Martedì il Pontefice sarà ricoverato al policlinico Gemelli, a Roma, dove verrà operato per rimuovere un nodulo al polmone. Tanti i messaggi dai fedeli e gli auguri di una pronta guarigione
Nel giorno del ricovero di Papa Leone XIV sono state adottate le massime misure di sicurezza all'ospedale Gemelli di Roma, dove il Pontefice sarà operato per rimuovere un nodulo polmonare.
A causa di lavori di ristrutturazione nell'appartamento solitamente riservato al capo della Chiesa, Leone XIV alloggerà invece al decimo piano della struttura, nell'area dei solventi. L'accesso rimarrà interdetto per tutta la durata del ricovero. Sarà consentito solo con l'autorizzazione della Prefettura della Casa Pontificia e la Gendarmeria vaticana monitorerà gli ingressi e le uscite.
A dare l'annuncio dell'imminente intervento chirurgico è stato lo stesso Pontefice domenica, al termine dell'Angelus in piazza San Pietro. Il nodulo è stato individuato in una fase iniziale e su indicazione dei medici Papa Leone ha deciso di procedere con l’intervento per rimuoverlo.
Poco prima del ricovero il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha letto un telegramma inviato martedì dal Papa ai partecipanti al convegno alla Pontificia Università Gregoriana "Iustitia et Pax Tutelare e incrementare la pace in questo mondo turbato".
"Desidero far giungere ai partecipanti il mio saluto e il mio augurio per i lavori**. Rivolgo il mio pensiero ai lavori, alle donne e agli uomini impegnati nella ricerca della pace**. Il tema scelto è segno di speranza per l'umanità. È una missione che va coltivata con pazienza".
I messaggi di vicinanza a Papa Leone, Parolin: "Colpiti dalla serenità con cui ha dato l'annuncio"
In queste ore in molti, tra membri del clero e laici hanno espresso la loro vicinanza al Papa, con l'augurio di una rapida guarigione.
"Siamo rimasti tutti colpiti della serenità con cui il Papa ha dato l'annuncio di questo intervento e speriamo che come lui ha detto siamo proprio all'inizio di questa difficoltà e che quindi si possa al più presto risolvere il problema. Siamo fiduciosi e naturalmente lo accompagniamo tutti con la nostra preghiera e con il nostro affetto", ha commentato Parolin.
Il segretario di Stato vaticano ha sottolineato che "è un qualcosa di cui, grazie a Dio, ci siamo accorti subito. E normalmente queste cose quando sono prese in tempo si riescono a risolvere". "Però queste sono, come ha detto il Papa, le sorprese di Dio", ha concluso il cardinale.
Il fratello maggiore di Leone XIV, Louis Prevost, ha invitato i fedeli a includerlo nelle loro preghiere "perché questa operazione vada bene e non ci siano ulteriori complicazioni". Parlando con il Corriere della Sera, Prevost si è detto sicuro "che si riprenderà completamente e che continuerà nella sua missione di guidare la Chiesa cattolica".
"Sono sicuro che le preghiere aiutano", ha aggiunto il fratello del Pontefice, anche lui in ospedale, in Florida, dove sta ricevendo terapie per un cancro.
Anche il presidente della Comunità di Sant'Egidio Marco Impagliazzo ha commentato il ricovero di Leone, sottolineando che il Pontefice "resta nel pieno delle sue funzioni" e che "non c'è nessuna sede vacante o impedita". "Mi ha colpito la trasparenza con cui ha manifestato uno degli aspetti possibili della vita", ha sottolineato il presidente di Sant'Egidio.
"Molti papi si sono ammalati e addirittura sono stati operati nel Palazzo Apostolico, come Paolo VI alla prostata in una sala improvvisata. Dall'attentato a Giovanni Paolo II in poi si è deciso di andare al Gemelli, che significa uscire dal Vaticano e chiedere ospitalità all'Italia. Al di là dello spazio per i collaboratori e per la gendarmeria, il Papa è diventato un paziente come gli altri. E Leone XIV continua così", ha aggiunto Impagliazzo, dicendosi pronto ad accogliere il Pontefice ad Assisi il 27 ottobre, per il 40esimo anniversario dell'incontro interreligioso per la pace fondato da Giovanni Paolo II.