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Padre e figlio italiani arrestati in Cisgiordania, il racconto: "Preso e menato nel retro di un furgone"

forze israeliane arrivano a un posto di blocco che impedisce ai palestinesi di raggiungere gli uliveti in Cisgiordania mercoledì 21 ottobre 2026. (AP Photo/Leo Correa)
forze israeliane arrivano a un posto di blocco che impedisce ai palestinesi di raggiungere gli uliveti in Cisgiordania mercoledì 21 ottobre 2026. (AP Photo/Leo Correa) -  Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Arnold Koka
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"Ero con mio padre in una cella lurida, ma almeno ero con lui", ha raccontato Manuel Tartarotti. Con suo padre Alberto è stato arrestato dalla polizia israeliana mentre era in Cisgiordania

La polizia israeliana martedì ha arrestato due cittadini italiani che si trovavano in Cisgiordania per motivi umanitari. Sono Manuel Tartarotti e suo padre Alberto, di 35 e 67 anni, entrambi di Bolzano. Entrambi sono stati accusati di terrorismo e sono stati espulsi dal Paese, secondo il portale altoatesino Salto.bz.

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Padre e figlio sarebbero stati fermati nel villaggio di Khallat Al Dabaa, a Masafer Yatta, nel sud della Cisgiordania. Sono rimasti in stato di detenzione per più di un giorno prima dell'espulsione. Erano arrivati il 18 ottobre al seguito di una carovana umanitaria dell'associazione di volontariato "Youth of Sumud".

"La polizia israeliana ci ha chiesto i documenti, poi hanno preso me e mio padre, ci hanno bendati e ci hanno caricati su un furgone militare", ha dichiarato Manuel Tartarotti a Salto.bz. "Non ci hanno detto dove ci portavano, io sono stato preso e menato nel retro del mezzo. Non sapevo cosa sarebbe successo ed ho avuto paura".

"Siamo stati interrogati, schedati con impronte e dna e tenuti ammanettati fino alla notte. Ero con mio padre in una cella lurida, ma almeno con lui, quindi eravamo tranquilli", ha raccontato.

Per la polizia israeliana i due si trovavano in un'area dichiarata illegale. "Non c'era nessun cartello a indicarlo", ha puntualizzato Manuel. "Siamo andati verso il villaggio e ci siamo seduti su un muretto a guardare da lontano e a filmare" le nuove demolizioni nei villaggi palestinesi, ha spiegato. Più dell'area vietata, a pesare sarebbe l'affiliazione a Youth of Sumud. Gli israeliani definiscono l'organizzazione come "terroristica, cosa che ovviamente non è vera", ha aggiunto Tartarotti.

Per padre e figlio è scattato il divieto di ingresso in Israele per dieci anni.

La versione israeliana

Secondo la versione della polizia israeliana, i due avrebbero partecipato a una raccolta di olive non autorizzata vicino al villaggio di Tuwani.

In un comunicato diffuso dal Times of Israel, le autorità hanno affermato che sarebbero entrati "illegalmente" nell'area e sarebbero affiliati ad Al-Haq, ONG con sede a Ramallah designata da Israele come organizzazione terroristica.

Israele ha inserito Al Haq nella lista delle organizzazioni terroristiche nel 2021, accusandola di avere legami con il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP).

L'IDF ferma 80 volontari che raccoglievano le olive in Cisgiordania

Nella stessa area in cui sono stati arrestati i due Tartarotti, mercoledì l'IDF ha fermato circa 80 volontari statunitensi, israeliani e britannici, impegnati ad aiutare i palestinesi nella raccolta delle olive.

Tra i fermati figurano Brad Lander, candidato democratico al Congresso per lo Stato di New York, diversi rabbini e l'ex vice procuratore generale di Israele. "Stavamo semplicemente raccogliendo delle olive in un uliveto vicino a Nahalin, in Cisgiordania", ha scritto Lander sui social. Il candidato dem ha reso noto su X di essere stato rilasciato.

Sull'accaduto l'IDF ha precisato in una nota che "i palestinesi non hanno presentato alcuna richiesta di coordinamento per la raccolta delle olive nell'area in questione. Di conseguenza, tale attività non risulta sulle mappe di coordinamento della zona".

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