Loader
Seguiteci
Pubblicità

Londra, tre iraniani a processo: "Spiavano giornalisti per Teheran"

due forze di polizia britanniche
due forze di polizia britanniche -  Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Anna Kirchheim & Euronews Farsi Agenzie: AFP, AP
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Foto, pedinamenti e sopralluoghi: secondo l'accusa, i tre avrebbero raccolto informazioni per preparare un possibile attacco contro dissidenti iraniani

Tre cittadini iraniani sono sotto processo a Londra con l'accusa di aver sorvegliato giornalisti critici nei confronti del regime di Teheran, nell'ambito di un presunto piano per intimidirli e sottoporli a gravi violenze.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Mostafa Sepahvand, 41 anni, Farhad Javadi Manesh, 46 anni, e Shapoor Qalehali Khani Noori, 57 anni, sono comparsi davanti alla Woolwich Crown Court, accusati di aver compiuto tra agosto 2024 e marzo 2025 attività suscettibili di favorire un servizio di intelligence straniero, in violazione del National Security Act britannico.

Secondo l'accusa, i tre uomini avrebbero agito per conto dell'intelligence iraniana, prendendo di mira in particolare giornalisti di Iran International, emittente persiana con sede nel Regno Unito e fortemente critica nei confronti del governo di Teheran.

Aprendo il processo, il procuratore Bill Emlyn Jones ha sostenuto che chi critica il governo iraniano lo fa "a proprio rischio". L'emittente londinese, ha aggiunto, è stata "particolarmente nel mirino" per le sue posizioni contro Teheran.

L'accusa ha ricordato anche il precedente storico delle minacce contro gli oppositori iraniani all'estero, citando la fatwa pronunciata nel 1989 dall'allora leader della Repubblica islamica, l'ayatollah Ruhollah Khomeini, contro lo scrittore britannico Salman Rushdie per il suo romanzo "The Satanic Verses" ("I versi satanici"). Rushdie fu poi gravemente ferito in un attacco con coltello nello Stato di New York nel 2022.

Il presunto piano contro i giornalisti

Secondo quanto riferito in aula, i tre imputati avrebbero pedinato almeno due giornalisti di Iran International, Mojtaba Pourmohsen e Kambiz Hosseini, oltre a Jonathan Turner, membro fondatore dell'organizzazione U.K. Lawyers for Israel.

Avrebbero inoltre visitato indirizzi collegati alle persone sorvegliate, scattando fotografie e registrando video che, secondo l'accusa, sarebbero serviti a preparare un possibile attacco. Sepehvand sarebbe stato incaricato di eseguirlo.

"Il loro obiettivo finale era che uno di questi individui, e forse più di uno, fosse esposto a gravi violenze", ha detto Emlyn Jones ai giurati. Secondo il procuratore, l'eventuale attacco avrebbe rappresentato una ritorsione per le critiche rivolte al governo iraniano e sarebbe servito anche a "creare paura" e a scoraggiare altre persone dal criticare Teheran.

L'accusa sostiene che tutti e tre abbiano ammesso di essersi recati nei luoghi indicati e di aver scattato immagini, ma che abbiano fornito spiegazioni diverse sulle ragioni delle loro azioni.

I tre uomini respingono le accuse.

Secondo quanto riferito dall'Associated Press sulla base degli atti dell'accusa, Javadi-Manesh e Nouri sostengono di non sapere che le loro attività avrebbero potuto favorire l'intelligence iraniana. Sepehvand, invece, avrebbe ammesso di esserne consapevole, sostenendo però di aver agito "sotto coercizione o minaccia".

Le tensioni tra Londra e Teheran

Il processo si apre mentre i rapporti tra Regno Unito e Iran sono segnati da crescenti tensioni. Le autorità britanniche accusano da tempo Teheran di condurre attività ostili sul territorio britannico e di prendere di mira oppositori e critici anche all'estero.

Il National Security Act, la legge in base alla quale sono stati incriminati i tre uomini, è entrato in vigore per rafforzare i poteri delle autorità britanniche contro le minacce alla sicurezza nazionale provenienti da Stati stranieri.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Cipro: uomo di 44 anni accusato di spiare una base britannica per conto dell'Iran

Documento Ue conferma rete di spionaggio ungherese e aumenta la pressione su Várhelyi

Londra, tre iraniani a processo: "Spiavano giornalisti per Teheran"