Un pacchetto di emendamenti alla legge sulla tutela dei minori, approvato martedì dal Parlamento di Budapest, abroga una serie di normative anti-Lgbtq+ approvate in precedenza da Victor Orbán
La maggioranza di governo in Ungheria ha approvato una proposta di legge che modifica contemporaneamente sei norme. Con l'obiettivo, tra le altre cose, di tutelare i minorenni, imporre un giro di vite sui contenuti diffusi online, limitare la pubblicità politica e commerciale nei luoghi pubblici. Il pacchetto è stato approvato con 139 voti a favore e 51 contrari, mentre i gruppi di opposizione hanno respinto il testo.
Il primo ministro Péter Magyar ha criticato duramente la decisione dei partiti di opposizione Fidesz e Mi Hazánk di votare contro.
L'elemento più atteso e più rilevante della riforma riguarda la situazione dei neonati lasciati in ospedale. In base alle nuove norme, entro al massimo 8 giorni dalla segnalazione l'autorità tutelare dovrà effettuare la valutazione del caso e predisporre un piano di intervento per i piccoli che sono ormai sani dal punto di vista medico ma restano in istituto per motivi sociali. L'obiettivo è porre fine alla prassi per cui, a causa della lentezza della burocrazia, i neonati passano mesi nei reparti ospedalieri.
Il pacchetto introduce poi restrizioni alle pubblicità commerciali e politiche che risultino dannose per lo sviluppo della personalità dei minori nei luoghi pubblici, così come a quelle che provochino paure ingiustificate o un carico psicologico eccessivo. Parallelamente si inaspriscono le regole sui contenuti veicolati dai media: in futuro i fornitori dovranno applicare criteri più severi per la classificazione per fasce d’età, in particolare per le trasmissioni pornografiche o che mostrano violenze sessuali.
Nella motivazione della proposta si ricorda che, in base alla Costituzione ungherese, ogni bambino ha diritto alla protezione e alle cure necessarie per un adeguato sviluppo fisico, mentale e morale.
Eliminate le normative anti-Lgbtq+
Abrogate inoltre le restrizioni contro la comunità Lgbtq+ introdotte dal precedente governo nel 2021, dando seguito a una precedente sentenza di condanna della Corte di giustizia dell’Unione europea. Viene eliminato così l'obbligo imposto alle librerie di avvolgere i volumi che trattano l’omosessualità o il cambiamento di sesso.
Le organizzazioni della società civile potranno di nuovo tenere nelle scuole, senza sanzioni, programmi di informazione e sensibilizzazione, mentre nei media verranno alleggerite le regole di classificazione che riguardano le produzioni con personaggi omosessuali. Inoltre, la misura rimuove l’ostacolo giuridico allo sblocco di diversi miliardi di euro di fondi dell’Unione europea congelati in passato a causa delle clausole discriminatorie.
La Commissione europea accoglie con favore l’esito del voto
La Commissione europea ha accolto con favore l’esito della votazione parlamentare e, a nome dei commissari Michael McGrath e Hadja Lahbib, ha reagito così all’approvazione della modifica della legge sulla protezione dei minori: "I diritti delle persone Lgbtq+ sono diritti fondamentali nell’Unione europea. Oggi accogliamo con favore il fatto che l’Assemblea nazionale ungherese abbia approvato una legge che abroga le disposizioni contro le persone Lgbtq+ introdotte dal precedente governo. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha già stabilito che tali disposizioni violavano il diritto dell'Ue".
Dopo l’approvazione della proposta di modifica della legge sulla protezione dei minorenni, diversi partiti di opposizione hanno presentato formali proteste contro la decisione del Parlamento.
Mi Hazánk chiede al capo dello Stato di non promulgare le nuove norme
Il movimento Mi Hazánk si rivolgerà con una lettera al capo dello Stato, chiedendo a Baka András di non promulgare il pacchetto di leggi approvato. Lo ha confermato ai giornalisti in Parlamento, dopo la decisione di martedì, la vicepresidente del partito e vicecapogruppo, Dúró Dóra.
La stessa dirigente ha definito scandaloso che "il gruppo parlamentare Tisza, sotto la pressione dell’Unione europea, abbia modificato la legge nell’interesse dei pedofili" e consentito il ritorno delle "organizzazioni lobbistiche Lgbtq nel sistema educativo".
Fidesz: la modifica "mascherata da protezione dei minori" è la "legge di genere" del governo Tisza
Per il gruppo parlamentare di Fidesz si tratta di una "legge di genere" del governo Tisza. Proprio il partito dell'ex premier Orbán aveva bandito i temi Lgbtq+ dalle scuole. Ora si punta, secondo lo stesso Fidesz, a "mettere in discussione l’identità corrispondente al sesso di nascita, e a promuovere il cambio di sesso o l’omosessualità".
Il movimento conservatore ha attaccato attaccato duramente il governo, affermando che quest'ultimo si sarebbe "schierato dalla parte dei pedofili invece che da quella delle famiglie ungheresi". In un comunicato, ha ricorda che il governo precedente ha introdotto un registro dei pedofili che permetteva ai genitori un accesso diretto per verificare le persone in contatto con i loro figli. Ora la norma rende inaccessibile il database: i genitori dovranno rivolgersi all’autorità competente per ottenere informazioni.
Anche il Partito Popolare Cristiano Democratico si è allineato a Fidesz, parlando di normativa mascherata da protezione dei minori e ribadendo la contrarierà alla promozione di contenuti Lgbtq+ nelle scuole e nei mezzi d'informazione.