La morte di Maricarmen, due settimane dopo lo sfratto, ha rilanciato le proteste per la casa. Migliaia di persone hanno marciato in diverse città spagnole
La morte di Maricarmen Abascal, 87 anni, ha riacceso in Spagna la protesta per il diritto alla casa. A due settimane dallo sfratto dall'abitazione in cui aveva vissuto per oltre 70 anni, migliaia di persone sono scese in piazza giovedì a Madrid e in altre città del Paese per ricordare l'anziana e rilanciare le richieste per alloggi accessibili e contro gli sfratti.
La manifestazione nella capitale, organizzata dal Sindicato de Inquilinas, il Sindacato degli Inquilini, è partita alle 20 dalla Puerta del Sol e ha attraversato il centro di Madrid fino al numero 46 di calle Alcalde Sainz de Baranda, dove Maricarmen aveva vissuto per decenni.
In testa al corteo una grande fotografia dell'anziana e una corona di fiori. Il motto scelto per la manifestazione riprendeva una delle frasi pronunciate da Maricarmen durante la sua lunga battaglia per restare nella sua casa: "Lottate per ciò che è vostro".
Davanti alla sua vecchia abitazione, vicini e cittadini hanno deposto fiori e acceso candele. Alcuni manifestanti hanno scandito lo slogan "Non sono morti, sono omicidi", riferendosi alla morte della donna, avvenuta mercoledì dopo gli ultimi giorni trascorsi ricoverata all'ospedale Gregorio Marañón.
Maricarmen diventa il simbolo della crisi abitativa
La vicenda dell'87enne è diventata un simbolo delle proteste per il diritto alla casa e contro gli sfratti. La sua morte ha dato nuovo impulso alle mobilitazioni già in corso in diverse città spagnole.
Secondo Valeria Racu, portavoce del Sindicato de Inquilinas, Maricarmen avrebbe dovuto firmare proprio giovedì un nuovo contratto d'affitto che le avrebbe consentito di tornare nella casa dalla quale era stata sfrattata. Un ritorno che non potrà più avvenire.
La sua vicenda ha suscitato reazioni anche al di fuori di Madrid. A Cáceres circa 150 persone hanno partecipato a una manifestazione in sua memoria.
A Santiago de Compostela, invece, la morte dell'anziana ha dato ulteriore forza alle proteste per il diritto alla casa. In piazza dell'Obradoiro gli attivisti portano avanti da una settimana un accampamento permanente, con oltre cento tende. La protesta continua nonostante pioggia e vento ed è diventata uno dei punti di riferimento delle mobilitazioni nate nelle scorse settimane a Madrid.
La morte di Maricarmen è stata definita un'icona delle rivendicazioni per il diritto alla casa anche dal presidente della Comunità autonoma dell'Andalusia, Juanma Moreno Bonilla.
Scontro politico sui minuti di silenzio
La vicenda ha aperto anche un nuovo fronte politico. Il Partito Popolare (PP) e Vox hanno bloccato le proposte per osservare un minuto di silenzio in memoria di Maricarmen al Senato, all'Assemblea di Madrid e nel Comune della capitale.
Il PP ha motivato la propria posizione con la volontà di evitare che la morte dell'anziana venga utilizzata a fini politici.
Di fronte alla mancanza di sostegno della destra all'Assemblea di Madrid, i rappresentanti di Más Madrid e del PSOE-M hanno reso omaggio a Maricarmen all'esterno dell'aula. Anche in Comune i consiglieri delle due formazioni si sono alzati per osservare un minuto di silenzio durante la seduta.
A Vitoria, invece, rappresentanti di PSE-EE, PNV, EH Bildu e PP si sono riuniti in plaza de España per ricordare l'anziana. Elkarrekin Podemos ha scelto di non partecipare, spiegando di non voler condividere l'omaggio con chi, a suo giudizio, ha contribuito a creare situazioni come quella vissuta da Maricarmen.
Un altro momento di ricordo si è svolto al Palacio Europa, durante una conferenza dedicata al ruolo delle città di fronte alle grandi sfide globali, alla quale ha partecipato anche il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares.
La protesta per Maricarmen si inserisce così in una mobilitazione più ampia sulla crisi abitativa spagnola, dove il costo degli affitti e la difficoltà di trovare un alloggio accessibile sono diventati temi sempre più centrali nel dibattito politico.