Da Salonicco ai modelli avanzati di Reflection AI e da Patrasso ai processori di Axelera AI: i percorsi degli scienziati greci, il ruolo degli studi e la sfida di far incontrare talento e capitali
Un ingegnere cresciuto a Salonicco è tra i protagonisti di una startup di intelligenza artificiale valutata 25 miliardi di dollari, finita nel radar di NVIDIA. Un altro imprenditore di origini greche contribuisce a trasformare testi in video con l'AI. Un terzo ha cofondato una piattaforma che mette a confronto i modelli di intelligenza artificiale utilizzati da milioni di persone.
Sono tre percorsi diversi, ma raccontano la stessa storia: quella dei talenti greci che stanno conquistando un posto di rilievo nell'industria globale dell'intelligenza artificiale. Ioannis Antonoglou, Anastasis Germanidis e Anastasios Angelopoulos sono tra i nomi di una generazione di imprenditori che ha saputo trasformare competenze scientifiche e tecniche in aziende dal valore miliardario.
Il fenomeno si sviluppa soprattutto negli Stati Uniti, dove si concentrano capitali, laboratori di ricerca e grandi aziende tecnologiche. Ma la Grecia cerca di trarne vantaggio, rafforzando i legami con la propria diaspora e provando a trasformare la fuga dei cervelli in una rete internazionale capace di generare investimenti e opportunità anche nel Paese d'origine.
Reflection AI, la startup greca nel radar di NVIDIA
La storia di Ioannis Antonoglou comincia a Salonicco, dove studia ingegneria elettrica all'Università Aristotele. L'interesse per la programmazione e il calcolo lo porta a lavorare in DeepMind, il laboratorio di ricerca sull'intelligenza artificiale acquisito da Google nel 2014.
Nel 2024 Antonoglou fonda Reflection AI insieme a Misha Laskin, anche lui ex ricercatore di DeepMind. L'azienda sviluppa modelli avanzati di intelligenza artificiale con pesi aperti (open-weight), che possono essere utilizzati e adattati da altri sviluppatori secondo le condizioni di licenza.
L'obiettivo è offrire alle imprese strumenti con cui costruire applicazioni personalizzate, anche per automatizzare attività di programmazione e altre operazioni complesse.
Il 10 ottobre il Financial Times, citando fonti a conoscenza dei colloqui, ha riferito che NVIDIA starebbe valutando un ulteriore investimento nella società oppure una possibile acquisizione. Il colosso dei chip avrebbe già investito 800 milioni di dollari in Reflection AI. Le trattative sarebbero ancora in una fase iniziale e non è detto che portino a un accordo.
La valutazione di 25 miliardi di dollari attribuita alla startup equivale a circa il 9% del prodotto interno lordo greco. Un confronto che dà la misura del valore raggiunto da un'impresa fondata da un ricercatore formatosi in Grecia, ma cresciuta nel cuore dell'industria tecnologica internazionale.
Da Runway. dai testi alla generazione di video
Antonoglou non è un caso isolato. Anastasis Germanidis è cofondatore di Runway, società specializzata nella generazione di video attraverso l'intelligenza artificiale. I suoi strumenti permettono di creare e modificare contenuti audiovisivi a partire da istruzioni testuali e immagini, in un settore che sta trasformando il lavoro di creativi, produttori e professionisti della comunicazione.
L'azienda ha raggiunto una valutazione superiore ai 5 miliardi di dollari, secondo i dati riportati nel profilo della società.
Un altro nome è quello di Anastasios Angelopoulos, cofondatore di Arena, piattaforma che permette agli utenti di confrontare le risposte di diversi modelli di intelligenza artificiale. Attraverso le preferenze espresse dalle persone, il servizio raccoglie valutazioni utili a misurare e classificare le prestazioni dei sistemi.
Arena ha annunciato un finanziamento da 200 milioni di dollari che, secondo quanto riportato dalla stampa economica greca il 9 ottobre, ha portato la sua valutazione a 3,2 miliardi di dollari. Anche Endeavor Catalyst ha partecipato all'investimento.
Il quadro si allarga oltre i modelli generativi. Evangelos Eleftheriou, dopo gli studi in ingegneria elettrica a Patrasso e una carriera in Canada e in IBM, è cofondatore e direttore tecnologico di Axelera AI, azienda attiva nello sviluppo di tecnologie per l'intelligenza artificiale. Il suo percorso comprende anche il riconoscimento ottenuto con il team per il contributo alle tecnologie di archiviazione digitale.
Spyros Xanthos ha invece cofondato Resolve AI, che sviluppa strumenti per individuare e risolvere automaticamente problemi nei sistemi software. Niki Goulimi è tra i fondatori di Tunic Pay, attiva nella prevenzione delle frodi nei pagamenti.
Sono aziende che operano in segmenti differenti, ma hanno un elemento in comune: la capacità di trasformare conoscenze specialistiche in prodotti destinati a un mercato globale.
Endeavor, la rete che collega la diaspora all'economia greca
A osservare da vicino questa crescita è Endeavor Greece, organizzazione che sostiene imprenditori con ambizioni internazionali e li mette in contatto con investitori, consulenti e altri fondatori. La rete globale di Endeavor riunisce migliaia di imprenditori in decine di Paesi.
"Vediamo i greci della diaspora costruire aziende di intelligenza artificiale a livelli che ci hanno impressionato, ci hanno lasciato senza parole", ha dichiarato Panagiotis Karampinis, amministratore delegato di Endeavor Greece, durante la presentazione ad Atene del nuovo fondo Endeavor Catalyst Fund V.
La presenza dell'organizzazione in Grecia risale al 2012, nel pieno della crisi economica. In quegli anni il dibattito pubblico era dominato dalla disoccupazione, dalla fuga dei giovani qualificati e dalla mancanza di prospettive per chi voleva costruire un'impresa.
Oggi la rete punta a mettere in relazione chi ha sviluppato aziende all'estero con chi cerca di far crescere un'attività in Grecia. Il valore non è soltanto finanziario: contano anche l'esperienza maturata nei mercati internazionali, i contatti commerciali e la possibilità di accedere a clienti e partner difficili da raggiungere per una startup agli inizi.
Il portafoglio internazionale di Endeavor comprende anche società come ElevenLabs, specializzata nelle tecnologie vocali e fondata da imprenditori polacchi, e aziende attive nel settore spaziale, tra cui ICEYE, Open Cosmos ed EnduroSat.
Matematica, ingegneria e università: le basi del successo
Come si spiega la presenza di tanti imprenditori greci in un settore altamente specializzato? Per Karampinis, una parte della risposta si trova nella tradizione educativa del Paese.
"Per generazioni, le famiglie greche hanno spinto i figli verso la matematica, la fisica, la chimica. Ora che la tecnologia è diventata più profonda e più orientata alla ricerca, i greci decollano a un ritmo che non abbiamo visto altrove", ha osservato.
Il dato trova un riscontro nelle statistiche sull'istruzione. Secondo il rapporto Education at a Glance 2025 dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), il 30% dei laureati greci nei corsi di primo livello proviene dalle discipline STEM - scienze, tecnologia, ingegneria e matematica - rispetto a una media del 23% nei Paesi dell'organizzazione.
Anche i dati europei mostrano una forte presenza degli studenti greci in queste materie: nel 2023 il 33,7% degli iscritti all'istruzione terziaria in Grecia frequentava corsi STEM, contro il 26,9% nell'Unione europea.
La formazione scientifica, da sola, non basta a creare aziende di successo. Per crescere, una startup ha bisogno di capitali, competenze manageriali, infrastrutture e accesso a mercati internazionali. È proprio su questo passaggio che la Grecia sta cercando di intervenire, dopo anni in cui molti dei suoi professionisti più qualificati hanno trovato all'estero le condizioni migliori per sviluppare le proprie idee.
La Grecia punta sui capitali internazionali
Un segnale del cambiamento arriva dal nuovo Endeavor Catalyst Fund V, fondo internazionale da 320 milioni di dollari destinato a sostenere imprese ad alto potenziale di crescita.
Diciassette investitori greci, tra cui le quattro banche sistemiche del Paese, si sono impegnati a contribuire con 70 milioni di dollari, pari a circa il 22% del capitale complessivo. È la quota più elevata tra le oltre 40 piazze che partecipano al fondo.
L'iniziativa segnala una maggiore disponibilità di capitali greci a sostenere aziende con prospettive internazionali, anche quando le opportunità di crescita si sviluppano oltre i confini nazionali.
Più in generale, secondo il rapporto FWD Greece: Innovation Pulse 2025–2026, in Grecia operano 18 fondi di venture capital e altre 10 piattaforme di investimento che puntano sulle startup. Un sistema ancora chiamato a consolidarsi, ma più articolato rispetto al passato.
L'ambizione è fare in modo che il Paese non sia soltanto un luogo di formazione da cui partono ricercatori e imprenditori, ma anche una destinazione in cui le aziende possano nascere, trovare finanziamenti e crescere.
In questa direzione si inserisce il progetto del Greek Innovation Campus ad Atene, promosso da Endeavor Greece: uno spazio pensato per mettere in relazione imprenditori, ricercatori, investitori e aziende tecnologiche.
La sfida è trasformare il successo internazionale della diaspora in un vantaggio duraturo per l'economia nazionale. Non necessariamente riportando in Grecia tutti i talenti che sono partiti, ma costruendo connessioni capaci di far circolare conoscenze, investimenti e opportunità tra il Paese e i principali centri mondiali dell'innovazione.