del settore, l’eliminazione delle scadenze contrattuali e l’avvento del regolamento istantaneo "atomico" stanno ridefinendo la rilevanza dei mercati. Soprattutto perché le piattaforme nate nel mondo cripto continuano a guidare la formazione dei prezzi durante le crisi geopolitiche, che avvengono sempre più spesso nei fine settimana.
La convergenza di queste tecnologie indica che il confine tra finanza tradizionale e infrastruttura basata su blockchain si sta assottigliando.
I desk di Wall Street, i gestori multi‑strategia e i fondi macro stanno esplorando attivamente queste strutture nativamente digitali, perché risolvono problemi operativi profondi insiti nei contratti standard con data di scadenza.
Questa transizione non è solo un aggiornamento tecnologico. È una risposta al modo in cui oggi i mercati globali funzionano in tempo reale.
Il Chief Investment Officer di Theo, Iggy Ioppe, ha spiegato a Euronews che il passaggio a operatività 24/7 non è più facoltativo.
Theo sviluppa prodotti finanziari per rispondere a questa nuova domanda ed è partner di grandi istituzioni, tra cui la banca multinazionale britannica Standard Chartered.
"Non è una questione di preferenze, sta diventando una necessità strutturale. Lo abbiamo visto chiaramente durante la chiusura dello stretto di Hormuz. I mercati tradizionali erano fermi nel fine settimana e l’oro e il petrolio tokenizzati erano gli unici mercati trasparenti, negoziati in modo continuo, in grado di riflettere in tempo reale la domanda di beni rifugio", ha dichiarato Ioppe.
Parlando con Euronews, Andrei Grachev, managing partner di DWF Labs, uno dei principali market maker nel settore cripto, ha sottolineato a sua volta l’importanza di questi eventi per l’intero mercato.
"La prova più evidente è arrivata il 28 febbraio di quest’anno. Gli attacchi statunitensi e israeliani contro le installazioni nucleari iraniane sono stati annunciati un sabato mattina, mentre tutte le principali borse delle materie prime – CME, NYMEX, ICE – erano chiuse. I trader si sono spostati immediatamente sulle piattaforme decentralizzate di future perpetui su petrolio, oro e argento", ha spiegato Grachev.
Quando le sedi tradizionali hanno riaperto, hanno dovuto inseguire livelli di prezzo già fissati on‑chain. Un segnale del cambiamento in atto su dove avviene la formazione primaria dei prezzi.
Un rapporto del FMI sulla finanza tokenizzata, pubblicato questo mese, evidenzia a sua volta che il passaggio agli asset nativamente digitali rappresenta una "riconfigurazione strutturale" dell’infrastruttura finanziaria globale.
Lo studio, firmato da Tobias Adrian, avverte che il regolamento atomico e la programmabilità aumentano in modo significativo l’efficienza del capitale, ma eliminano anche i margini temporali su cui banche e autorità di vigilanza fanno affidamento nei periodi di tensione sui mercati.
Secondo il rapporto, perché questi mercati possano crescere in sicurezza ed evitare una frammentazione pericolosa devono poggiare su un "ancoraggio pubblico" di fiducia, in particolare attraverso l’introduzione di valute digitali di banca centrale (CBDC).
In assenza di questi strumenti di regolamento sovrani, il FMI avverte che l’estrema velocità dei sistemi tokenizzati potrebbe far emergere crisi di liquidità in modo istantaneo, innescando potenzialmente liquidazioni a catena più rapide della capacità di intervento delle autorità.
"L’infrastruttura di mercato che sostiene il trading tokenizzato sempre attivo sta ancora cercando di tenere il passo con la domanda che genera. E questo divario tra capacità del prodotto e prontezza operativa è oggi uno dei rischi più sottovalutati nello spazio", ha dichiarato Grachev a Euronews.
Cosa sono gli asset del mondo reale tokenizzati?
Gli asset del mondo reale, spesso indicati con la sigla RWA nel mondo finanziario, sono in sostanza qualsiasi bene fisico o tradizionale che esiste al di fuori dello spazio digitale della blockchain.
Rientrano in questa categoria l’oro e gli altri metalli, gli immobili, il petrolio e le altre materie prime, oltre a prodotti finanziari come i titoli di Stato e le azioni societarie.
Nel contesto dei mercati moderni, questi asset vengono "tokenizzati". Ciò significa che il loro valore e i relativi diritti di proprietà vengono digitalizzati in un token virtuale su una blockchain. Si può immaginare come una ricevuta digitale, conservata in un registro globale e sicuro, che rappresenta una frazione specifica o la totalità dell’asset.
Larry Fink, CEO di BlackRock, è stato uno dei sostenitori più espliciti di questo cambiamento tecnologico. Nella sua lettera annuale agli investitori del 2026 ha scritto che "la tokenizzazione potrebbe contribuire ad accelerare il futuro aggiornando l’infrastruttura di base del sistema finanziario e rendendo gli investimenti più facili da emettere, scambiare e raggiungere".
Per dare concretezza a questa visione, BlackRock è entrata in modo deciso in questo ambito con il lancio del fondo BUIDL, che tokenizza i Treasury statunitensi su una blockchain pubblica e ha già raggiunto circa 3 miliardi di dollari (2,54 miliardi di euro) di masse in gestione.
Cosa sono i contratti future perpetui?
Un contratto future perpetuo è un modo per scommettere sul prezzo futuro di un asset senza possederlo mai direttamente e, soprattutto, senza doverlo regolare entro una scadenza precisa.
In un contratto future tradizionale si conclude un accordo che deve essere chiuso o rinnovato in una data prestabilita, un po’ come la fine di un contratto di locazione. Un contratto "perpetuo" elimina del tutto questa scadenza e consente di mantenere la posizione potenzialmente all’infinito.
Per tutta la durata del contratto si applica una "funding rate", di norma regolata ogni ora. Questa commissione può essere positiva o negativa, a seconda che prevalgano le posizioni lunghe o corte. Se è positiva, i long pagano gli short; se è negativa, succede il contrario. In questo modo la funding rate agisce come meccanismo di equilibrio.
In sostanza, detenere un contratto future perpetuo equivale a detenere in modo sintetico l’asset sottostante.
Le dimensioni di questo mercato sono già rilevanti: il valore nozionale scambiato a livello globale sui future perpetui supera i 60 miliardi di dollari (50,9 miliardi di euro) al giorno. Man mano che i quadri regolamentari si adeguano, soprattutto negli Stati Uniti, l’afflusso di capitali istituzionali dovrebbe accelerare.
Intervenendo a Euronews, Fabian Dori, Chief Investment Officer di Sygnum, gruppo bancario globale svizzero specializzato in asset digitali, ha spiegato che "l’adozione istituzionale dei future perpetui dipenderà in ultima analisi dall’infrastruttura regolamentare e di custodia che li circonda, oltre che da condizioni di liquidità e di pricing".
Questo nuovo strumento consente ai mercati di restare sempre aperti, perché permette la negoziazione continua anche quando i mercati spot sono chiusi. Ma richiede anche il cosiddetto "regolamento atomico", cioè la necessità che le operazioni siano finanziate e regolate in tempo reale.
Nella finanza tradizionale, il ciclo di regolamento T+1 o T+2 offre un margine temporale. Stabilisce che il trasferimento dei titoli e il pagamento corrispondente siano completati entro 1‑2 giorni lavorativi, dando di fatto ai market maker il tempo per reperire i titoli e gestire il rischio di controparte.
Il regolamento atomico riduce questo intervallo a zero e impone che gli asset siano disponibili prima o esattamente nel momento in cui avviene lo scambio. Questo riduce il rischio di durata della controparte, ma genera picchi di domanda di liquidità molto elevati e improvvisi, che devono essere gestiti con automazione e modelli di tesoreria sofisticati.
Attualmente il regolamento dei contratti future perpetui sulle blockchain avviene interamente tramite stablecoin emesse da soggetti privati, che il FMI considera un rischio nel suo ultimo rapporto.
Per affrontare questo problema, il FMI ha proposto la necessità di un "ancoraggio pubblico" come le CBDC, per offrire un asset di regolamento sicuro e programmabile, emesso da una banca centrale.
Oltre al regolamento, l’infrastruttura dei dati di prezzo resta una criticità centrale. Fornire liquidità 24 ore su 24 richiede oracoli e flussi di dati di alta qualità che non subiscano ritardi e non diventino obsoleti quando i mercati tradizionali chiudono.
"L’infrastruttura dei dati di prezzo è probabilmente la sfida irrisolta più critica nei mercati tokenizzati 24/7. Quando si fornisce liquidità in modo continuo su sedi decentralizzate e regolamentate, la qualità, la latenza e l’affidabilità dei feed di prezzo determinano direttamente il conto economico e il profilo di rischio", ha sottolineato Ioppe a Euronews.
Con l’ingresso della concorrenza regolamentata nello spazio "always‑on", le piattaforme nate nel mondo cripto sono costrette ad alzare i propri standard. L’attuazione del GENIUS Act negli Stati Uniti sta già accelerando la tendenza dei capitali istituzionali a spostarsi verso sedi che offrono sia innovazione sia solide regole di governance.
Andrei Grachev ritiene che, nel lungo periodo, a prevalere saranno gli operatori che adotteranno questi standard.
"Le piattaforme che resteranno rilevanti saranno quelle che useranno questa velocità per migliorare davvero i propri standard, invece di limitarsi a superare la regolamentazione. Con l’aumento degli investimenti istituzionali, l’infrastruttura di compliance determinerà sempre di più quali sedi attireranno capitali significativi e quali no", ha concluso Grachev.