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Crisi risolta tra Italia e Spagna: la sospensione dello Spazio Schengen non sarà prolungata

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e la premier italiana Giorgia Meloni
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e la premier italiana Giorgia Meloni -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Fortunato Pinto
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I ministri dell'Interno italiano e spagnolo annunciano che la sospensione dello spazio Schengen introdotta dopo la crisi a Ceuta non sarà prolungata. La soluzione arriva dopo due mesi di alta tensione tra Roma e Madrid

Italia e Spagna hanno concordato la revoca definitiva dei controlli temporanei alle frontiere, ponendo fine alla sospensione dello spazio Schengen tra i due Paesi.

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La svolta è arrivata dopo un cordiale colloquio telefonico tra i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska, programmato in seguito all'incontro a margine del Consiglio europeo tra i Premier Giorgia Meloni e Pedro Sanchez.

Come comunicato dal Viminale in una nota, la decisione è maturata dopo un’attenta analisi della situazione e le sospensioni in vigore non verranno prolungate ulteriormente. La misura sarà accompagnata da un potenziamento dello scambio informativo per garantire la piena sicurezza dello spazio comune europeo, fanno sapere fonti del ministero.

In precedenza, il governo italiano aveva prorogato di sette giorni i controlli nei porti e negli aeroporti per i viaggiatori provenienti dalla Spagna, annunciando un vertice bilaterale per valutarne la revoca. Questa estensione aveva consentito ai controlli italiani di allinearsi per durata a quelli applicati in modo reciproco dalla Spagna, prorogati dal governo spagnolo il 30 settembre almeno fino al 22 ottobre.

Fino alla durata della sospensione, i passeggeri in arrivo da un Paese all'altro, sia in aereo sia in nave, sono stati soggetti a possibili controlli all'arrivo, privando temporaneamente i due Paesi dei benefici della libera circolazione nello spazio Schengen.

Come è scoppiato il caso dei controlli tra Italia e Spagna

L'origine della vicenda risale al mese luglio, quando migliaia di persone sono entrate irregolarmente nell'ex-clave di Ceuta dal Marocco, anche se quasi tutte sono rientrate nell'arco di due giorni.

Il giorno successivo alla crisi, Roma ha annunciato la sospensione temporanea di Schengen con la Spagna, avviando dal primo agosto i controlli sui viaggiatori in porti e aeroporti. Secondo il ministero dell'Interno italiano, si trattava di verifiche mirate rivolte soprattutto ai cittadini provenienti da Paesi esterni all'Unione europea, giustificate con la necessità di rafforzare la protezione delle frontiere europee a garanzia della sicurezza nazionale e per prevenire possibili minacce terroristiche.

La misura ha tuttavia scatenato una forte tensione diplomatica con Madrid, dove la decisione dell'esecutivo italiano è stata accolta molto negativamente.

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha definito il provvedimento "assurdo" e "una vergogno". Una settimana dopo l'iniziativa di Roma, la Spagna ha risposto a sua volta introducendo controlli reciproci per i viaggiatori in arrivo dall'Italia. L'intesa e le misure di cooperazione alternative raggiunte dai due ministri dell'Interno consentono ora di superare i controlli bilaterali rimasti in vigore fino al vertice.

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