In vista dell'importante vertice ONU, migliaia di manifestanti hanno sfilato per le vie di Bruxelles chiedendo misure più incisive contro il cambiamento climatico. Perché la UE guarda con poche illusioni alla COP31 del mese prossimo?
Decine di migliaia di persone hanno sfilato domenica per la capitale belga, Bruxelles, fino alla sede dell'UE, per chiedere un'azione più incisiva contro il cambiamento climatico, in vista di un importante vertice ONU. Le ondate di calore record registrate in Europa questo mese hanno alimentato i timori per l'impatto del cambiamento climatico di origine antropica sul continente.
Delegati da tutto il mondo si riuniranno il mese prossimo nella località turistica turca di Adalia per il consueto vertice annuale sul clima COP. Ma nessuno si aspetta che l'incontro produca svolte significative, dato che gli Stati Uniti sotto la guida di Donald Trump si sono sfilati dal processo e la spinta in Europa si sta indebolendo.
Cosa chiedono i manifestanti per il clima della marcia a Bruxelles
La protesta di domenica è stata organizzata da Climate Coalition, in collaborazione con altri gruppi, tra cui Groen, il partito verde delle Fiandre.
Climate Coalition ha indicato cinque richieste principali:
- eliminare gradualmente i sussidi alle fonti fossili e tassare il settore dei combustibili fossili,
- aumentare le aree verdi,
- garantire una transizione climatica equa,
- rafforzare il sostegno a cittadini e imprese per abbandonare i combustibili fossili
- promuovere una maggiore cooperazione internazionale nella lotta al cambiamento climatico.
Il presidente del Partito Verde nelle Fiandre e a Bruxelles, Aimen Horch, ha spiegato a Euronews che le richieste sono rimaste le stesse, ma il senso di urgenza non è mai stato così forte.
Il Belgio, come molti altri Paesi europei, ha registrato un aumento senza precedenti di decessi in eccesso durante le ondate di calore estreme che hanno attraversato il continente quest'estate.
"Le persone sono morte davvero per il caldo. Sentivano che le condizioni delle loro case rendevano impossibile dormire di notte. Hanno visto gli incendi nelle Hautes Fagnes, una delle aree naturali più importanti del Paese, e hanno visto che il governo non interveniva", ha dichiarato Horch.
Molti partecipanti alla marcia, tra cui lo stesso Horch, hanno espresso frustrazione per la mancanza di azione da parte dei politici, mentre gli obiettivi climatici sembrano perdere priorità nell'agenda politica e molti governi riducono le loro ambizioni.
"Dobbiamo lottare al Parlamento europeo e qui in Belgio per fare in modo che il clima resti in cima all'agenda, perché l'urgenza non è scomparsa. Le ondate di calore non sono scomparse. L'impatto del cambiamento climatico sulla vita quotidiana delle persone non è scomparso".
La polizia ha stimato in 45.000 i partecipanti alla marcia, l'ultima di una serie organizzata a Bruxelles. Gli organizzatori parlano invece di circa 60.000 persone.
"C'è una grande preoccupazione nella popolazione, non solo tra i manifestanti di oggi", ha affermato l'economista Etienne de Callatay, presente alla marcia.
"L'ondata di caldo estremo che abbiamo vissuto quest'estate è qualcosa di cui tutti si sono accorti. I politici non dovrebbero temere ripercussioni elettorali se prendono misure coraggiose sulle questioni ambientali".
Aurore Schreiber, che lavora per una ONG di cooperazione allo sviluppo, ha detto di aver partecipato con la sua famiglia "affinché i politici si sveglino e ascoltino il messaggio dei cittadini".
"Dobbiamo ascoltare le richieste dei giovani e delle persone più vulnerabili", ha aggiunto. "Abbiamo bisogno di catene di approvvigionamento più verdi e più eque, che tengano conto delle condizioni e dei salari dei lavoratori".
Perché la UE ha basse aspettative per la COP31
Dopo aver visto svanire in Brasile, lo scorso anno, le speranze di un accordo più ambizioso, l'Unione europea guarda con poche illusioni alla COP31 del mese prossimo.
Con il presidente Donald Trump, scettico sul clima, che ha ritirato gli Stati Uniti dai negoziati, gli sforzi internazionali per contrastare il riscaldamento globale avevano già subito un duro colpo.
Ma ora la situazione appare ancora meno promettente, perché l'impennata dei prezzi dell'energia ha messo i grandi produttori di petrolio e gas in una posizione di forza, rendendoli meno inclini a discutere l'abbandono dei combustibili fossili.
L'UE rivendica di restare il leader mondiale nell'azione per il clima ed è il principale donatore internazionale in questo ambito.
Ma il blocco si presenta alla COP dopo aver recentemente annacquato la propria legislazione ambientale.
Nel tentativo di competere con Cina e Stati Uniti, Bruxelles ha adottato un orientamento sempre più favorevole alle imprese.
L'esempio più recente risale al mese scorso, quando la Commissione ha proposto di rinviare di un anno, dal 2027 al 2028, l'entrata in vigore di una legge sul metano, un gas serra estremamente inquinante.