Il governo francese, privo di una chiara maggioranza parlamentare, affronta una difficile battaglia politica per far approvare il suo bilancio.
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu si appresta a presentare giovedì il progetto di bilancio per il 2027, mentre il governo lavora per ridurre il disavanzo del Paese tagliando la spesa pubblica.
Le linee generali di molte proposte di bilancio sono già state annunciate, tra cui risparmi sulle pensioni, il blocco degli stipendi nel settore pubblico e modifiche alle assenze per malattia finanziate dallo Stato.
Il termine per la presentazione formale del disegno di legge di bilancio 2027 all'Assemblea nazionale è il 6 ottobre. Il governo deve però muoversi in un contesto politico difficile, con un Parlamento frammentato e senza una chiara maggioranza di governo, il che significa che l'approvazione del bilancio richiederà con ogni probabilità negoziati complessi e uno scontro parlamentare impegnativo.
"Alla fine ci sarà molto andirivieni tra governo, Assemblea nazionale e Senato, che potrebbe protrarsi ben oltre la prima metà del 2027, aumentando l'incertezza politica e alimentando i timori sul quadro fiscale di medio periodo", ha dichiarato Jérémie Peloso, responsabile della strategia per l'Europa di BCA Research.
Le principali proposte di bilancio
In un'intervista concessa a Le Figaro il 17 settembre, il primo ministro Sébastien Lecornu ha spiegato che il governo prevede tagli per circa 54 miliardi di euro, sostenendo che senza misure di risparmio il disavanzo pubblico potrebbe avvicinarsi al 6,5% del PIL nel 2027, mentre l'esecutivo punta a un deficit al 5% del PIL.
Lecornu ha ribadito che senza questi tagli "il deficit 2027 si avvicinerebbe al 6,5% del PIL". Il governo si attende inoltre un costo aggiuntivo di 10 miliardi di euro per finanziare l'onere del debito francese.
"L'anno prossimo, a causa del contesto geopolitico e del rialzo dei tassi di interesse, il Paese dovrà trovare altri 10 miliardi di euro", ha aggiunto.
L'esecutivo valuta anche misure per contenere la spesa pensionistica, in particolare limitando l'indicizzazione degli assegni e riducendo la detrazione fiscale di cui beneficiano i pensionati. La riduzione del tetto della detrazione del 10% dovrebbe generare per lo Stato circa 1,4 miliardi di euro aggiuntivi.
Il debito francese ai massimi storici
Al momento il disavanzo di bilancio della Francia è stimato al 5,4% del PIL per quest'anno, uno dei più alti nell'Unione europea, mentre il debito pubblico è al 119% del PIL.
Giovedì il tasso sui titoli di Stato francesi a dieci anni è salito al 4,94%, un livello che non si vedeva dal 2002.
Il debito pubblico del Paese ha raggiunto livelli record durante i due mandati del presidente Emmanuel Macron, preoccupando gli investitori e imponendosi come tema centrale in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno.
Secondo François Facchini, professore di economia all'Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne, il rapporto debito/PIL è destinato a salire ancora.
"Il rapporto di debito pubblico non scenderà nel 2027, dovrebbe superare il 120%", ha dichiarato Facchini a Euronews.
Ha osservato che l'indicatore tradizionale del debito pubblico non include impegni futuri come le pensioni dei dipendenti pubblici e quindi sottostima il reale ammontare delle obbligazioni finanziarie del Paese.
Jérôme Mathis, professore di economia all'Università Paris-Dauphine, ha affermato che la credibilità dei piani di riduzione del deficit del governo dipenderà da tre fattori: la capacità di mantenere nel tempo i 54 miliardi di euro di risparmi previsti, il miglioramento del deficit al netto degli interessi sul debito e il realismo delle previsioni economiche su cui si fonda il bilancio.
"Un bilancio è credibile solo se lo sono le sue basi", ha detto a Euronews.
Opposizione politica e scioperi
I partiti di sinistra e i sindacati accusano il governo di introdurre misure di "austerità".
Arthur Delaporte, portavoce del Partito socialista (PS), ha definito il bilancio proposto una "amara medicina di austerità". Ha sostenuto che sia in contraddizione con l'impegno dichiarato dal primo ministro Sébastien Lecornu a raggiungere un "compromesso".
Martedì i sindacati in tutta la Francia hanno proclamato uno sciopero in vista dell'annuncio del bilancio di giovedì, in particolare contro il blocco delle retribuzioni per i dipendenti pubblici.
La Francia ha chiuso il bilancio in pareggio per l'ultima volta nel 1973, pur mantenendo uno Stato sociale generoso e forti tutele per i lavoratori. Per anni il debito accumulato è rimasto elevato, oltre il 90% del prodotto interno lordo a partire dal 2008, ma gestibile grazie a una crescita regolare e a tassi di interesse rimasti per anni vicini allo zero.