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Quando dimagriamo, dove va il grasso corporeo? La risposta è più sorprendente del previsto

La direttrice del fitness di gruppo Andrea Porter, a sinistra, guida una lezione di power yoga al Summit Athletic Club di Altoona, Pennsylvania.
Andrea Porter, direttrice fitness del gruppo, a sinistra, guida una lezione di power yoga al Summit Athletic Club di Altoona, in Pennsylvania. -  Diritti d'autore  J.D. Cavrich/AP2006
Diritti d'autore J.D. Cavrich/AP2006
Di Chaima Chihi & يورونيوز
Pubblicato il
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I ricercatori stimano che circa l’84% del grasso corporeo perso venga espulso sotto forma di anidride carbonica. Il restante 16% viene eliminato come acqua

Quando il peso corporeo diminuisce, una parte del grasso accumulato nel corpo scompare. Ma dove finisce davvero quella massa?

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Due ricercatori dell’Università di Birmingham spiegano, in un articolo pubblicato su The Conversation, che la perdita di grasso è collegata a un processo che si attiva quando il corpo ha bisogno di più energia di quella che ottiene dal cibo. In questa situazione, l’organismo attinge alle sue riserve di grasso per coprire il fabbisogno energetico.

Il grasso che mangiamo arriva nel sistema digerente, dove viene scomposto in acidi grassi.

Una parte di questi acidi grassi viene utilizzata dal corpo per funzioni essenziali, come la costruzione delle cellule, la regolazione degli ormoni e la protezione degli organi. L’eccesso viene trasformato in trigliceridi, che vengono immagazzinati nelle cellule adipose e usati in seguito come fonte di energia.

Il corpo accumula il grasso principalmente in due modi: il grasso sottocutaneo, che si trova appena sotto la pelle, e il grasso viscerale, che si concentra più in profondità attorno agli organi.

Quando l’organismo entra in una situazione di deficit calorico, segnali ormonali e nervosi iniziano a stimolare le cellule adipose a scomporre il grasso accumulato, in un processo noto come lipolisi.

Il grasso viene convertito in energia

Dopo che i trigliceridi sono stati scomposti, gli acidi grassi raggiungono i mitocondri all’interno delle cellule, considerate le "centrali energetiche" del corpo, dove vanno incontro alla beta-ossidazione.

In questo processo, gli acidi grassi vengono trasformati in composti che l’organismo usa per produrre energia. Le reazioni generano anidride carbonica e acqua come prodotti finali del metabolismo.

Ed è qui che arriva la sorpresa, spiegano gli autori: la maggior parte del grasso che il corpo perde non viene eliminata con il sudore, ma fuoriesce dai polmoni mentre respiriamo.

In base ai calcoli dei ricercatori, circa l’84% del grasso perso si trasforma in anidride carbonica ed esce dal corpo con l’espirazione. Circa il 16% diventa acqua, che viene eliminata con il sudore e altri fluidi corporei.

Gli studiosi precisano che queste percentuali restano comunque stime, perché è difficile misurare con precisione tutte le sostanze che il corpo espelle durante la perdita di grasso.

Cosa significa per l’attività fisica?

Quando una persona fa esercizio fisico o riduce l’apporto calorico, aumenta il fabbisogno di energia dell’organismo.

Se l’energia fornita dal cibo non basta a coprire questa richiesta, il corpo inizia a utilizzare le sue riserve di grasso.

Ma questo non significa che respirare più velocemente faccia dimagrire. L’espirazione è soltanto la via attraverso cui i prodotti della combustione del grasso escono dal corpo, non il processo che innesca la combustione stessa. Mantenere un deficit calorico, tramite alimentazione e attività fisica, resta il fattore decisivo che spinge l’organismo a usare l’energia accumulata.

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