Sateliot lancerà giovedì cinque satelliti con SpaceX, portando a 11 la sua costellazione. La missione Draconis raddoppierà i passaggi giornalieri e dimezzerà il tempo di rivisita, rafforzando il servizio di connettività IoT via 5G NTN.
La catalana Sateliot metterà in orbita questo giovedì cinque nuovi satelliti a bordo di un Falcon 9 di SpaceX. Con questa missione, battezzata come Draconis, la società raggiungerà gli 11 satelliti lanciati dalla sua fondazione e, secondo i suoi calcoli, raddoppierà in media i passaggi giornalieri e dimezzerà il tempo che un satellite impiega per tornare a sorvolare uno stesso punto.
Il decollo è previsto il 1º ottobre alle 20:18 (ora peninsulare) dalla base di Vandenberg, in California, nell’ambito della missione Transporter-18 di SpaceX, anche se potrebbe slittare all’ultimo momento. Il lancio potrà essere seguito in diretta da Espai Diagonal.
In sostanza, Sateliot offre torri di telefonia nello spazio. I suoi satelliti estendono la copertura degli operatori mobili, che acquistano il servizio all’ingrosso per offrire connettività Internet delle cose (IoT) dove le reti terrestri non arrivano. L’azienda assicura che la tecnologia, basata sul 5G NTN, è già stata validata.
I cinque nuovi apparati, prodotti da Alén Space, sono piccoli: 20 x 10 x 35 centimetri e 10 chili ciascuno, con una vita utile di cinque anni e un’orbita di 510 chilometri.
Rispetto ai quattro lanciati nel 2024, trasportano un payload ottimizzato, un sistema più affidabile per archiviare i dati a bordo, versioni migliorate del computer centrale e del controllo di assetto (più stabilità e manovre più semplici) e memorie più resistenti alle radiazioni. Secondo l’azienda, la maturità del modello ha permesso di progettarli e produrli in metà del tempo rispetto all’ultima missione.
All’operazione partecipano anche Exolaunch, che si è occupata dell’integrazione e logistica; KSAT e Leaf Space, partner per le stazioni di tracciamento e controllo a terra; e Comfone, che fornisce servizi di connettività IPX per interconnettere la rete di Sateliot con gli operatori mobili.
Tritó, il prossimo salto
Questi cinque satelliti fanno parte di una costellazione che Sateliot vuole portare a oltre 500 unità e che cambierà generazione: dall’IoT di massa verso servizi con maggiore capacità e più critici, inclusa la connessione diretta ai dispositivi (D2D).
Il cambiamento arriverà dal 2027 con Tritó, che introdurrà la tecnologia 5G NR NTN, comunicazioni store-and-forward basate sullo standard 3GPP Release 19 e un’antenna digitale multibeam con phased array, in grado di gestire dinamicamente diversi fasci di copertura. In questa linea si inserisce l’accordo già annunciato con PLD Space per una missione dedicata a bordo del Miura 5.
Per finanziarlo, l’azienda sta lavorando a un round di Serie C da 100 milioni di euro. Finora ha raccolto circa altri 100 milioni e prevede di raggiungere ricavi per 500 milioni nel 2030.
"Abbiamo validato la tecnologia e ora stiamo aumentando capacità e regolarità per scalare il servizio insieme agli operatori mobili", riassume Jaume Sanpera, CEO e cofondatore di Sateliot. "Il nostro obiettivo è trasformare il satellite in un’estensione naturale delle loro reti là dove non arrivano", aggiunge.