Il parlamento ucraino ha approvato una legge sui diritti delle minoranze, attenuando un'antica disputa con l’Ungheria. I diplomatici prevedono che Budapest approvi due capitoli per la sua adesione all'UE già martedì e che il premier Péter Magyar incontri Volodymyr Zelensky a Bruxelles giovedì
Il parlamento ucraino ha approvato lunedì una legge che rafforza i diritti delle minoranze, attenuando tensioni di lunga data con l’Ungheria e aprendo la strada perché Kiev possa far avanzare i negoziati di adesione all’UE.
La normativa, approvata da 266 dei 450 deputati della Verkhovna Rada, rafforza le tutele per l’uso delle lingue minoritarie nelle scuole e negli eventi culturali.
I diritti dei circa 100mila ungheresi di etnia magiara che vivono nella regione ucraina della Transcarpazia hanno incrinato per anni i rapporti tra Budapest e Kiev.
Il precedente governo ungherese, guidato dall’ex primo ministro Viktor Orbán, aveva bloccato dal 2023 i progressi nei negoziati di adesione dell’Ucraina all’UE proprio a causa di questa disputa.
A giugno il nuovo primo ministro Péter Magyar ha concordato con l’Ucraina un piano d’azione in 11 punti e ha revocato il veto dell’Ungheria sull’apertura dei primi due gruppi negoziali.
Budapest ha però subordinato ulteriori passi avanti all’adozione formale da parte di Kiev della legislazione sui diritti delle minoranze.
Dopo il voto di lunedì, i diplomatici si aspettano che l’Ungheria approvi l’apertura di altri due gruppi negoziali, dedicati al mercato interno e alla competitività, in una conferenza intergovernativa in programma martedì.
A che punto stanno i rapporti tra Ungheria e Ucraina
Questo passo avanti potrebbe anche aprire la strada al primo incontro bilaterale tra Peter Magyar e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Nel fine settimana Magyar ha dichiarato che i due leader potrebbero incontrarsi giovedì, in occasione del vertice del Consiglio europeo a Bruxelles.
Un precedente incontro era stato rinviato dopo che Magyar aveva subordinato i colloqui ai progressi sui diritti delle minoranze.
I rapporti tra Ungheria e Ucraina si sono deteriorati bruscamente sotto Orbán, il cui governo si è scontrato ripetutamente con Kiev e ha ostacolato la richiesta di adesione del Paese all’UE.
Orbán ha inoltre condotto una campagna elettorale fortemente anti-ucraina, presentando Kiev come una minaccia per la sicurezza europea.
Dopo la sua schiacciante vittoria elettorale ad aprile, Magyar, insediatosi a maggio, ha promesso un approccio più pragmatico nei confronti dell’Ucraina.
Ma le tensioni sono riemerse a settembre, quando si è scontrato con il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha sulla partecipazione dell’Ungheria al summit dei Carpazi voluto da Zelensky, pensato per rilanciare lo sviluppo della regione.
Magyar ha criticato l’Ucraina per aver indicato l’Ungheria tra i Paesi partecipanti senza il suo consenso, mentre Sybiha lo ha accusato di riprendere la retorica di Orbán.