Il copilota omanita era stato in precedenza sospeso dalle attività di volo in Oman per le sue posizioni estremiste
Il copilota di un volo Flydubai avrebbe tentato di provocare deliberatamente un disastro aereo, con l'obiettivo di schiantare il velivolo contro l'aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv e causare il maggior numero possibile di vittime. È quanto emerge dalle conclusioni dell'indagine diffuse dal procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti e riprese dai media statali.
L'episodio risale al 30 settembre, quando il copilota, un cittadino omanita, avrebbe aggredito il comandante durante il volo. Secondo gli investigatori, l'uomo si sarebbe ispirato agli attentati dell'11 settembre 2001, quando Al-Qaeda dirottò quattro aerei di linea negli Stati Uniti, lanciandone due contro le Torri Gemelle di New York e uno contro il Pentagono.
L'aggressione in cabina e la lotta per riprendere il controllo
La situazione a bordo è precipitata quando l'aereo ha perso improvvisamente circa 5.000 metri di quota. Alcuni passeggeri hanno raccontato di essere intervenuti direttamente nella cabina di pilotaggio per aiutare a riprendere il controllo del velivolo.
Il comandante, di nazionalità indiana, è stato ferito dal copilota, che lo avrebbe aggredito con un'ascia. Nonostante le ferite, il pilota è riuscito ad aprire la porta della cabina, permettendo ai passeggeri e agli altri membri dell'equipaggio di intervenire e immobilizzare l'aggressore.
Il volo ha quindi effettuato un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita. A bordo si trovava un numero consistente di cittadini israeliani, che si sono ritrovati coinvolti in una situazione potenzialmente catastrofica.
I controlli sul copilota e le domande sulla sicurezza
Nelle conclusioni diffuse alla stampa, il procuratore generale degli Emirati ha precisato che, al momento dell'assunzione, il copilota risultava in possesso dei requisiti professionali e di sicurezza richiesti.
"Le indagini hanno accertato che il copilota soddisfaceva i requisiti professionali e di sicurezza per l'assunzione, tra cui il possesso della licenza di pilota, la presentazione di un certificato di buona condotta e il superamento dei controlli richiesti", si legge nella ricostruzione.
La vicenda solleva interrogativi sull'efficacia dei controlli preventivi e sulle misure necessarie per impedire che un membro dell'equipaggio possa mettere in pericolo un intero volo. In Israele, il caso ha spinto le autorità a chiedere verifiche più approfondite sulla sicurezza dell'aviazione civile internazionale.
Israele premia i sei passeggeri che hanno fermato l'aggressore
Giovedì il presidente israeliano Isaac Herzog ha conferito il Premio presidenziale per l'eroismo civile a sei cittadini israeliani che hanno contribuito a bloccare il copilota e a scongiurare il tentativo di dirottamento.
Durante la cerimonia, Herzog ha riconosciuto il coraggio e l'iniziativa dei passeggeri, sottolineando però che restano necessari chiarimenti completi sull'accaduto. "Il coraggio e l'ingegnosità dimostrati dai civili qui presenti non possono oscurare l'obbligo di ottenere risposte complete. Ognuno, tutti noi, meritiamo risposte chiare e soddisfacenti", ha dichiarato, secondo quanto riportato dal Jerusalem Post.
Anche il primo ministro Benjamin Netanyahu ha elogiato i passeggeri e il comandante per il loro intervento. Netanyahu ha inoltre ordinato «un riesame approfondito di tutti gli aspetti di sicurezza dell'aviazione civile straniera diretta in Israele», aprendo la strada a ulteriori verifiche sui protocolli adottati per i voli internazionali verso il Paese.