Papa Leone XIV ha trascorso una notte tranquilla al Policlinico Gemelli dopo l'asportazione di un tumore al polmone destro. Udienze annullate fino al 20 ottobre, mentre resta da valutare lo svolgimento del viaggio in Sudamerica previsto a novembre
Papa Leone XIV ha trascorso una notte "tranquilla" dopo l'intervento al polmone, ha fatto sapere mercoledì la Sala Stampa Vaticana.
Il papa, 71 anni, si sta riprendendo al Policlinico Gemelli di Roma dopo essersi sottoposto a un intervento per rimuovere un tumore maligno dal polmone destro martedì.
L'intervento è stato "portato a termine con successo, come previsto e nei tempi stabiliti", ha riferito il Vaticano.
Il Papa è rientrato nella sua stanza al decimo piano dell'ospedale, in un reparto vicino all'appartamento papale dove Papa Francesco era stato ricoverato un anno e mezzo fa.
A causa di lavori di ristrutturazione nell'appartamento, Leone XIV è stato ricoverato nell'areain cui sono presenti alle stanze a pagamento o in regime privatistico e spesso riservata a pazienti di cui va protetta la privacy.
L'accesso rimarrà interdetto per tutta la durata del ricovero. Sarà consentito solo con l'autorizzazione della Prefettura della Casa Pontificia e la Gendarmeria vaticana monitorerà gli ingressi e le uscite.
L'intervento
Il Pontefice è stato sottoposto alla resezione chirurgica di un "adenocarcinoma polmonare", un tumore maligno che ha richiesto anche la "rimozione del lobo inferiore del polmone destro", si legge nel bollettino medico diffuso in serata dalla Sala Stampa vaticana.
L'intervento all’Ospedale Gemelli, condotto dal chirurgo Stefano Margaritora, è durato circa tre ore in totale e vi ha assistito Luigi Carbone, il medico del pontefice. L'esame istologico del materiale organico rimosso ha confermato la diagnosi tumorale.
Il comunicato non ha fatto riferimento ad altri trattamenti. Secondo il Vaticano, i medici non stanno ancora prendendo in considerazione la chemioterapia o altre terapie, in attesa di ulteriori esami.
Gli esperti sottolineano che molto dipenderà dallo stadio del tumore e dal fatto che si sia diffuso o meno.
Il Vaticano ha però precisato che il tumore è stato individuato in fase precoce e risulta localizzato, due elementi decisivi per la prognosi.
Il recupero del papa influirà sul viaggio di novembre in Sudamerica?
L'intervento ha sollevato interrogativi sulla possibilità che il Pontefice, nato negli Stati Uniti, riesca a portare a termine il viaggio previsto dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù.
Secondo il Vaticano, la convalescenza dovrebbe durare circa una settimana, con tutte le sue udienze cancellate fino al 20 ottobre.
Resta comunque incerto se il Papa potrà recarsi in Sudamerica il mese prossimo.
In genere gli oncologi consigliano ai pazienti di non volare per tre settimane dopo un intervento chirurgico, il che lascerebbe a Leone appena il tempo necessario per riprendersi prima della partenza.
La visita, destinata a essere la più lunga del suo pontificato finora, prevede oltre 31mila chilometri di viaggio, con 12 voli e due spostamenti in elicottero.
"Ha deciso di sottoporsi all'intervento in tempi brevi per non modificare i suoi piani per i futuri viaggi all'estero, quindi non c'è motivo di preoccuparsi, non si tratta di un'emergenza", ha dichiarato il cardinale di Tokyo Kikuchi Tsutomu, che ha visto il pontefice lunedì.
Questo intervento rappresenta il primo ricovero di Papa Leone XIV da quando è stato eletto, l'8 maggio 2025.
Tradizionalmente il Vaticano è stato molto riservato sulla salute dei papi, ma ha iniziato a essere più trasparente durante il pontificato del suo predecessore, Papa Francesco, che parlava apertamente dei suoi problemi di salute.
Il Pontefice era arrivato al Policlino Gemelli di Roma poco dopo le 13 di martedì, salutando le persone presenti ed entrando a piedi nella struttura, nella quale sono state adottate misure di massima sicurezza.
Ricovero e intervento sono stati programmati rapidamente, dopo l'annuncio della scoperata del nodulo domenica da parte dello stesso Leone XIV.
A dare l'annuncio dell'imminente intervento chirurgico era stato lo stesso Pontefice domenica**,** al termine dell'Angelus in piazza San Pietro.
I messaggi e le preghiere per il Papa
In questi giorni in molti, tra membri del clero, esponenti politici e laici hanno espresso la loro vicinanza al Papa, con l'augurio di una rapida guarigione.
Centinaia di fedeli si sono radunati mercoledì in piazza San Pietro per la messa celebrata dal cardinale filippino Luis Antonio Tagle, a conclusione del summit Amoris Laetitia, dedicata al tema della famiglia.
Tra i presenti i pensieri sono rivolti soprattutto a Papa Leone e alle sue condizioni di salute.
Tagle, decano del Collegio cardinalizio, ha letto l'omelia che era stata preparata dal Pontefice prima del ricovero.
"Mai più ci siano nelle famiglie episodi di violenza, di chiusura e di divisione; chiunque sia stato ferito o scandalizzato venga prontamente confortato e guarito", recita un passo dell'omelia.
"Siamo rimasti tutti colpiti della serenità con cui il Papa ha dato l'annuncio di questo intervento e speriamo che come lui ha detto siamo proprio all'inizio di questa difficoltà e che quindi si possa al più presto risolvere il problema. Siamo fiduciosi e naturalmente lo accompagniamo tutti con la nostra preghiera e con il nostro affetto", ha commentato segretario di Stato vaticano Pietro Parolin.
"Voglio esprimere i miei migliori auguri a Papa Leone a seguito del suo intervento chirurgico di ieri. La sua serenità e forza sono un'ispirazione per tutti noi. Ci auguriamo un suo completo e rapido recupero", ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
"Vorrei far giungere a papa Leone XIV i nostri affettuosi auguri e la nostra più stretta vicinanza", ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, raccogliendo gli applausi dell'aula di palazzo Madama con il suo pensiero dedicato al Pontefice.
"Abbiamo apprezzato la serenità con cui sta affrontando questo momento, insieme alla trasparenza e alla naturalezza con cui ha condiviso la notizia, restituendo un'immagine autentica e umana della propria esperienza", ha affermato Filippo Scianna, presidente dell'Unione Buddhista Italiana.