In Lituania i bambini imparano a costruire e programmare droni. Progetti simili esistono anche in Germania. Ma cosa c'è dietro queste lezioni?
Saper programmare un drone prima ancora di entrare alle superiori. In Lituania, a Vilnius, i droni sono entrati nelle aule scolastiche: bambini e ragazzi imparano a costruirli, programmarli e pilotarli, affrontando percorsi a ostacoli e sfide di volo. L'obiettivo non è prepararli alla guerra, ma avvicinarli alle tecnologie che potrebbero ridisegnare il mercato del lavoro.
Al Sietuvos Progymnasium, scuola frequentata da alunni dai sei ai 14 anni, i piccoli velivoli senza pilota sono ormai parte delle attività didattiche. Accanto a matematica, lingua lituana ed educazione fisica, gli studenti sviluppano competenze di programmazione, progettazione e comprensione dei principi fisici alla base del volo.
Un approccio che può sorprendere in un momento in cui i droni sono associati soprattutto ai conflitti armati e alle minacce ibride, dagli attacchi russi contro l'Ucraina agli episodi che coinvolgono infrastrutture europee. Ma, nel progetto scolastico di Vilnius, la prospettiva è un'altra.
Dalla programmazione alla robotica: perché i droni entrano nelle scuole
"Non si tratta in modo specifico di pilotare droni", spiega il vicesindaco di Vilnius Vytautas Mitala. Il pilotaggio è soltanto una parte del percorso: a contare sono soprattutto la programmazione, la progettazione e la comprensione delle mappe del territorio e dei principi fisici che regolano il funzionamento dei velivoli.
Il progetto punta sulle competenze STEM, acronimo che comprende scienze, tecnologia, ingegneria e matematica, oltre che sulle abilità digitali. L'obiettivo è avvicinare i ragazzi a discipline tecniche che possono aprire nuove opportunità professionali.
Il programma dedicato ai droni è rivolto soprattutto agli studenti dalla quinta classe, intorno agli undici anni. Le basi della programmazione, tuttavia, vengono introdotte già dalla prima classe, così che i bambini possano arrivare alla costruzione dei primi velivoli con una preparazione iniziale.
Nel sistema scolastico lituano, spiega Mitala, il 70 per cento delle ore è destinato ai contenuti obbligatori del curriculum, mentre il restante 30 per cento può essere organizzato autonomamente dagli insegnanti. È in questo spazio che le scuole possono sviluppare percorsi specifici come quello dedicato ai droni.
Per il vicesindaco, prima si stimola la curiosità dei bambini verso la tecnologia, maggiori sono le possibilità che decidano di approfondirla negli anni successivi. Per questo, sostiene, è importante mostrare loro fin da piccoli quali opportunità offrono questi strumenti.
Il programma si basa su materiali didattici già disponibili, ma non è ancora diffuso in tutte le scuole. A Vilnius soltanto una parte degli istituti pubblici è pronta a inserirlo stabilmente nel piano di studi; altri utilizzano singoli elementi durante le lezioni ordinarie o nelle attività extracurriculari.
Lituania, i droni come investimento nell'economia del futuro
L'introduzione dei droni nelle scuole non nasce da un progetto di militarizzazione, sottolinea Mitala. La priorità è preparare le nuove generazioni a comprendere tecnologie sempre più presenti nell'economia e nella vita quotidiana.
Vilnius punta a rafforzare la propria posizione in settori ad alto contenuto tecnologico, dalle biotecnologie alla produzione di semiconduttori. Ambiti nei quali sono necessarie competenze scientifiche e digitali che, secondo il vicesindaco, devono essere sviluppate molto prima dell'ingresso nel mondo del lavoro.
Il confronto con le imprese ha evidenziato proprio questa esigenza. Avvicinare gli studenti alle discipline tecniche soltanto nell'ultimo anno di scuola rischia di essere troppo tardi: la curiosità deve nascere prima, attraverso esperienze pratiche e attività capaci di mostrare le applicazioni concrete della tecnologia.
Nel lungo periodo, l'amministrazione di Vilnius vorrebbe estendere il progetto ad altre scuole e costruire un percorso continuativo, dalla prima alla dodicesima classe. L'ambizione è trasformare le attività sui droni da iniziative circoscritte in una componente stabile dell'educazione tecnologica.
Gare di volo e percorsi a ostacoli: come si svolgono le lezioni
Durante una visita al Sietuvos Progymnasium, organizzata nell'ambito di un viaggio stampa promosso dall'ufficio baltico della fondazione tedesca Friedrich-Naumann, Euronews ha assistito a una lezione dedicata ai droni.
L'attività comincia in aula, dove computer, stampanti 3D e velivoli vengono utilizzati per studiarne la struttura e imparare le procedure da seguire prima del decollo. Gli studenti devono verificare le condizioni dell'ambiente, controllare il dispositivo e la batteria e assicurarsi che lo spazio di volo sia libero da ostacoli. Il drone può partire soltanto dopo aver ricevuto il permesso dell'insegnante.
Poi la lezione si sposta in palestra. Qui gli alunni affrontano un percorso delimitato da cerchi, scatole e altri ostacoli, cercando di completarlo nel minor tempo possibile senza perdere il controllo del velivolo.
La competizione fa parte anche dei cosiddetti "giochi dei droni", organizzati dal Sietuvos Progymnasium e aperti ad altre scuole della capitale. Nell'ultimo anno scolastico sono stati invitati a partecipare 33 istituti di Vilnius.
Tra i protagonisti ci sono Matas e Kasparas, entrambi quattordicenni, che hanno conquistato il secondo posto nell'ultima edizione. Matas racconta di aver iniziato a frequentare il corso tre anni fa. Imparare a pilotare non è stato immediato: per raggiungere il livello attuale sono serviti tempo ed esercizio. Ora vorrebbe cimentarsi con un drone più grande, una sfida che considera più complessa per via dei movimenti necessari a controllarlo.
Dalla Lituania alla Germania: i droni arrivano anche nelle scuole europee
Le lezioni sui droni non sono un'esclusiva lituana. Anche in Germania alcuni istituti hanno introdotto attività che combinano costruzione, stampa 3D, programmazione e pilotaggio.
Alla Geschwister-Scholl-Gesamtschule di Dortmund, per esempio, gli studenti dell'ottava classe hanno partecipato al progetto "Oggetti volanti del futuro", progettando e costruendo i propri droni fino alla programmazione dei dispositivi.
Al Limes-Gymnasium di Welzheim, circa 40 chilometri a est di Stoccarda, gli alunni dalla classe ottava alla dodicesima possono invece imparare a programmare e pilotare droni per ambienti chiusi, coordinando anche manovre che coinvolgono più velivoli. È il principio alla base degli sciami di droni. Il laboratorio comprende inoltre lo studio dei sensori, della stabilizzazione del volo e della struttura tecnica dei dispositivi, oltre alla realizzazione di progetti video con riprese aeree degli eventi scolastici.
La diffusione di queste attività pone però una questione concreta: come finanziarle e renderle accessibili a un numero maggiore di studenti?
In una dichiarazione inviata a Euronews, il ministero federale tedesco per l'Istruzione, la Famiglia, gli Anziani, le Donne e i Giovani spiega che i droni programmabili dotati di sensori possono essere utilizzati, come i robot, nelle lezioni di robotica e nelle materie STEM, che comprendono matematica, informatica, scienze naturali e tecnologia.
L'acquisto e l'utilizzo dei dispositivi devono però rispondere a obiettivi didattici concreti e rispettare le regole del DigitalPakt Schule e dei singoli Länder, i governi regionali tedeschi. Il programma federale e regionale sostiene la digitalizzazione degli istituti, anche attraverso l'acquisto di attrezzature e materiali didattici digitali. I droni possono rientrare tra gli strumenti finanziabili se il loro impiego rispetta i requisiti previsti.
In Germania, inoltre, progetti dedicati alle discipline STEM ricevono sostegno da amministrazioni pubbliche, imprese e fondazioni. Il ministero precisa tuttavia di non disporre di una panoramica completa di tutte le iniziative esistenti.
Dalla Lituania alla Germania, il principio è lo stesso: imparare a usare i droni non significa soltanto saperli pilotare, ma capire come funzionano le tecnologie che li rendono possibili. E trasformare questa curiosità in competenze che potrebbero rivelarsi decisive per i lavori di domani.