Euronews mercoledì ha ospitato il Defence and Space Summit, che ha riunito il segretario generale della Nato, ministri e leader dell'industria
L'Europa è pronta a difendersi?
È stata la domanda centrale all'Euronews Defence and Space Summit, che ha riunito responsabili politici, parlamentari e vertici dell'industria, mentre l'Europa fa i conti con la necessità di riarmarsi e di scoraggiare le potenziali minacce.
L'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia ha trasformato l'architettura di sicurezza europea. Ha messo in luce fragilità radicate e costretto i governi a ripensare la spesa militare, le capacità delle forze armate e la produzione industriale.
Con la Russia che prosegue la guerra in Ucraina e l'aumento degli attacchi ibridi contro gli alleati europei, cresce anche la pressione per agire.
Ecco cinque passaggi chiave del vertice di mercoledì.
Radev lancia l'allarme
Il primo ministro bulgaro Rumen Radev è stato tra gli oratori più attesi della giornata. Mercoledì ha messo in discussione la strategia dell'UE di sostegno all'Ucraina, definendola un tentativo fallito di "pace attraverso la forza".
"La guerra in Ucraina ha messo alla prova il nostro pensiero critico e il nostro approccio realistico", ha dichiarato.
"Ha messo alla prova la nostra capacità di valutare il centro di gravità strategico dell'avversario. Soprattutto, ha messo in discussione la nostra abilità di definire obiettivi politici realistici, tradurli in una solida strategia militare e delineare lo scenario finale a cui puntiamo".
Radev ha invocato un maggiore impegno diplomatico con il Cremlino per porre fine alla guerra ed evitare quello che ha definito lo "scenario peggiore": un attacco nucleare contro l'Europa.
La Russia dispone del più grande arsenale nucleare al mondo, con circa 4.400 testate immagazzinate, di cui 1.796 schierate strategicamente.
"Esiste la carta nucleare", ha detto Radev.
"Dobbiamo tenerne conto. Non possiamo chiudere gli occhi sul fatto che nel nostro continente ci sono armi nucleari e che la Russia le ha nel proprio arsenale. E questo rientra nel calcolo complessivo".
Le sue parole sono arrivate poche ore dopo che Reuters aveva riferito dell'invio, da parte della Russia, di un documento in cui minacciava di "usare l'intero arsenale di forze e capacità a sua disposizione, comprese le armi nucleari" per difendere il proprio territorio.
Rutte rassicura gli alleati
Il segretario generale della NATO Mark Rutte è intervenuto dopo Radev con un messaggio ben diverso per Mosca: "Basta con le minacce nucleari".
Rutte ha evitato di commentare il documento riportato dai media, ma ha lasciato intravedere la risposta della NATO al presidente russo Vladimir Putin.
"Putin sa che non potrà mai sconfiggere la NATO, quindi non prendo sul serio queste minacce", ha affermato. "Naturalmente abbiamo dovuto rispondere e chiarirgli che la NATO è un'alleanza difensiva".
"Penso che il modo migliore per affrontare questa situazione sia mantenere un po' di calma", ha aggiunto.
Rutte ha affrontato anche l'aumento degli attacchi ibridi contro gli alleati dell'Ucraina, tra cui un incendio doloso contro un'azienda di robotica per la difesa in Estonia e un tentato attacco con droni all'aeroporto di Lipsia, in Germania.
Ha definito questi episodi tentativi di Putin di distogliere l'attenzione dal fronte in stallo, spezzare l'unità occidentale e indebolire il sostegno militare a Kiev.
Per rassicurare gli alleati, Rutte ha dichiarato: "Non c'è una minaccia immediata al territorio della NATO".
"Difenderemo ogni centimetro del territorio della NATO, ogni chilometro quadrato, ogni miglio quadrato", ha detto. "Non c'è dubbio che Putin lo sappia. Quella minaccia quindi non esiste. E se dovesse accadere qualcosa, siamo pronti a reagire".
Rutte ha elogiato i progressi dell'Ucraina sul campo e i suoi attacchi in profondità nel territorio russo, ma ha sottolineato una criticità decisiva: la difesa aerea.
La Russia ha condotto attacchi aerei prolungati contro le città ucraine, mettendo sotto pressione le scorte di intercettori antiaerei di Kiev.
"Ora è fondamentale mantenere l'Ucraina forte", ha affermato Rutte, esortando gli alleati a fornire intercettori Patriot. "Ma l'Ucraina oggi non sta andando peggio di quanto non facesse qualche tempo fa".
Francken mette in guardia da un "inverno buio"
Nonostante le rassicurazioni, crescono le preoccupazioni per la sicurezza dell'Europa.
Il ministro della Difesa belga Theo Francken ha avvertito che l'Europa si trova di fronte a un "inverno buio", segnato da interferenze sempre maggiori.
"Russia, attacco aereo, attacco aereo, attacco aereo. Questa è la minaccia principale. Quindi ci serve difesa aerea, difesa aerea, difesa aerea", ha detto Francken al summit.
"Dobbiamo avere più scorte, più produzione, aumentare i volumi produttivi e una grande base industriale. Tutto deve andare più veloce".
Francken ha ricordato che la Russia ha decenni di esperienza nella guerra ibrida e ha sostenuto che l'Europa dovrebbe fare tesoro del know-how maturato dall'Ucraina sul campo di battaglia per tenere il passo con una tecnologia in rapidissima evoluzione.
"Non voglio avere 200.000 droni parcheggiati in qualche magazzino e, dopo due mesi, non poterli più usare perché sono già superati. Dobbiamo adattarci", ha affermato.
Francken ha inoltre riconosciuto il cronico sottoinvestimento del Belgio nella difesa.
"Eravamo come il peggior alunno della classe NATO. Destinavamo l'1% del PIL alla difesa", ha detto, aggiungendo che da allora la spesa è raddoppiata.
"Ma non posso recuperare in 18 mesi ciò che è stato trascurato per 40 anni".
Puzder prende di mira il "Made in Europe"
La sicurezza europea resta strettamente legata agli Stati Uniti, la maggiore potenza militare della NATO.
Le relazioni tra Washington e le capitali europee sono state più volte messe alla prova da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca e ha rilanciato l'agenda "America First".
Matthew Whitaker, ambasciatore degli Stati Uniti presso la NATO, ha cercato di rassicurare gli alleati europei sul fatto che Washington resta impegnata nella loro difesa.
"Non ci stiamo tirando indietro. Chiediamo solo ai nostri alleati di farsi avanti e unirsi a noi", ha dichiarato. "Continuiamo a dire che resteremo impegnati in Europa".
Andrew Puzder, ambasciatore statunitense presso l'UE, ha usato toni più conflittuali, criticando la spinta dell'Unionea privilegiare i prodotti "Made in Europe" negli appalti pubblici, compresi quelli per la difesa.
Questa linea, nata in Francia, ha trovato sostegno in altre capitali europee, anche se il suo perimetro resta oggetto di discussione.
"Quando sono in gioco delle vite, devono contare le capacità e la disponibilità dei mezzi, non la geografia", ha affermato Puzder.
"Basterebbe un attacco da parte di un avversario potente contro uno Stato membro, e tutti saremo felici di aver puntato sulla superiorità delle armi piuttosto che sull'economia regionale".
Puzder ha invece promosso un approccio "Made in NATO", che darebbe alle aziende della difesa statunitensi un maggiore accesso agli appalti dell'UE.
"Siamo più forti quando lavoriamo insieme", ha detto, auspicando un'alleanza che affronti i suoi avversari con "unità e forza, non con divisione e interessi di parte".