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Germania: svolta sulla tassa sullo zucchero, coalizione di governo trova accordo da luglio 2027

Lattine di Coca-Cola in vendita il 24 aprile 2022 in un negozio di alimentari a Uniontown, nello Stato americano della Pennsylvania.
Lattine di Coca-Cola sono esposte in vendita il 24 aprile 2022 in un negozio di alimentari a Uniontown, nello Stato americano della Pennsylvania. -  Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Nela Heidner
Pubblicato il
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Dopo settimane di scontro, la coalizione nero-rossa sembra avere trovato un compromesso: dal 1º luglio 2027 tassa sullo zucchero per aziende con oltre 1 milione di litri di bevande zuccherate l’anno. Prevista anche una tassa sulla plastica

In origine era previsto un avvio anticipato, ma all'interno del governo federale c'erano forti divergenze sia sull'entità del prelievo sia sui prodotti interessati. Con l'intesa ora annunciata sembra almeno risolto uno dei principali punti di scontro e da metà del prossimo anno entrerà in vigore la cosiddetta "tassa sullo zucchero", scrive il quotidiano Bild.

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Una soglia di un milione di litri

Il compromesso ora reso noto prevede di limitare la tassa alle aziende che imbottigliano più di un milione di litri all'anno. In questo modo i piccoli produttori di bevande potrebbero essere esentati dal prelievo.

La norma attenuerebbe soprattutto le preoccupazioni su quanto le piccole e medie imprese verrebbero appesantite da ulteriori obblighi fiscali e burocratici.

Resta però aperta la questione delle aliquote effettive e di come verrà calcolata in dettaglio la soglia di imbottigliamento. Anche le esenzioni definitive da inserire nella legge devono ancora essere definite.

Il ministro federale delle Finanze, Lars Klingbeil (SPD), aveva inizialmente proposto un modello progressivo, in cui il livello dell'imposta dipendeva dal contenuto di zucchero della bevanda.

La bozza prevedeva un prelievo di 26 centesimi al litro per un tenore di zucchero da cinque a meno di sette grammi per 100 millilitri, 32 centesimi da sette a meno di dieci grammi e 38 centesimi a partire da dieci grammi.

Non è ancora confermato se questa articolazione resterà invariata nel compromesso finale.

Secondo le informazioni di Bild, sui limiti del contenuto di zucchero ha prevalso l'Unione rispetto al ministro delle Finanze Lars Klingbeil (SPD). Restano dunque le due fasce di imposta raccomandate dalla commissione per la riforma dell'assicurazione sanitaria obbligatoria.

L'Unione aveva vincolato l'accordo all'accoglimento di tali indicazioni. Il ministero delle Finanze aveva invece proposto tre fasce, con limiti più bassi e aliquote più elevate. Klingbeil su questo punto avrebbe ceduto.

L'industria delle bevande chiede ancora lo stop

L'intesa arriva in un momento in cui l'industria delle bevande e degli alimenti ha nuovamente inasprito la sua opposizione alla tassa proposta.

All'inizio di ottobre sei associazioni di categoria hanno chiesto di abbandonare definitivamente il progetto. Tra queste figurano la Bundesvereinigung der Deutschen Ernährungsindustrie (BVE), la Wirtschaftsvereinigung Alkoholfreie Getränke (wafg), il Verband Deutscher Mineralbrunnen, il Verband der deutschen Fruchtsaft-Industrie, il Deutsche Brauer-Bund e il Verband Private Brauereien Deutschland.

Le associazioni avvertono del rischio di prezzi più alti per i consumatori, di ulteriori costi burocratici e di un calendario, a loro avviso, troppo stretto. Le imprese dovrebbero eventualmente adeguare ricette, processi produttivi, imballaggi, sistemi di fatturazione e contratti di fornitura alle nuove regole. Per farlo, sostengono, serve un periodo di preparazione sufficiente.

Alla fine di settembre il Lebensmittelverband Deutschland ha criticato il fatto che la bozza di legge allora in discussione partisse esplicitamente dall'ipotesi che la tassa inciderebbe sui prezzi al consumo e verrebbe trasferita ai clienti finali. L'associazione ha inoltre richiamato l'attenzione sui costi aggiuntivi per la pubblica amministrazione e per l'istituzione di nuove procedure fiscali.

Le sigle mettono in dubbio anche l'utilità sanitaria della tassa e avvertono di ulteriori oneri per consumatori e imprese.

Con la data di avvio ora fissata al 1º luglio 2027, le aziende avranno sì più tempo rispetto a un'entrata in vigore a inizio anno, ma è improbabile che ciò basti a dissipare le critiche del settore.

Prezzi più alti per coca cola e limonata?

Se e in che misura la tassa verrà trasferita sui consumatori dipenderà, tra l'altro, dalle aliquote definitive e dalle scelte di prezzo di produttori e rivenditori. Non è ancora possibile quantificare con precisione un aumento automatico dei prezzi di un certo importo.

Nella bozza del ministero delle Finanze discussa in precedenza erano previsti prelievi fino a 38 centesimi al litro. Se fossero interamente trasferiti sui consumatori, l'effetto su alcune bevande sarebbe sensibile: per una bottiglia da 1,5 litri, il prelievo massimo ipotizzato corrisponderebbe, a livello teorico, a 57 centesimi. Si tratta del peso fiscale calcolato sulla base di quella bozza, non di un aumento di prezzo alla cassa già confermato.

Tutela della salute o nuova fonte di entrate?

I sostenitori della tassa sullo zucchero sostengono che un'imposta più alta sulle bevande molto zuccherate potrebbe spingere a ridurne il contenuto di zucchero.

I produttori potrebbero modificare le ricette, mentre i consumatori potrebbero orientarsi maggiormente verso alternative meno zuccherate. Nel lungo periodo questo dovrebbe contribuire a contrastare sovrappeso e malattie legate all'alimentazione.

L'Ordine dei medici tedesco, al contrario, all'inizio di ottobre si è espresso a favore di una rapida introduzione del prelievo progressivo. Vi vede un possibile strumento per ridurre il consumo di bevande molto zuccherate e contrastare "abitudini alimentari dannose per la salute".

I critici ribattono che una tassa di questo tipo non porta automaticamente a un'alimentazione più sana. Avvertono che a prevalere potrebbero essere soprattutto le entrate aggiuntive per lo Stato. Resta inoltre decisiva, per la concreta definizione della misura, la domanda su quanto i produttori ridurranno davvero il contenuto di zucchero dei loro prodotti.

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) annovera le tasse sulle bevande zuccherate tra gli strumenti di politica sanitaria utilizzati a livello internazionale.

L'accordo non chiude del tutto il contenzioso

Negli ultimi mesi il dibattito sulla tassa sullo zucchero è diventato un tema di scontro all'interno della coalizione. Mentre Klingbeil insisteva sull'introduzione, da parte dell'Unione e della Cancelleria arrivava resistenza, in particolare sulle aliquote e sulle modalità di applicazione.

All'inizio di ottobre la bozza di allora aveva inizialmente suscitato critiche ed è dovuta essere rivista.

Con il compromesso ora raggiunto, la decisione politica di introdurre un prelievo sulle bevande zuccherate sembra confermata. Decisivo sarà ora capire come il governo federale tradurrà l'intesa in un testo di legge concreto.

I dolcificanti, secondo lo stato attuale della discussione, dovrebbero rimanere esclusi dalla tassa sullo zucchero. Anche i dolcificanti, però, non sono esenti da controversie sotto il profilo sanitario: l'Organizzazione mondiale della sanità avverte di possibili rischi a lungo termine e richiama studi che indicano legami con il diabete di tipo 2 e con le malattie cardiovascolari. Inoltre, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro della OMS ha classificato l'aspartame come "possibilmente cancerogeno", anche se finora non è stato dimostrato un "nesso causale".

Secondo le informazioni disponibili, la tassa sullo zucchero dovrebbe entrare in vigore il 1º luglio 2027.

In arrivo anche la tassa sulla plastica

In aggiunta, il governo federale prevede da luglio 2027 una tassa sugli imballaggi in plastica. La bozza di legge fissa un prelievo di 550 euro per tonnellata di plastica; le plastiche riciclate potranno beneficiare di agevolazioni fiscali previa richiesta. Il ministero delle Finanze stima entrate aggiuntive per 670 milioni di euro nel 2027 e 1,505 miliardi di euro nel 2028.

Otto associazioni economiche e organizzazioni, tra cui il Handelsverband Deutschland (HDE), il Bundesverband der Deutschen Entsorgungs-, Wasser- und Kreislaufwirtschaft (BDE) e la Deutsche Zoll- und Finanzgewerkschaft (BDZ), chiedono invece alla ministra della Cancelleria, Nina Warken (CDU), di fermare l'iter legislativo: criticano la procedura accelerata prevista e domandano un processo trasparente e aperto nei risultati.

Come già per la tassa sullo zucchero, la bozza dovrebbe essere trasmessa direttamente ai gruppi parlamentari di CDU/CSU e SPD come "testo di formulazione" per velocizzare l'iter. Secondo le associazioni, vista la portata di una nuova imposta sui consumi, ciò non sarebbe appropriato, si legge in una loro lettera alla Cancelleria.

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