I governi dell'UE hanno concordato l'apertura di altri due capitoli di adesione con l'Ucraina, dopo che l'Ungheria ha ritirato il veto grazie a un accordo sui diritti della minoranza ungherese. Possibile incontro bilaterale tra Zelenskyy e Magyar a Bruxelles entro la settimana
Il Consiglio dell'UE ha concordato di aprire altri due cluster di adesione con l'Ucraina dopo che l'Ungheria ha ritirato il suo veto, portando a quattro su sei il numero totale dei cluster avviati.
La decisione arriva dopo un accordo sui diritti della minoranza etnica ungherese in Ucraina, una richiesta che Budapest avanzava da tempo.
Questa svolta, insieme all'apertura di due nuovi cluster di adesione, potrebbe spianare la strada al primo incontro bilaterale tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro ungherese Péter Magyar a Bruxelles questa settimana, segnando potenzialmente un punto di svolta nelle relazioni tra i due Paesi vicini.
Diplomatici ungheresi e ucraini stanno lavorando per organizzare l'incontro, che potrebbe tenersi a margine del vertice dell'UE, hanno riferito fonti a Euronews. Finora, però, non è stata fissata una data e la riunione non è ancora stata confermata ufficialmente.
Magyar ha evocato la possibilità di vedere Zelensky anche in un'intervista ai media lo scorso fine settimana.
L'Ungheria critica le leggi ucraine su istruzione e lingua sin dalla loro adozione, nel 2015 e nel 2017, sostenendo che limitano l'uso delle lingue delle minoranze nelle scuole.
La controversia ha alimentato ripetute tensioni diplomatiche, con il governo di Viktor Orbán che ha frenato l'avanzamento dell'adesione all'UE da parte dell'Ucraina.
Dalla vittoria elettorale di Magyar ad aprile, il nuovo governo ungherese ha adottato un approccio più pragmatico. Cerca garanzie concrete per la minoranza ungherese, ma al tempo stesso indica di essere disposto a lasciar avanzare il percorso di integrazione europea di Kiev.
A giugno Budapest ha accettato l'apertura dei primi due cluster di adesione, ma ha subordinato ulteriori passi avanti al rafforzamento da parte di Kiev delle tutele giuridiche per la minoranza ungherese in Ucraina.
Dopo i colloqui con la ministra ungherese degli Esteri Anita Orbán, lunedì a Lussemburgo, il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha dichiarato che le due parti hanno concordato i prossimi passi e ha accolto con favore i progressi nell'attuazione degli impegni bilaterali.
Cosa cambia con la nuova legge sulle minoranze?
Una delle disposizioni chiave introduce uno status giuridico speciale per le scuole in cui più della metà degli alunni viene istruita in una lingua minoritaria che è anche lingua ufficiale dell'UE.
Le scuole che soddisfacevano i criteri al momento dell'entrata in vigore della legge mantengono questo status finché almeno il 20% degli studenti continua a studiare in quella lingua.
La legge amplia inoltre l'uso delle lingue minoritarie ammesse nelle attività e nella comunicazione scolastica e aggiunge garanzie per l'insegnamento nella lingua madre quando le scuole vengono riorganizzate o chiuse.
Gli alunni che studiano in lingue minoritarie o indigene ammesse potranno anche chiedere la traduzione delle domande negli esami esterni, ad eccezione delle prove di lingua e letteratura.
Per Kiev è cruciale che l'ucraino resti la lingua dell'istruzione statale. Le nuove norme rafforzano l'educazione nelle lingue delle minoranze senza rovesciare la più ampia politica ucraina di promozione della lingua ufficiale.
Le modifiche si innestano sulle riforme introdotte nel 2023, estendendo le tutele alle minoranze le cui lingue sono lingue ufficiali dell'UE. Il russo resta escluso dal nuovo sistema di garanzie.
Quali sono i punti critici per l'ingresso dell'Ucraina nell'UE
L'apertura di altri due cluster è un nuovo passo nel lungo processo di adesione dell'Ucraina, ma non garantisce l'ingresso nell'Unione. Kiev deve ancora completare ampie riforme e la chiusura di ogni cluster richiede l'accordo unanime degli Stati membri dell'UE.
Anche se le obiezioni dell'Ungheria sembrano superate, altri Paesi dell'Unione potrebbero ancora frenare i progressi.
L'agricoltura si preannuncia come uno dei temi più delicati nei negoziati di adesione dell'Ucraina. Alcuni Stati temono che l'integrazione del vasto settore agricolo ucraino nella Politica agricola comune possa aumentare la pressione sugli agricoltori europei, sui sussidi e sulla concorrenza nei mercati.
Per ora, l'intesa tra Kiev e Budapest rappresenta un risultato diplomatico significativo e chiude una lunga disputa tra i due Paesi confinanti.